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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 17 ottobre 2017 - Ore 06:11

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Focus New8news. Speciale Gasdotto Tap

Focus New8news. Speciale Gasdotto Tap

Melendugno - Era il 24 gennaio dello scorso anno, quando la Trans Adriatic Pipeline, la multinazionale incaricata della realizzazione del gasdotto tap, avviò un sondaggio marino nelle acque di san foca. Ad un anno di distanza, la storia si ripete. Nei giorni scorsi infatti, sono comparse quattro nuove imbarcazioni allo scopo di raccogliere il maggior numero d'informazioni possibili sulle condizioni del fordale in quella zona, per reintegrare lo studio Esia presentato al ministero dell'ambiente lo scorso anno, nel mese di marzo, e che dovrà essere definitivamente consegnato entro il mese di settembre 2013.


A seguito dell'installazione delle quattro piattaforme, l'ufficio circondariale di Otranto ha emesso un'ordinanza secondo la quale dallo scorso 24 dicembre e fino al prossimo 28 febbraio, sarà proibito transitare ad una distanza inferiore ai mille metri dalle quattro imbarcazioni: Geosud, Geocat, Bucentaur ed infine Odin Finder.

I rilievi verranno effettuati lungo il tratto di costa che dalle Cesine porta sino ai Laghi Alimini.

A giorni invece, verrà resa nota la decisione del giudice amministrativo, che il prossimo 24 gennaio, stabilirà se è leggittimo o meno, il ricorso presentato dalla società Tap al comune di Melendugno, la cui amministrazione, ha negato l'autorizzazione necessaria al fine di compiere le indagini geofisiche per la realizzazione del tratto on shore del gasdotto.

Intanto, in barba ai pareri negativi dei Comuni interessati dal progetto e della Regione Puglia,si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui il gasdotto Tap potrebbe funzionare già a partire dal 2018. A dichiararlo, il sottosegretario allo sviluppo economico Claudio De Vincenti a Bruxelles, al termine del Consiglio Ue energia. Dopo la firma dell'accordo a New York tra Italia, Grecia e Albania, ha dichiarato Vincenti, "stiamo definendo le norme specifiche" per quello che può essere considerato il gasdotto che "aprirà il Corridoio Sud per l'Italia e per l'Ue".

Ma nel dettaglio, cos'è la Tap, e perchè è giusto opporsi alla realizzazione di un progetto di tale portata?

Il progetto definitivo, prevede la costruzione di un tubo lungo circa 520 km, che avrà la funzione di trasportare dal Mar Caspio all’Italia, inizialmente 10 miliardi di metri cubi di gas, per poi arrivare nel corso degli anni, a 20 miliardi di metri cubi, ovvero, il 39% del fabbisogno nazionale. Un affare da più di 280 miliardi di euro l’anno, dei quali, inutile dirlo, vedremo solo pochi spiccioli.

Un gasdotto che attraverserà via terra Grecia ed Albania, fino ad arrivare al Canale D’Otranto, dove, con un tunnel sottomarino largo circa 2 metri, si espanderà per 1oo km lungo l’Adriatico fino ad arrivare a poco più di 450 metri dalla località balneare di San Foca.


Per la realizzazione del tunnel sono previsti scavi nella falesia già erosa dal mare, emissioni di gas, ed importanti cambiamenti ambientali e paesaggistici. Inoltre, il tubo si estenderà per 21 km fino a giungere ad Acquarica, dove sarà situata la zona PRT, attiva ed illuminata 24 al giorno, all’interno della quale il gas verrà decompresso, generando emissioni nell’atmosfera ed un forte rumore. Il tunnel dell'area PRT si estenderà per altri 17 km toccando paesi come Vernole, Lizzanello, Cavallino, San Donato, Melendugno ed infine Castrì. Nella zona PRT, inoltre, il gas verrà espanso e riscaldato per compensarne l'assorbimento termico.

La zona PRT, avrà un'estensione di 16 ettari ed una potenza termica pari a 8,6 MegaWatt, come fosse una vera e propria centrale turbogas. Da qui, partirà un secondo tunnel con una pressione di 78 bar che si collegherà alla rete nazionale, il cui terminale verrà situato a Mesagne, anche se ad oggi, SNAM rete gas non ha ancora presentato un progetto a riguardo.

L’approdo del gasdotto è previsto lungo il tratto di costa tra San Foca, nuovamente bandiera blu, e Torre Specchia Ruggeri, un tratto di quasi otto km, dove, a causa di un’ordinanza ministeriale, la balneazione e la pesca sono state vietate fino al 30 aprile scorso.

E nonostante i tecnici della Tap si sforzino di minimizzare i pericoli per l’uomo e per l’ambiente, decine di ettari di paesaggi, finora rimasti incontaminati, rischiano di essere seriamente compromessi per sempre, malgrado abbiano rappresentato negli anni una ricca risorsa per il nostro turismo. Centinaia di ulivi secolari verranno espiantati, la falesia, già erosa dal mare, potrebbe nel tempo, letteralmente crollare a causa degli effetti dovuti dalle trivellazioni. Accanto a queste minacce reali, esiste inoltre l’ipotesi di una catastrofica esplosione di gas e fuoco, come accaduto in Toscana lo scorso 18 gennaio, a causa di una condotta di metano saldata male che ha provocato un violento incendio.

Ad essere compromesso sarà anche l’eco-sistema marino, ( e i frequenti e numerosi spiaggiamenti di delfini, avvenuti negli ultimi mesi, potrebbero esserne la prova) e con esso, le praterie di Posidonia Oceanica, fondamentali per evitare l’erosione della costa, e le tartarughe Caretta Caretta, specie a forte rischio estinzione, potrebbero esser costrette ad abbandonare le nostre acque per sempre, nonostante proprio nel 2007, sulla spiaggia di San Basilio ne siano nati 41 splendidi esemplari.

Nell’area interessata al progetto Tap, inoltre, sorgono numerosi monumenti e siti archeologici d’inestimabile valore artistico, come la Masseria San Basilio costruita tra il XVI ed il XVII secolo, e l’Ecomuseo dei paesaggi di Pietra, una masseria fortificata alle porte di Acquarica di Lecce, risalente addirittura al IV secolo a. C, accanto alla quale verrà realizzata la zona PRT, ma per i tecnici della Tap, tutto questo non ha importanza, perché le conseguenze per il territorio, così com’ è scritto nell’E.s.i.a. (Studio di Impatto Ambientale e Sociale), consegnato lo scorso 15 marzo al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, saranno minime.

Ai microfoni di FuturaTv Gianluca Maggiore del "Comitato No Tap" e Giovanni De matteis presidente della Cooperativa "Il Delfino".

Azzurra Monaco
Silvia Paladini
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