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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 20 ottobre 2017 - Ore 07:14

Studenti e universitari scendono in piazza contro l’austerity

Studenti e universitari scendono in piazza contro l’austerity

Lecce - Il 12 ottobre, UdU-Unione degli Universitari di Lecce, UdS-Unione degli Studenti, insieme a tutte le studentesse e studenti leccesi sono scesi in piazza in corteo per manifestare contro le politiche d’austerity attuate negli ultimi anni e perseguite dal Governo Monti, politiche che hanno messo in ginocchio il sistema d’istruzione italiano e negato molti dei diritti degli studenti e degli universitari.

 Tra le rivendicazioni dell’UdU, la tutela del diritto allo studio. Questo diritto deve essere sovvenzionato da tre soggetti: in primis dallo Stato, dalle Regioni e in minima parte dagli studenti, tramite la tassa regionale per il diritto allo studio. In un periodo di crisi, come quello che stiamo vivendo, per assicurare piena effettività al diritto allo studio (art. 34 della Costituzione) occorre un maggiore investimento da parte degli enti pubblici. Invece sta accadendo tutto il contrario: gli enti pubblici operano tagli ingenti ai fondi destinati al diritto allo studio, mentre la tassa imposta agli studenti aumenta del 100 % (da 77 a 140 euro attuali) a causa del DL n.68 dello scorso 31 Maggio, varato proprio dal Governo Monti.

Mentre i fondi destinati alle borse di studio si riducono drasticamente, emerge la figura dell’idoneo non beneficiario (studenti che hanno i requisiti di reddito e di merito per avere la borsa di studio, ma non ne beneficiano per mancanza di fondi, in Puglia, nel 2011 il 54% degli idonei era non beneficiario).

Le negazioni del diritto allo studio non si fermano qui. Gli enti pubblici preferiscono impiegare i pochi fondi erogati anziché in borse di studio o in altri modi a favore degli studenti (servizi di trasporto, edilizia scolastica) nei prestiti d’onore, che rappresentano per gli studenti, più che un aiuto, un modo per indebitarsi.

 

La protesta si è sollevata anche contro l’aumento delle tasse per effetto della Spending Review. Infatti, prima, esisteva un limite alla contribuzione studentesca che non poteva superare il 20 % del FFO. Oggi, questa percentuale si calcola solo sulle tasse imposte agli studenti in corso rapportate non più al solo FFO, ma ai fondi totali ricevuti dagli atenei (per esempio anche i fondi per l’edilizia). Il risultato è che gli atenei possono imporre agli studenti fuori corso tasse senza limiti, mentre il limite che tutela gli studenti in corso è così ampio da essere stato praticamente vanificato.

 

Negli ultimi anni, la privatizzazione del settore di trasporto pubblico locale e i conseguenti aumenti tariffari, la riduzione dei servizi già scadenti e la frammentazione della gestione del servizio in mano a più aziende di trasporto hanno messo in crisi il diritto alla mobilità degli studenti.

Le convenzioni che agevolavano lo studente con l’acquisto di un biglietto integrato tra più agenzie di trasporto sono state eliminate a causa di un evidente disinteresse da parte delle amministrazioni locali a garantire questo diritto, negli ultimi mesi i criteri di età e reddito per il rilascio degli abbonamenti agevolati SGM sono andati anch’essi nella stessa direzione. Questo diritto non è un lusso, per questo l’UdU ha contestato questi criteri ottenendo l’impegno da parte delle istituzioni a ripristinare le vecchie tariffe. Urge ritornare ad un servizio che rispetti questo inalienabile diritto degli studenti! Perciò l’UdU ha intrapreso assieme alla Rete della Conoscenza Puglia una campagna dal titolo “Liberi di muoverci” con la quale si chiede l’istituzione di una rete di trasporti regionale dotata di biglietto unico e di una comunità dei trasporti che coinvolga istituzioni e cittadini per una gestione partecipata del servizio.

 

Un’altra problematica che ha dato voce al corteo è il crescente numero di contratti d’affitto irregolari sottoposti agli studenti. Ogni anno, numerosi proprietari sottraggono 3,5 miliardi di euro allo Stato, risorse che potrebbero essere investite in politiche alternative nel settore dell’edilizia sociale. Inoltre, i danni agli studenti e gli svantaggi associati ai contratti irregolari sono numerosissimi.

 

Per tutti questi motivi, la situazione che gli studenti stanno vivendo è diventata oramai insostenibile, troppo spesso le esigenze di questo settore della società vengono ignorate in nome di politiche propinateci come unica soluzione possibile a risanare il debito pubblico, ma che si inseriscono in realtà in un complessivo smantellamento del sistema di welfare.


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