Nardò: giustizia per Gregorio Durante
Nardò - In occasione della festività di San Gregorio, patrono di Nardò, la federazione cittadina di Forza Nuova ha esposto per le strade del paese, uno striscione che recita "Giustizia per Gregorio", il trentaquattrenne neretino morto in circostanze ancora da accertare nel carcere di Trani, dove era detenuto.
Durante, stava scontando una condanna a 6 anni di reclusione per uno schiaffo che, in regime di sorveglianza, aveva dato ad un ragazzo, nel corso di una lite scoppiata perché, a suo dire, il giovane stava per fare cadere dalle scale la compagna Virginia, la quale all'epoca dei fatti era incinta, inoltre Gregorio, doveva scontare anche un residuo di pena per una condanna per associazione a delinquere per episodi legati alla operazione Taurus risalenti al 2004. Lo
scorso aprile poi, nonostante le condizioni di salute di Gregorio fossero già precarie, arriva il trasferimento nel carcere di Trani, struttura definita dalla famiglia della vittima un vero e proprio "Lager" . Da li ha inizio l'Odissea di Durante. Era il 31 dicembre scorso, quando un piantone intorno
alle sette del mattino, trovò il corpo del giovane riverso sul pavimento della sua cella, senza vita. Da allora la vicenda è avvolta nel mistero. Il magistrato della procura di Trani Luigi Scimè ha aperto un'inchiesta che ipotizza il reato di concorso in omicidio colposo. 14 gli indagati tra cui figura anche il nome del direttore del carcere Salvatore Bolumetti e dei medici che hanno avuto in cura il detenuto da quando era stato trasferito da Bari al carcere di Trani: il responsabile dei servizi dell'Asl Bat Francesco Monterisi, Nicola Riefolo, Gioacchino Soldano, Vincenzo Ventura, Vincenzo Ventura, Nicola Cotugno De Palma, Antonio Cassotta, Luigi Cesareo, e ancora, Michele De Pinto,
Giuliano Lopopolo, Giuseppe Storelli, Francesco Russo, Domenico Audino. Tra gli indagati anche Pietro Alberto Montesanti, medico del reparto di Psichiatria dell'ospedale di Bisceglie dove, Durante era stato ricoverato per tre giorni ma poi trasferito di nuovo in carcere il 13 dicembre. La famiglia non si dà pace.
I legali dell'uomo, gli avvocati Francesco Fasano e Nicola Martino, avevano depositato il 15 dicembre un'istanza di sospensione dell'esecuzione della pena da scontare fino al 2015, al fine di ottenere la detenzione domiciliare a causa dei gravi problemi di salute che rendevano Gregorio incompatibile con il regime carcerario. Gregorio Durante infatti, soffriva di crisi epilettiche associate a crisi psicomotorie a causa di una encefalite contratta nel 1995, quando aveva 17 anni.
Secondo i legali, il personale del carcere era però convinto che il detenuto fingesse di essere malato tanto da punirlo con tre giorni di isolamento. Nel corso l'ultimo colloquio inoltre, Gregorio si era presentato ai familiari, su una sedia a rotelle ed aveva polsi e caviglie segnati da evidenti
segni di ecchimosi. Dal penitenziario fanno sapere invece, che è stato fatto tutto il possibile per salvare la vita dell'uomo, medici e magistrato di sorveglianza avevano perfino predisposto il trasferimento in una struttura psichiatrica giudiziaria ma non c'erano ancora posti liberi. Nel comunicato diffuso dalla segreteria di forza Nuova Nardò si legge: Gregorio Durante è il
nome dell'ennesimo ragazzo morto nelle carceri italiane in circostanze misteriose e che noi non possiamo e non vogliamo dimenticare. Detenuto in isolamento nonostante le gravissime condizioni di salute, denunciate dai familiari, dai legali e da medici esterni. –Continua- si ipotizza il reato di
omicidio colposo e per il momento sono 14 gli avvisi di garanzia emanati. Presupposto indispensabile per chiedere giustizia per una morte che a quanto emerge dalle prime testimonianze dei familiari poteva essere evitata.
Un ragazzo messo in isolamento perchè accusato di fingere malori a cui vengono negati dei farmaci perchè "la ALS non li passa", queste le parole di una madre distrutta dal dolore. –E ancora- Forza Nuova chiede giustizia per Gregorio e per tutte le vittime di un sistema carcerario che vive in uno stato di degrado umiliante per una civiltà degna di essere definita tale. Vogliamo che le
autorità competenti facciano luce sull'accaduto e che il governo, come primo provvedimento, volto a ridurre sensibilmente il problema del sovraffollamento, faccia scontare ai cittadini stranieri la pena nei loro paesi d'origine. Chiediamo inoltre che si intervenga urgentemente sulle strutture e sul personale prelevando i fondi attraverso una tassazione sugli utili di banche e assicurazioni e ritirando le nostre truppe dalle guerre imperialiste,(notizia d'oggi purtroppo della morte di 3 soldati italiani in Afghanistan, tra i quali un Salentino) perchè uno stato nel quale le strutture carcerarie sono a dir poco disumane non può e non deve avere la presunzione di "portare la civiltà" in altri luoghi. Giustizia per Gregorio, e per tutte le vittime dello stato.
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