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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 21 agosto 2017 - Ore 01:12

14 novembre, studenti in piazza contro l'austerità

14 novembre, studenti in piazza contro l'austerità

Lecce - Gli studenti di Lecce, in concomitanza con lo sciopero generale europeo indetto in quattro Paesi dell’Unione Europea, il 14 novembre scenderanno in piazza contro l’austerità e un piano governativo di distruzione del welfare e dei diritti, dal diritto al lavoro al diritto allo studio e alla salute.

 Gli studenti, però, tengono a sottolineare che la loro mobilitazione porterà in piazza principalmente tematiche studentesche, che riguardano cioè i problemi che oggi la scuola deve affrontare a livello nazionale, come il tema della legge 953 che di fatto privatizzerebbe quel poco che di pubblico è rimasto nelle scuole italiane e cancellerebbe la rappresentanza studentesca eliminando così qualsiasi forma di democrazia e partecipazione, ma soprattutto i problemi territoriale che gli studenti leccesi hanno: dal tema dei trasporti troppo costosi o inefficienti, al tema dell’edilizia fatiscente in molte scuola del capoluogo, o del sovraffollamento delle classi.

“La manifestazione” fanno sapere i rappresentanti di istituto delle varie scuole in una nota, “sarà organizzata esclusivamente dalla collaborazione fra gli studenti, senza l’intervento dei partiti. Difatti non vogliamo bandiere di partito alla manifestazione, che dev'essere solo ed esclusivamente megafono dei nostri problemi, delle nostre esigenze, ma anche delle nostre rivendicazioni”.

Gli studenti vogliono scendere in piazza per protestare contro una politica di tagli che vede la scuola e l’istruzione come uno spreco da tagliare e come un servizio da privatizzare per meglio pilotarlo a favore di una politica guidata dalle banche e dall’economia finanziaria che sta distruggendo le vite di milioni di persone. “Noi però, accanto alla protesta, vogliamo anche portare avanti le nostre proposte e rivendicazioni, per dimostrare che non siamo dei perditempo fannulloni e facinorosi, ma che vogliamo davvero costruire un’altra idea di scuola”.

Infine, concludono gli studenti, “noi siamo studenti di Licei, Tecnici, Professionali. Siamo studenti di scuole che ci cadono sopra; siamo studenti pendolari costretti a pagare centinaia di euro ogni anno per dei trasporti inefficienti, siamo giovani che vogliono trovare un lavoro in linea con ciò che si è studiato, ma che si sentono dire di non essere troppo schizzinosi e di accontentarsi della prima occasione che si trova. Siamo giovani che si sono accontentati della prima occasione, anche se questa significava lavoro in nero e sfruttamento. Siamo uno, nessuno e centomila. Mille facce di una stessa condizione. E non ci stiamo più a tutto questo. Siamo convinti che si possa costruire un’altra società partendo dal cambiamento nelle nostre scuole e nelle nostre città. Siamo la promessa di un futuro migliore e non ci accontenteremo”.


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