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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 22 novembre 2017 - Ore 06:19

Riflettori accesi sulla "Notte dell'extravergine" 2014

Riflettori accesi sulla "Notte dell'extravergine" 2014

Castrignano del Capo - Si accendono i riflettori sulla “Notte dell'extravergine” 2014. Una raccolta di olive al chiaro di luna, nel Capo di Leuca, per un pubblico davvero speciale: circa duecento scienziati provenienti da tutto il mondo. L'evento, organizzato da Coldiretti Lecce, si svolgerà il 22 ottobre, a partire dalle 19, nella contrada Masseria del Feudo, in agro di Presicce. Un'occasione per dimostrare agli studiosi (accorsi a Gallipoli da 20 Paesi per fare il punto su Xyella) che il Salento è terra di qualità ed eccellenza olivicola.  

 L'originale raccolta notturna, portata avanti dall'azienda Forestaforte di Gagliano, è il risultato di un'azione di ricerca che ha dato risultati sorprendenti, promossa da Coldiretti Lecce e concertata con l'Università del Salento, il Consorzio Dop Terra d'Otranto, il Cra di Pescara, la rete di imprese “Diversità in concerto” ed Unaprol, e che testimonia la tendenza all'innovazione e l'entusiasmo che pervade gli imprenditori agricoli salentini pronti a percorre sentieri avanguardistici.  Obiettivo della ricerca, che dopo i primi incoraggianti risultati continua ad approfondire i vantaggi della raccolta notturna, è quello di sperimentare l'incidenza delle temperature ambientali sulla intensità e le caratteristiche degli aromi sull'olio estratto.

 “Le alte temperature che si verificano durante il giorno - spiega il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno - possono determinare una perdita dei profumi nell'olio. Sentori e qualità organolettiche che possono invece essere preservati e, come confermano le analisi del Cra di Pescara, addirittura esaltati da una raccolta notturna che avviene a temperature più basse. Il Tacco d'Italia ha già prodotto blend di oli che luccicano d'oro naturale, ma anche dell'oro delle medaglie vinte in concorsi nazionali ed internazionali di primissimo livello. Con questa ambiziosa sperimentazione vogliamo alzare ancora di più l'asticella della qualità, per consolidare l'associazione nell'immaginario collettivo tra la Terra dei due mari e l'olio d'eccellenza".  

Il Salento si connota dunque sempre più come terra di nuove tendenze, capace di uscire dagli schemi della tradizione per elaborare strategia pionieristiche, di esempio per l'intera olivicoltura nazionale. 

E dopo il momento prettamente rurale della raccolta, spazio ai buongustai con i sapori e i profumi del Tacco d'Italia. Nell'Antica Masseria del Fano a Salve sarà allestita una tavola con un menu dalla A alla Z a base di olio extravergine d'oliva novello. Dall'antipasto a base di latticini conditi con olio extravergine, alla pasta fresca all'olio, al pasticciotto con frolla all'olio di Antonio Campeggio, alla crema al cioccolato a base di olio di Roberto Donno, alla crema dolce alle olive di Andrea Serravezza, agli elisir di bellezza di Domenico Scordari, “Campagna Amica” di Coldiretti Lecce presenterà una gran varietà di prodotti a km zero preparati ad arte ed arricchiti con “l'oro di Puglia”, il fragrante extravergine delle campagne salentine.


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Commenti inseriti
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mario - 19/10/2014

Tutte balle....

Le tradizioni,l'olio extravergine tutto il settores ta morendo.Mi chiedo del perchè non si dice la verità
sulle difficoltà oggettive del settore olivicolo.Nel salento e nel barese fioriscono i cartelli dei frantoiani
prima e dei grossisti dell'olio dopo.Entrambi questi CARTELLI stanno distruggendo il settore e tutto
il lavoro che gira intorno ad esso.Per quanto mi riguarda nel tacco d'Italia i frantoiani "opifici che lavorano
le olive" hanno concordato un prezzo capestro per le ulive ed un prezzo capestro per la molitura.
Nel tacco giù da noi un quintale di olive dava mediamente una resa che andava dai 6 ai 7 klg d'olio
contro i 4,5 negli ultimi tempi.I grossisti dell'olio stanno portando il prezzo dell'extravergine ,pari a quello
dell'olio lampante.I piccoli proprietari non ce la fanno più, consiglierei a questi illuminati di parlare
con la gente di Gagliano ,Castrignano o di Salve per scoprire qual'è la verità.Il settore olivicolo
è fortemente in perdita insieme ai pomodori che vengono pagati solo 5 centesumi nel foggiano e
all'uva da tavola che al contadino viene pagata 10 centesimi e venduta nei supermercati
ad euro 1,5.Credo che Vendola e tutte le istituzioni comprese anche le forze dell'ordine
dovrebbero occuparsi di questa politica prima che tutta vada in malora.
Su queste cose si deve misurare la politica nel salento e non fare teatro in qualche massaia.



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