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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 24 agosto 2017 - Ore 07:07

Pankiewicz: Il paesaggio sonoro salentino valore aggiunto per l'Unesco

Pankiewicz: Il paesaggio sonoro salentino valore aggiunto per l'Unesco

Lecce - “Valori e Rinnovamento" continua con determinazione e costanza la sua battaglia per SALENTO AND THE BAROCCO LECCESE Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO come sito misto – Cultural and and natural sites, considerata l'unicità e la straordinarietà delle innumerevoli bellezze artistiche e naturali proposte.La Provincia di Lecce rappresenta una grande e unica incomparabile realtà di bellezza.  Continuiamo ad esortare Provincia e Comuni affinche formalizzino l'importante istanza. Assicuriamo il sostegno del nostro Movimento anche attraverso supporti e sussidi di carattere culturale e scientifico. Per continuare nella nostra opera di sensibilizzazione e di pressione abbiamo organizzato, nell'ambito della grande mostra fotografica di Art&Co “WONDERFUL ITALY” l'evento WONDERFUL SALENTO IN WONDERFUL ITALY. Venerdì 27 novembre 2015, alle ore 19,00, presso Art&Co Gallerie, Lecce, Via Salvatore Nahi 27.  Il programma prevede il saluto di Tiziano Giurin, Presidente Art&Co Gallerie, l'introduzione di Chiara Armillis, Responsabile del programma del nostro Movimento "Bellezza, cittadinanza attiva e bene comune" e poi gli interventi :  "Il Salento, monumento a cielo aperto nel terzo millennio : l'inizio di una nuova sfida", di Giovanni Laudizi, Preside della Facoltà di Beni Culturali dell'Università del Salento e "La nostra grande bellezza matrice di grande ricchezza", di Roberto Fatano, Presidente LAICA Libera Associazione delle Imprese e delle Professioni. Laudizzi e Fatano si uniranno al nostro appello alle istituzioni per Lecce e il Salento Patrimonio dell'Umanità UNESCO e per questo li ringraziamo vivamente.

Lo scrigno salentino contiene un ineguagliabile tesoro di pietre preziose, tra queste anche il “paesasggio sonoro”, che può portare valore aggiunto alla nostra istanza UNESCO. Ciò che noi intendiamo come ‘paesaggio sonoro’ non è, come sotto il profilo urbanistico, l’insieme dei suoni (intesi nella complessità del duplice concetto di suono-rumore) che è possibile rilevare in un ambiente acustico.Il nostro concetto si sviluppa, invece, dalla percezione del paesaggio sonoro, della musica come strumento di lettura del territorio, tesa all’individuazione del genius loci, del legame cioè fra luogo e ispirazione artistica; si sofferma, sulla pervasività della presenza di compositori che possono diventare elemento di identità e di identificazione di un luogo e motivo di attrazione di un territorio. Facendo della “musica” il focus tematico-culturale per la valorizzazione e lo sviluppo del territorio. 

Il “paesaggio sonoro salentino”  ci sarà spiegato e raccontato il 27 a sera dall'ensemble “Armoniche Stravaganze”, che nasce dalla confluenza delle attività dell’ Istituto di Cultura Musicale “J.S.BACH” e l’associazione culturale AULOS, e si ripropone, attraverso  un accurato lavoro di “archeologia musicale” che vede coinvolti tutti musicisti del gruppo, di proporre al pubblico un itinerario virtuale che vuole portare a scoprire le sonorità e i ritmi che nell’Italia ‘600/’700. In particolare è stata definita un mappa ideale che pone il Salento al centro dell’universo artistico e musicale Europeo dell’epoca, attraverso i suoi musicisti, come Giuseppe  Tricarico, Leonardo Leo, che hanno lasciato la terra natia per arricchire di “bellezza” le corti di tutta Europa. “Armoniche Stravaganze” è composto da specialisti del repertorio di musica barocca, come il soprano Stefania Patavia, una delle voci più belle del panorama barocco, dal flautista Gianluca Milanese e dal clavicembalista Francesco Scarcella. L’esecuzione di brani si atterrà ad un approfondito studio della  filologia  e della prassi esecutiva dell’epoca.Saranno utilizzati strumenti originali dell’epoche o copie perfettamente coerenti. In particolare con questo evento si vuole portare a scoprire le sonorità e i ritmi che da Gallipoli a Vienna, da Galatina a Napoli  si ascoltavano nelle corti e nei palazzi gentilizi del tempo. La sorpresa sarà poi trovare in un repertorio ‘colto’ come quello delle musiche suonata ‘a palazzo’, echi di ritmi popolari , come pizzica e taranta, che tanto oggi ammaliano cittadini e turisti del territorio.


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