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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 19 ottobre 2017 - Ore 20:15

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Focus New8news: la triste realtà dei senza tetto a Lecce

Focus New8news: la triste realtà dei senza tetto a Lecce

Lecce - E'solo di qualche giorno fa il secondo rapporto della Caritas diocesana, denominato "Non uno di più", che traccia un profilo a dir poco inquietante e che potrebbe essere così riassunto: "Un numero crescente di cittadini sempre più poveri e sempre più soli". Secondo i dati pubblicati nel rapporto, infatti, un leccese su quattro vivrebbe in condizioni disagiate, sotto la cosiddetta soglia di povertà.

Tante le iniziative e le associazioni nate negli ultimi anni a tutela dei più deboli; tante, ma ancora troppo poche per fronteggiare un fenomeno come quello dell'accattonaggio, che cresce ogni anno di più, assumendo man mano proporzioni maggiori e che, proprio per questo motivo, diviene sempre più complicato e difficile da gestire da parte dei volontari.

Molte di queste realtà poi sopravvivono grazie all'autofinanziamento e alla passione di ogni componente, o eventualmente all'aiuto da parte di qualche privato, perchè le istituzioni sono sorde anche di fronte al grido disperato di chi vive queste storie di miseria umana. Eppure, spesso a mancare non sono i denari o le strutture per accogliere queste persone, quanto piuttosto la volontà di chi potrebbe fare, ma puntualmente preferisce voltarsi dall'altra parte. Sono decine infatti le strutture abbandonate ed inutilizzate, di proprietà dei vari enti pubblici, che potrebbero essere donate o quantomeno usate per offrire ospitalità a queste persone, garantendo loro una sistemazione dignitosa. E invece sono lì, in stato di degrado e abbandono, vuote e talvolta fatiscenti, ad attendere che qualcuno forse un giorno le possa comprare o si ricordi di loro ripartandole a nuova vita.

Sono circa una cinquantina i clochard di Lecce costretti a vivere in mezzo ad una strada, accampandosi per ripararsi dal freddo della notte in dimore di fortuna. Non si tratta solo di barboni, di tossicodipendenti, di extracomunitari o di prostitute che trascorrono la notte appostate nei pressi delle stazioni di servizio al freddo ed in attesa di qualche cliente in cerca di compagnia,
perchè tra loro ci sono anche i "nuovi poveri", come i padri famiglia molto spesso con un matrimonio fallito alle spalle e rimasti senza un lavoro a causa della crisi economica, che cercano di arrangiarsi come possono, magari facendo i parcheggiatori abusivi, ma che i soldi per mettere un tetto sopra la testa ed un piatto caldo a tavola non li hanno più; oppure anziani che percepiscono una misera pensione e che con quello che guadagnano fanno fatica a sbarcare il lunario.

A dare una mano a queste persone e a fornire qualcosa di caldo con cui sfamarsi ci pensano loro: i City Angels. Un' associazione di volontari nata nel 1994 a Milano da un idea del fondatore, Mario Furlan. La sede di Lecce ha aperto i battenti poco più di un anno fa, nell'ottobre del 2011 e ,ad oggi, conta circa una ventina volontari. Un gruppo di "angeli" come loro stessi si definiscono, che dedicano buona parte del proprio tempo libero a fare del bene agli altri.

Si fanno chiamare Fuego, Tupitè, Teto, Luna o Butterfly e la loro "centrale operativa" è la strada dove armati di Basco blu, giacca rossa e zaino in spalla, portano cibo, coperte ed un po'di conforto a chi ne ha bisogno.

Sono da poco passate le 21, quando insieme ai City Angels, iniziamo il nostro viaggio notturno, immergendoci in questa realtà a molti sconosciuta nonostante i clochard, si accampino nei pressi di punti nevralgici della città, come la stazione ferroviaria, i portici nei pressi di piazza Mazzini o alcune strade del centro storico, a pochi passi dalle vie della movida notturna; ma per i più questi individui risultano invisibili.

Tante le realtà con cui veniamo a contatto e tante le storie che ci capita di ascoltare: A partire da quella di Francesco (il nome ovviamente è di fantasia) costretto, dopo una vita intera passata a lavorare, a dover dormire avvolto in un piumone sotto i portici della centralissima piazza Mazzini, dove ogni sera da più di otto mesi, aspetta la chiusura dei negozi del centro per trascorrere la notte cercando come può di ripararsi dal freddo. La situazione più critica poi si registra nei pressi della stazione ferroviaria e nelle stradine limitrofe, dove ad accamparsi ogni sera ci sono decine di persone.

Ad accoglierci, quattro volti nuovi: sono arrivati pochi giorni fa dall'Afghanistan, per cercare lavoro nel nostro paese, perchè - come dicono loro mentre ci avviciniamo per conoscerli - qui la crisi vera non sappiamo nemmeno cosa sia!

Poco distante una coppia di rumeni, 29 anni lei qualcuno in più lui, sono sposati ed hanno quattro figli, che però hanno dovuto lasciare alle cure dei nonni in Romania mentre loro, armati di speranze e bagagli, hanno cercato di raggiungere il "sogno italiano" ed invece hanno trovato solo abbandono indifferenza e miseria, ma nonostante le condizioni in cui sono costretti a vivere, non rinunciano a dispensare sorrisi a chiunque, e lei, in dolce attesa del suo quinto bambino, ci regala un porta fortuna. Tanti anche i leccesi, che però hanno preferito non farsi riprendere per paura di essere riconosciuti, messi in ginocchio dalla dilagante crisi economica o da una situazione familiare complicata.

Ad accumunare tutti loro, la dignità e la forza di volontà, con cui lottano ogni giorno per riprendersi la propria vita o per riscattarsi, nonostante dopo numerose promesse puntualmente disattese, siano i primi a non crederci più.

Come fosse una vera e propria stazione di una città metropolitana nell'ora di punta, anche quella di Lecce di notte, fa da sfondo ad un miscuglio di culture e di uomini e di donne che, arrangiandosi come possono, aspettano inesorabilmente l'arrivo di un altro giorno. Ci sono persino un'americana che dorme sulle panchine di uno dei corridoi, ed un parcheggiatore di origini palestinesi. Tanti poi, i senza tetto malati e bisognosi di cure costanti; dalla nostra precedente visita infatti, ne mancano un bel po'come ad esempio Antonio "il cantante calabrese", che ha girato il mondo e che nella nottata di lunedì è stato ricoverato in ospedale per la 14esima volta. Numerosi anche i disperati, con una vita rovinata dagli abusi di alcol e droghe. A pochi passi dalla stazione poi, ci sono le prostitute; ragazze provenienti per lo più dal sud Africa o dall'Europa dell'est che hanno abbandonato le loro famiglie ed il loro paese, illuse dalla chimera di una vita migliore e che ogni sera sono costrette a vendere il proprio corpo per pochi miserabili euro.

E'passata da poco l'una quando il nostro viaggio con i City Angels volge al termine; per i clochard è solo un altro giorno che si è concluso per lasciar spazio ad un altro che si affaccia, un altro giorno in cui la speranza, sempre di più lascia spazio alla rassegnazione.




Azzurra Monaco
Matteo Sbenaglia
Silvia Paladini


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