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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 13:46

Carmela Frassanito: 5 anni senza giustizia

Carmela Frassanito: 5 anni senza giustizia

Taranto - A cinque anni dal suicidio della figlia Carmela, avvenuto il 15 aprile del 2007, il padre della vittima, Alfonso Frassanito, presidente dell’associazione “Io so Carmela” scrive una lettera aperta indirizzata alle istituzioni, un accorato appello in cui chiede le risposte che in cinque anni, dall’inizio del processo tardano ancora ad arrivare. Carmela, all’epoca dei fatti appena 13enne, fu brutalmente stuprata da un gruppo di “amici”.

Denunciò il fatto, ma a crederle, furono in pochi. Fu da subito considerata disturbata mentalmente, allontanata dai genitori e affidata a due diverse case famiglia. Una volta tornata a casa, stanca di portare addosso un peso troppo grande per la sua età, si lanciò nel vuoto, dal settimo piano del palazzo dove si trovava il suo appartamento, nel quartiere Paolo VI di Taranto. Solo dopo
quella tragica fine le indagini accertarono che erano cinque i responsabili di quelle violenze, e che la piccola Carmela non aveva inventato nulla.

Due di loro, all’epoca minorenni, furono affidati alla messa in prova per 15 mesi, mentre per i tre maggiorenni il processo “si trascina stancamente da anni” come afferma Alfonso Frassanito nella sua lettera. Sarebbero infatti, solo quattro le udienze che ad oggi sono state celebrate a loro carico. Il padre di Carmela, ieri, nel quinto anniversario di quel drammatico 15 aprile
2007, ha scritto una lettera aperta per manifestare il proprio dissenso verso la giustizia italiana, e protestare ancora contro la lentezza del processo:

“Stato, istituzioni, giustizia, ministri, dove siete? Quanti secoli vi occorrono per celebrare finalmente questi maledetti processi?. Il processo ai tre maggiorenni accusati dei fatti si trascina stancamente e sono state celebrate solo quattro udienze, mentre due giovani (all’epoca dei fatti minorenni) hanno evitato la condanna, nonostante la confessione, con il riconoscimento della messa alla prova. E’ giunto ormai il quinto vergognoso anniversario senza giustizia per Carmela, figlia, suo malgrado, di questo paese ipocrita e incivile, che con il suo silenzio e la sua indifferenza si rende complice di queste atrocità. – Continua- ogni martedì, in quello stesso tribunale di Taranto, che per il processo contro gli stupratori di Carmela di udienze riesce a farne solo una ogni sei mesi si svolgono le udienze per il delitto, altrettanto vergognoso della piccola Sarah Scazzi. Sembra di essere a Hollywood, telecamere dappertutto, imputati divenuti vip e calca di curiosi
disposti a perdere giornate di lavoro pur di apparire davanti alle telecamere.
Ma dove sono le luci della ribalta quando la giustizia la si chiede per Carmela e per altre vittime come lei? Basta con l’eccessivo garantismo nei confronti di chi stupra e ammazza (anche e soprattutto quando ad uccidere è lo stesso Stato) calpestando invece sempre e comunque i diritti delle vittime”.

Azzurra Monaco


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