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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 21 novembre 2017 - Ore 23:54

No della regione al gasdotto, troppi i pericoli per l'ambiente

No della regione al gasdotto, troppi i pericoli per l'ambiente

Melendugno - "Un intervento fortemente impattante per il territorio", sono queste le parole con cui l'Assessore alla Qualità dell'Ambiente Lorenzo Nicastro ha reso nota la decisione del Comitato Via regionale sul progetto TAP per la realizzazione del gasdotto che collegherebbe l'Area del Mar Caspio all'Italia.


"eppure corredato - continua l'Assessore - di una documentazione non sufficientemente dettagliata in ordine alle conseguenze che lo stesso avrebbe per il territorio, in relazione alle realtà paesaggistico-ambientali e storico-culturali del Canale d'Otranto e del territorio nel Comune di Melendugno che insieme al comune di Vernole avevano espresso parere sfavorevole all'opera. Il comitato ha fatto sue le perplessità contenute nei pareri dei Comuni e delle osservazioni della ConfCommercio di Lecce e dell'associazione Tramontana (Melendugno) esprimendo parere negativo nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale incardinata presso il Ministro competente".

"La carente documentazione tecnica, soprattutto in relazione al terminale di ricezione e riduzione della pressione del gas con capacità prevista di 20mld di mc all'anno e che interesse un'area di 92mila mq, oltre che valutazioni non sufficientemente convincenti sulle scelte di localizzazione, di impiego delle tecnologie, hanno determinato questa scelta. In particolare – afferma Nicastro – i rischi di incidente rilevante dell'impianto progettato, l'ipotesi della realizzazione di una centrale termoelettrica a Gas a ridosso dell'impianto con le ricadute sul territorio in termini di sicurezza, l'impatto del gasdotto sull'Ecomuseo di Acquarica e sulla Riserva Naturale Statale “Le Cesine”, l'attraversamento di zone ricche di Posidonia Oceanica e Cymodocea oltre che di aree individuate come di nidificazione della tartaruga caretta caretta hanno rafforzato la convinzione che l'impianto sia dannoso per il territorio".

"Infine le valutazioni espresse dal soggetto presentatore in relazione alla diversificazione delle fonti energetiche in una ottica strategica per il nostro paese appaiono in contraddizione sia con le autorizzazioni concesse per le prospezioni sismiche in Adriatico sia con l'attuale situazione della nostra Regione che, proprio in quelle aree, ha degli impianti di produzione energetica da fonti fossili a forte impatto ambientale. Il nuovo impianto si aggiungerebbe agli esistenti con un aumento delle emissioni. Il tutto in una Puglia che, lo ripetiamo ancora una volta, ha già dato molto, in termini di diversificazione energetica, con le rinnovabili. Molte delle perplessità dei tecnici del Comitato Via regionale – conclude Nicastro – erano già state sollevate dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e non superate dalla documentazione prodotta dall'azienda, priva di un progetto definitivo da valutare come previsto dalla legge. La Puglia dice di no al TAP sulla base dell'esigenza di tutelare il proprio territorio da una aggressione su più fronti in nome di una autonomia energetica del paese che ha tutto il sapore di una corsa allo sfruttamento esasperato delle fonti fossili. Da tempo abbiamo fatto scelte diverse e intendiamo perseguirle".


A seguito della decisione della Regione, il Comitato No Tap ha dichiararto di essere: "soddisfatto della presa di posizione della Regione Puglia, assunta attraverso il parere della Commissione V.I.A. Un risultato impensabile all'inizio della nostra battaglia, ottenuto anche grazie alle controdeduzioni formulate dall'Associazione Tramontana in stretta collaborazione con lo stesso Comitato e dalla volontà popolare che ci ha sostenuto (e rafforzati dalle 5000 firme finora raccolte). Il lavoro del Comitato comunque va avanti: il prossimo obiettivo è di fare pressione a livello ministeriale, allargando il nostro ambito di azione, ancor più stimolati a non permettere che l'interesse di pochi abbia la meglio sulla collettività e sul nostro territorio".

Azzurra Monaco


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