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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 18 ottobre 2017 - Ore 05:58

Video shock di Matacchiera. Fumi e nubi dall’Ilva di Taranto

Video shock di Matacchiera. Fumi e nubi dall’Ilva di Taranto

Taranto - La tecnica è la stessa ed il soggetto, ormai recidivo, è sempre lui. Il presidente del Fondo Antidiossina Taranto Onlus, Fabio Matacchiera, ancora una volta si è posizionato lungo il perimetro dell’acciaieria Ilva per filmare qualcosa di davvero eccezionale e preoccupante.
A nulla è servita l’azione intimidatoria dell’Ilva attuata con una bella querela giuntagli il 21 dicembre del 2010. Il motivo di tale azione risultava essere l’attività dell’ambientalista: Matacchiera aveva filmato in più riprese l’attività notturna del siderurgico più inquinante d’Europa. Quelle riprese fecero il giro del web e finirono su molte testate giornalistiche.

Ma Fabio Matacchiera, il professore, ha caricato nuovamente la sua potentissima telecamera AVCHD BLU-RAY/IR ed alla mezzanotte passata, tra il 5 ed il 6 aprile, l’ha puntata sugli impianti a poco meno di 2 chilometri dal siderurgico Ilva di Taranto.
Lo spettacolo non è di certo dei più belli da vedere e desta come sempre molta preoccupazione facendo nascere altrettanti interrogativi. Le riprese non lasciano margini di alcun dubbio.
Tutta la zona industriale, che si sviluppa a pochi passi dal primo centro cittadino, risulta essere avvolta da fumi e nubi pieni probabilmente di diossine, furani, monossido di carbonio, ossidi di azoto, benzene, nichel, arsenico, biossido di carbonio, idrocarburi policiclici aromatici, policlorobifenili, solo per citarne alcuni.
Lo stesso Matacchiera risulta essere sorpreso, lui che ormai dovrebbe essere abituato a raccontare scene simili, dai fumi eccezionali che si innalzano per decine e decine di metri dalle zone basse dell’Ilva.

Il video, visionabile su YouTube - http://www.youtube.com/watch?v=S3pQw9wvEZs&feature=youtu.be - , è accompagnato da un breve comunicato a firma dello stesso ambientalista: “Tengo a ricordare che i risultati analitici confortanti, di cui parlano politici e dirigenti Ilva, relativamente alle emissioni, sono solo quelli relativi ai campionamenti effettuati sul solo camino E312, solo di mattina ed in orari concordati con l'azienda e, tuttavia, con un preavviso di non meno di 90 minuti. Dalla documentazione video, si evince chiaramente che le emissioni di entità maggiore sono quelle provenienti dalle aree basse (non dai camini), zone mai censite e controllate. Infine, ricordo che, fino adesso, mai un solo campionamento è stato effettuato durante la notte dalle autorità sanitarie, ambientali e giudiziarie”.

Insomma altro documento video che va a rafforzare quanto i Carabinieri del Noe di Lecce, lo scorso anno, avevano comunicato alla Procura di Taranto circa lo “slopping”, fuoriuscita eccezionale ed anomala di fumi e nubi dai camini dell’Ilva.
Attualmente lo stabilimento appartenente al Gruppo Riva è nell’occhio del ciclone processuale. Il Gip di Taranto, Patrizia Todisco, ha commissionato una super perizia che dovrà accertare se l’Ilva inquina e se questo inquinamento provoca malattie e morte.
Per questo Emilio Riva, presidente dell’Ilva fino al 19 maggio 2010, Nicola Riva, presidente dal 20 maggio 2010, Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento, Ivan Maggio, direttore area a caldo del reparto cokerie, Angelo Cavallo, capo area del reparto Agglomerato, dovranno rispondere di disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose, inquinamento atmosferico.

Tutta questa azione giudiziaria è stata possibile solo grazie a quelle che sono state definite le eco-sentinelle della Città dei Veleni che da anni hanno denunciano quanto sia pericoloso avere un siderurgico a due passi della città.
La città di Taranto attualmente sembra essere divisa tra operai che lavorano in quello stabilimento e coloro che chiedono maggiori tutele per la salute. Proprio i secondi vorrebbero la chiusura dell’Ilva perché dispensatrice di malattie e morte.

Lavoro o vita. La futura classe dirigente che si insedierà a maggio presso il Comune di Taranto deciderà di che morte far morire i suoi cittadini.

Antonello Corigliano


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