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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 24 novembre 2017 - Ore 23:29

La British Gas abbandona il progetto rigassificatore dopo 11 anni

La British Gas abbandona il progetto rigassificatore dopo 11 anni

Brindisi - La Brtish Gas rinuncia, dopo 11 anni, al suo progetto del rigassificatore a Brindisi.
Una retromarcia annunciata oggi sul Sole 24 Ore dal presidente e amministratore delegato della società, Luca Manzella: "Abbiamo avviato le procedure per il collocamento in mobilità dei nostri lavoratori presenti a Brindisi. In tutto una ventina di dipendenti. La casa madre, delusa e scoraggiata dal prolungarsi all'infinito del braccio di ferro con le autorità italiane e nonostante i 250 milioni di euro già spesi per il progetto pugliese, ha deciso di riconsiderare dalle fondamenta la fattibilità dell'investimento".
Dopo aver ottenuto la Via (valutazione impatto ambientale), la società pensava di avere la strada spianata, ma così non è stato.
"Ci eravamo illusi che nel giro di 200 giorni tutto si sarebbe appianato, i permesi sarebbero finalmente arrivati e avremmo potuto avviare i lavori. Di giorni invece ne sono passati 600, il processo autorizzativo è bloccato, gli enti locali continuano la loro strenua opposizione al progetto depositando una raffica di ricorsi amministrativi contro la nuova Via mentre dal Governo centrale e in particolare dal ministero dello Sviluppo non è mai arrivata la convocazione per la conferenza dei servizi decisiva. Non si può pensare che una grande multinazionale blocchi un progetto per oltre 11 anni. A tutto c'è un limite".
La British Gas ha così deciso di spostare il progetto a Milano.
Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha dichiarato in proposito: "Tutte le imprese che chiedono procedure rapide e snelle, hanno il sacrosanto diritto di ottenerle. Procedure di autorizzazioni di progetti troppo lunghe infatti non giovano né al territorio né alle aziende che decidono di investire. Vorrei sottolineare però che la vicenda del rigassificatore di Brindisi con tutto questo, c’entra molto poco".
"Se infatti la British Gas ha avuto problemi con l’insediamento dell’impianto di rigassificazione nel porto di Brindisi", ha continuato Vendola, "questi non sono dipesi certamente dalla lentezza della macchina burocratica, bensì dalla pretesa della British di eludere le procedure di valutazione ambientale e di imporre, per il suo rigassificatore, un luogo da sempre e da tutti giudicato inidoneo. Una scelta quindi compiuta, caparbiamente, contro la sensibilità della comunità e contro tutti i pareri formali degli enti locali coinvolti (comune, provincia, regione). Debbo anche ricordare sommessamente che questa vicenda è attualmente interessata da un procedimento penale proprio a causa di alcune presunte irregolarità nel rilascio delle procedure autorizzative".

Marcella Barone


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