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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 23 ottobre 2017 - Ore 15:25

La Commissione Europea indagherà sul progetto Tempa Rossa

La Commissione Europea indagherà sul progetto Tempa Rossa

Taranto - Ambientalismo 1 Amministrazione comunale/provinciale/regionale 0. A dire il vero in tutti questi anni l’ambientalismo sano della città di Taranto ha segnato più di un gol nella porta degli amministratori. Le denunce su “irregolarità” che riguardavano raddoppi o opere nuove richieste da Eni, Ilva e Cementir al 99% dei casi si sono dimostrate fondate.
Questa volta a finire sotto la lente di ingrandimento degli ambientalisti è il famoso progetto presentato da Eni Raffineria denominato “Tempa Rossa”.
In una nota diramata dal comitato provinciale “Legamjonici” si legge: “II Parlamento europeo ha quindi avviato un’inchiesta chiedendo alla Commissione europea di svolgere un’indagine sui vari aspetti del problema. Legamjonici, in collaborazione con Greenaction Transnational, che oggi ha nel suo direttivo Daniela Spera, responsabile del settore ‘Ecotossicità e salute’, nella petizione, successivamente integrata, ha chiesto al Parlamento Europeo la revoca del decreto di compatibilità ambientale, rilasciato dal Ministero dell’Ambiente. Inoltre, in relazione all’inquinamento del Mar Piccolo, il comitato Legamjonici ha anche evidenziato la violazione della direttiva 93/43/CE sulla sicurezza alimentare, del regolamento (CE) n. 1881/2006, in seguito aggiornato (n. 1259/2011), per il consumo di prodotti ittici contaminati, richiedendo anche l’intervento della Direzione Generale per la Salute e i Consumatori (SANCO) della Commissione Europea”.
Le denunce del comitato riguardano : violazione della direttiva Seveso, valutazione di impatto ambientale approssimativa, assenza di uno studio sull’effetto domino per la costruzione di due nuovi serbatoi della capacità di 180.000 m3 accanto agli impianti già esistenti, aumento delle emissioni diffuse e fuggitive, nuovo rischio di sversamento di greggio in Mar Grande per la manipolazione e trasporto di greggio.

Il progetto Tempa Rossa
Il “progetto di potenziamento del sistema di movimentazione del greggio della Raffineria di Taranto” consiste nella realizzazione di due nuovi serbatoi di stoccaggio, nel prolungamento del pontile esistente, nell’integrazione dell’impianto di recupero vapori esistente e nella realizzazione di una stazione di preraffreddamento greggio.
Nuove installazioni onshore:
1) L’adeguamento e l’ampliamento del parco serbatoi di stoccaggio si traduce nella costruzione di due nuovi serbatoi, denominati T-3009 e T-3012 con singole capacità geometriche indicativamente pari a circa 120.000 m3 e 60.000 m3.
2) La realizzazione delle aree di pompaggio per la spedizione dei greggi si traduce nella realizzazione di 1 area dedicata al greggio Tempa Rossa e 1 area dedicata al greggio Val d’Angri.
3) La realizzazione del sistema di recupero vapori prevede la costruzione di unità indipendenti, per le attività di carico greggio Val d’Angri di potenzialità massima 6.000 m3/h e per le attività di carico greggio Tempa Rossa di potenzialità massima 4.500 m3/h.
4) La realizzazione di una stazione di preraffreddamento del greggio Tempa Rossa costituito da un sistema di 3 torri evaporative per la riduzione della temperatura dello stesso a circa 45oC, necessaria per il suo stoccaggio.
5) Le opere accessorie consistono in: 2 pompe per il trasferimento del greggio Tempa Rossa tra i nuovi serbatoi; 2 pompe per il trasferimento del greggio Val d’Angri tra i serbatoi esistenti; 1 linea per la spedizione del greggio Val d’Angri; 1 linea tracciata elettricamente per la spedizione del greggio Tempa Rossa; 1 linea di ricevimento greggio da oleodotto esistente allo stoccaggio; cabina elettrica nell’area serbatoi che alloggerà tutti i quadri necessari per la gestione e il monitoraggio in automatico del parco serbatoi; installazione, in sala controllo esistente, di nuova consolle operatore. In particolare, il potenziamento dei servizi ausiliari comporterà la realizzazione di una rete antincendio dedicata per le installazioni a terra di potenzialità 1.600 m3/h”.
Per le nuove installazioni offshore:
“Le nuove installazioni che dovranno essere realizzate a mare consistono essenzialmente nel potenziamento del pontile esistente e nell’adeguamento dei servizi ausiliari già esistenti. In particolare: realizzazione di 1 nuova piattaforma P3, collegata alla piattaforma P2 esistente e dotata di 2 accosti che permetteranno l’attracco di navi da un minimo di 30.000 DWT ad un massimo di 45.000 DWT allibate per l’esportazione del greggio Val d’Angri e di navi da un minimo di 30.000 DWT ad un massimo di 80.000 DWT allibate per l’esportazione del greggio Tempa Rossa. Prolungamento del pontile esistente per una lunghezza totale di 324 metri”.

Antonello Corigliano


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