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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 24 novembre 2017 - Ore 02:50

100mila bollette sporche per far luce su Enel

100mila bollette sporche per far luce su Enel

Italia - "Una morte prematura al giorno e circa un miliardo e ottocento milioni di euro di danni l'anno. È questo il costo reale della produzione elettrica da carbone di Enel. La tanto reclamizzata Energia che ti ascolta, oltre ad essere sorda alle contestazioni che in molti le muovono, è anche bugiarda. Nelle bollette nessuno leggerà mai i veri costi che quest'azienda infligge alla salute, all'ambiente e all'economia dell'Italia. Enel non è solo una bolletta che arriva nelle case di molti di noi ogni due mesi. È una vera e propria tassa. Se dividiamo i danni economici causati dalla produzione a carbone di Enel per il numero delle famiglie italiane, scopriamo che la scelta sciagurata di quella fonte energetica costa circa 75 euro l'anno a nucleo familiare. Molto più di quanto costino gli incentivi alle rinnovabili, che non uccidono il clima, non fanno ammalare le persone e soprattutto sostengono occupazione, crescita e ambiente". Sono queste le parole con cui, Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, ha commentato l'operato del principale gruppo energetico italiano.

In questi giorni, verranno inviate infatti, a circa 100mila italiani, le vere bollette dell'Enel, sporche di carbone. Ad aderire all'originale iniziativa, sarà anche il Gruppo Locale di Greenpeace Lecce. Si tratta di bollette Enel realizzate dall'associazione ambientalista, che avranno il compito di mostrare ai cittadini quanto realmente costa la produzione elettrica di carbone, insomma tutto quello di cui Enel si macchia, ma di cui nessuno parla.

I dati diffusi da Greenpeace sulle centomila bollette sporche, sono stati ricavati, da uno studio commissionato dall'associazione all'istituto di ricerca indipendente Somo, e si riferiscono alle emissioni del 2009. Stimano i costi indiretti della produzione termoelettrica a carbone di Enel in Italia, valutati in quasi 1,8 miliardi di euro, circa 2,1 miliardi con la centrale di Civitavecchia a pieno regime, e misurano gli impatti sanitari, espressi in termini di mortalità prematura, stimati in 366 casi di morte attesi nel 2009. Con la centrale di Civitavecchia a pieno regime e a parità di produzione negli altri impianti, queste stime supererebbero i 400 casi.

Secondo Greenpeace, inoltre, la realizzazione degli impianti a carbone Enel di Porto Tolle e Rossano Calabro, costerebbe fino a 95 ulteriori casi di morti premature l'anno, e danni stimabili in cifre pari a 700 milioni di euro l'anno.


Obiettivo principale dell'iniziativa, è quello di dimezzare la produzione elettrica di carbone a partire dal 2020 e di portarla a zero entro il 2030, investendo contemporaneamente in fonti rinnovabili per compensare la perdita di produzione.


Azzurra Monaco


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