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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 01:41

Casili sulle barbatelle: "Sconfitta per il comparto, affossata la produzione"

Casili sulle barbatelle: "Sconfitta per il comparto, affossata la produzione"

Salento - Sul problema della produzione di barbatelle in territorio salentino, interviene il Movimento 5 Stelle, con una nota dai toni a dir poco critici diffusa dal consigliere regionale salentino Cristian Casili, di seguito riportata:

"Lo sblocco delle barbatelle accolto come un successo da parte del Ministro Martina, Paolo De Castro e da altri rappresentanti locali e associazioni di categoria che si sono lasciati andare in comunicati trionfalistici, è in realtà una sconfitta per l'intero comparto che oggi vale 20 milioni di euro" - afferma senza mezzi termini il consigliere del M5Stelle, Cristian Casili, in merito alla decisione del comitato fitosanitario europeo di rilasciare il via libera alla commercializzazione delle barbatelle di vite dei produttori salentini. "Le aziende idruntine verranno messe fuori mercato e saranno costrette a fare il trattamento termico, subendo costi enormi e rischi per la perdita di una parte del prodotto a seguito delle alte temperature impiegate. Pensare che i vivaisti salentini debbano trattare migliaia di barbatelle al giorno con macchine la cui capacità di lavorazione è molto bassa è impensabile. Queste aziende saranno costrette a chiudere o fare impresa altrove - dichiara perentoriamente il consigliere pentastellato - per non sostenere questi esorbitanti costi di gestione e, comunque, non saranno competitive rispetto a chi il trattamento non lo dovrà fare".

Casili ricorda, inoltre, come la relazione dell'EFSA (Autorità europea per la Sicurezza Alimentare,ndr) del 15 settembre scorso affermi che l'unica modalità con cui sbloccare il vivaismo viticolo è trattare la produzione delle barbatelle come fosse 'flavescenza dorata', come del resto la stessa EFSA aveva anticipato nel precedente report di Gennaio. "Non si comprende bene quali siano stati gli sforzi sostenuti dai politici di casa nostra - sottolinea polemicamente il consigliere - se alla fine si è fatto solo quello che l'EFSA aveva imposto al CNR di Bari, i cui studi sull'immunità della vite erano stati considerati insufficienti. Quindi - conclude Casili - nessun ossigeno al vivaismo viticolo salentino; i nostri produttori avrebbero meritato lo sblocco delle Barbatelle senza subire questa ulteriore vessazione da parte dell'Europa, che manda così fuori mercato le nostre produzioni".


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