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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 18 novembre 2017 - Ore 22:35

Serge Latouche, il profeta della Decrescita. Ospite a Lecce

Serge Latouche, il profeta della Decrescita. Ospite a Lecce

Lecce - Nei giorni 9 e 10 febbraio, sarà ospite nel capoluogo salentino Serge Latouche, economista e filosofo francese.

Una figura d'eccellenza di grande rilievo intellettuale: professore emerito di Scienze Economiche all’Università di Paris-Sud (Orsay), studioso molto noto nell’ambito dell’antropologia economica, tra gli animatori de "La revue de Mauss",  specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell'epistemologia delle scienze sociali nonché teorico e "profeta" della Decrescita.

Il 9 febbraio lo studioso sarà a Lecce alle ore 10.30 presso l’Università (aula SP2 Sperimentale Tabacchi) per l’incontro con docenti e studenti “Controsensi e controversie sulla decrescita, Oltre il mito dello sviluppo ed il fallimento dell’economia dei consumi”.

Il secondo incontro è previsto per venerdì 10 febbraio alle ore 18.00 presso la sala conferenze del Castello De Monti di Corigliano d'Otranto, in cui vi sarà la presentazione del nuovo saggio "Per un'abbondanza frugale" e confronto sulle politiche di decrescita per le piccole realtà locali.

Scrive Latouche: «Siamo imbarcati su un bolide senza pilota, senza marcia indietro e senza freni, che sta andando a fracassarsi contro i limiti del pianeta.» Che fare, allora? «Dobbiamo aspirare ad un miglioramento della qualità della vita e non a una crescita illimitata del PIL. Bisogna reclamare la bellezza delle città e dei paesaggi, la purezza delle falde freatiche e l'accesso all'acqua potabile, la trasparenza dei fiumi e la salute degli oceani. Esigere un miglioramento dell'aria che respiriamo, del sapore degli alimenti che mangiamo.… C'è ancora molta strada da fare per lottare contro l'invasione del rumore, per ampliare gli spazi verdi, per preservare la fauna e la flora selvatiche, per salvare il patrimonio naturale e culturale dell'umanità, senza parlare dei progressi da fare nella democrazia».

L' ’invito è pressante e lo studioso lo rivolge con misurata passionalità nelle conferenze che tiene da anni in giro per il mondo: «Ci dicono che con la decrescita scenderà su di noi la tristezza di un’infinita quaresima. Non è vero niente. Invertire la corsa ai consumi è la cosa più allegra che ci sia!» Latouche definisce la decrescita come una "utopia concreta" attraverso cui costruire un futuro ideale ma comunque possibile e come «una scommessa sulla maturità dei nostri contemporanei, sulla loro capacità di scoprire che c’è un altro mondo dentro quello che viviamo: è una scommessa arrischiata ma necessaria, e che vale la pena di essere accettata.»

Paola Errico


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