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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 22 ottobre 2017 - Ore 06:46

Per la guida di Veronelli i vigneti del Salento patrimonio dell’umanità

Per la guida di Veronelli i vigneti del Salento patrimonio dell’umanità

Salento - “I vecchi vigneti del Salento (nonché di altre zone del Sud) meriterebbero – anche per salvarli per le future generazioni – di diventare patrimonio dell’umanità, come dimostrano gli eccellenti vini realizzati dalle loro uve da questa ottima cantina”: a scriverlo è  Daniel Thomases, tra i più autorevoli giornalisti e degustatori di vino in Italia, curatore della prestigiosa  “Guida Oro i Vini di Veronelli 2016”, nella sua recensione a Tenute Eméra, la cantina di Claudio Quarta Vignaiolo, situata a Lizzano, nel tarantino.

Una dichiarazione d’amore per il Salento, il Sud e il suo immenso patrimonio di vigneti, che fa da cornice al grappolo di riconoscimenti ottenuti da Claudio Quarta e dai vini prodotti nelle sue tre cantine: esordio in guida per Moros, il Salice Salentino Dop prodotto nell’omonima cantina di Guagnano, nel Salento, in commercio dallo scorso anno; bottino grosso per Tenute Eméra: Tre Stelle (vino eccellente) per i Doc Anima di Primitivo, Oro di Eméra, e Salice Salentino e per l’Igt Anima di Chardonnay; Due Stelle assegnate al Rosato Rosè, Anima di Negroamaro, Amure e Sud del Sud.

A completare il ventaglio di stelle, quelle assegnate anche ai vini irpini di cantina Sanpaolo: Tre Stelle per i DOCG Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Taurasi Riserva, per il Doc Irpinia Aglianico e l’IGT Suavemente; Due Stelle per il Falanghina e prima volta in guida per il Greco di Tufo Claudio Quarta 2013, che aveva già splendidamente chiuso il 2015 con il bis dei Tre Bicchieri assegnati dal Gambero Rosso.

“E’ un riconoscimento al nostro lavoro – commenta Claudio Quarta – alla scelta di produrre vini capaci di esprimere il territorio, il nostro il Sud, con  tutte le criticità che ancora lo animano ma anche le suggestioni, la bellezza, l’autenticità e le antiche tradizioni produttive che ne costituiscono la vera essenza. Siamo particolarmente felici per i successi di Moros, l’unico vino che produciamo nella piccolissima cantina di Guagnano. È stato il primo anno di commercializzazione di questo straordinario vino, e questo è il giusto monito a proseguire con la stessa passione”.

Un 2016 partito in quinta, dunque, con l’ulteriore riconoscimento per Moros che arriva anche dalla Guida Vini di Puglia 2016 di Tirsomedia, che lo ha inserito tra i vini premiati da una commissione di degustazione, composta da ristoratori regionali, enologi, degustatori e sommelier rappresentanti delle associazioni Assoenologi Puglia, ONAV e AIS.


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