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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 23 novembre 2017 - Ore 14:11

Confindustria e Ance Lecce: "No" al gasdotto in Croazia

Confindustria e Ance Lecce: "No" al gasdotto in Croazia

Lecce - Confindustria Lecce ed Ance Lecce esprimono preoccupazione per quanto apparso sulla stampa e ripreso dalle televisioni in questi giorni, in merito all’ipotesi del trasferimento del gasdotto TAP dal Salento in Croazia.

“Purtroppo ancora una volta – commenta il presidente di Confindustria Lecce Piernicola Leone de Castris – il nostro Paese riesce a ‘distinguersi’ per la celerità con cui prende le decisioni e per il ‘sostegno’ alle imprese... La possibilità che la Croazia diventi l’approdo definitivo del progetto Tap, se non è una ipotesi di scuola, comporterebbe per l’Italia la perdita di una infrastruttura strategica per lo sviluppo”.

“Nonostante le rassicurazioni del viceministro De Vincenti – afferma il presidente di Ance Lecce Giampiero Rizzo – l’idea che dopo tanto lavoro, incontri, analisi del progetto, il gasdotto venga realizzato altrove rappresenterebbe una grande sconfitta per il sistema economico e, soprattutto, chi è intenzionato ad investire nel nostro territorio potrebbe esserne scoraggiato”.

Il gasdotto trans-adriatico TAP che dovrebbe portare in Europa, con approdo sulle spiagge di San Foca, marina di Melendugno, il gas proveniente dalla Regione del Mar Caspio è un investimento fondamentale, che contribuirà a calmierare il costo dell’energia e a rendere più indipendente il nostro Paese dalle fonti energetiche provenienti dalla Russia.

Confindustria Lecce e Ance Lecce naturalmente ritengono che il progetto debba essere realizzato nel massimo rispetto dell’ambiente e con la condivisione del territorio, senza che però vengano alzati steccati puramente ideologici o alimentati da preconcetti.
Su opere di tale portata – continuano i vertici di Ance Lecce e Confindustria Lecce – occorre ragionare con serenità, poiché si corre davvero il rischio di perdere occasioni di crescita che porterebbero lavoro e contribuirebbero ad allineare i costi energetici italiani (oggi +30%) a quelli europei, con evidenti vantaggi per la competitività delle imprese ma anche per cittadini ed istituzioni.
Pertanto, è necessario che la politica ed i governi ad i vari livelli prendano le decisioni richieste, istituendo finalmente un tavolo nazionale che chiuda in tempi rapidi e certi la fase istruttoria e di ricognizione.



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Commenti inseriti
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mario - 19/05/2014
Gli Ambientalisti..........
Con i politici che ci troviamo sul groppone, Cristo ha fatto un errore a fermarsi ad EBOLI, è più più verosimile dire
"CRISTO SI E' FERMATO A LECCE".Purtroppo il nostro salento non uscirà mai dal ghetto dove viene in
continuazione confinato dai nostri Boiardi.





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