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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 18 ottobre 2017 - Ore 00:15

Snam smentisce Tap: "L'attacco nazionale è a Brindisi"

Snam smentisce Tap: "L'attacco nazionale è a Brindisi"

Melendugno - Nella giornata di ieri, la piattaforma Skate III ha terminato i lavori negli ultimi due punti di sondaggio in mare davanti la spiaggia di San Foca, dove è previsto l'approdo del gasdotto che collegherà il Mar Caspio all'Italia. Ora la piattaforma verrà trasportata da un rimorchiatore nel porto di Brindisi, da dove era partita 5 giorni prima. "Anche in questa occasione, Tap - dichiara in una nota la società - ha dimostrato di rispettare l'impegno preso nei confronti del territorio, concludendo i lavori prima del previsto. La stessa attenzione verrà mantenuta durante la fase di costruzione e la messa in opera del gasdotto, che porterà in Italia e attraverso l’Italia in Europa il gas dell’Azerbaigian, contribuendo alla sicurezza delle fonti di approvvigionamento energetico e alla riduzione dei costi del gas".

Nelle scorse ore, è emersa poi un'altra importante novità che riguarda l'allaccio alla rete nazionale. Quest'ultimo infatti, non sarà più nel comune di Mesagne, bensì nel capoluogo brindisino. Di seguito la nota completa:

"Spaccherà il Salento fino a Brindisi il tratto SNAM che collegherà il TAP al SRG.

Attraverserà ben 8 comuni,lo scrive SNAM nell'allegato 13 consegnato in integrazione al progetto TAP come richiesto dal Comitato VIA Nazionale.(ric 48 impatti cumulativi). La cosa che colpisce nella “pre-fattibilità” redatta da SNAM è quanto l'opera sarà impattante, 56km fino alla masseria Matagiola dove,scrive SNAM, c'è una struttura pre-esistente. Ma badate bene,ciò non significa che la struttura è in grado di assorbire la quantità di gas conferita da TAP in rete,assolutamente. Il tubo esistente è un 42”, mentre l'opera di collegamento del TAP arriverà con un 48”, questo porterà a una nuova valutazione di tutte le portate in rete e a un aggiornamento di quest'ultima. É chiaro,che il gas di TAP non si fermerà a Brindisi, come non si fermava a Melendugno, è gas per il mercato europeo,è gas per chi lo paga,non per l'Italia che ha un mercato saturo e ricco di fornitori che vanno dal nord Africa al nord Europa passando dal tanto contestato gas russo. Questa è la risposta alla richiesta di verificare tutti l'impatti cumulativi sulla rete nazionale del gas.

Quindi è chiaro che il proseguimento del TAP attraverserà tutto il Salento,parte del territorio di Brindisi per poi entrare nella rete nazionale del gas che comunque va aggiornata. E gli 8 comuni attraversati? Ne sanno niente?  I salentini Melendugno, Vernole, Castrì e Lizzanello hanno già votato più delibere di contrarietà a TAP e alle opere accessorie, Lecce si prepara al 2019 e probabilmente si presenterà all'avvenimento con un cantiere mastodontico che attraverserà da sud a nord il suo territorio tagliano fuori le marine, Brindisi ha votato una delibera contro TAP, ma riuscirà un amministrazione che si è dimostrata così debole verso i problemi ambientali a far rispettare la sua stessa opposizione?
San Pietro Vernotico e Torchiarolo sono ancora in tempo a dire la loro e a verificare che cosa si vuole fare sul loro territorio. Ma torniamo ai dati che abbiamo e che il COMITATO NO TAP aveva già ampiamente anticipato. Non vogliamo essere quelli che vi dicono” ve lo avevamo detto”, ma è vero, VI ERA STATO TUTTO ANTICIPATO! Questa è la rete nazionale del gas e non è un segreto militare

Rete nazionali gas e per portare a destinazione il gas di TAP va rafforzata.
Un progetto per portare grosse quantità di gas da Brindisi fino a Minerbio (BO) in realtà esiste, è stato portato avanti da SNAM per raccogliere il gas del”defunto” rigassificatore di Brindisi e dell'altrettanto “progetto cadavere” IGI-Poseidon. Si chiama “rete adriatica” e viene contestato con alterne vicende dal comitato interregionale NO TUBO fin dal 2004 quando venne presentato. Questo progetto prevede molti punti critici, sia a livello ambientale che di sicurezza, tanto per fare un esempio prevede una centrale di compressione e spinta (CS)in località Case Pente nei pressi di Sulmona in piena zona sismica.
Era chiaro da tempo che il TAP avrebbe portato una tempesta di infrastrutture inutili a carico di chi paga la bolletta, è ormai chiaro a tutti che nessun finto bisogno giustifichi uno sperpero così alto di risorse ambientali, umane e economiche.  Le domande sono chiare anche se non scritte, il nostro pianeta va verso altro, non sono più le fonti fossili a farla da padrone, non è più l'energia nelle mani di pochi a fare il mercato. Si agitano paure ancestrali di crisi energetiche, si spostano popoli, si distruggono risorse è fonti a impatto zero per favorire un accentramento nelle solite mani dei soliti pochi. Sono sempre le stesse le mani,le mani sporche che hanno tolto a Taranto la possibilità di essere la città più bella d'Europa, le stesse mani sporche che hanno tolto a Brindisi il futuro dell'agroalimentare e turismo. Bene queste mani vogliono creare un mercato del gas, un mercato del finto bisogno le cui infrastrutture verranno pagate da noi, TAP finanziata dall'Europa metterà i soldi per 8 km fino al PRT di Meledugno, i nostri figli le risorse per i restanti 700km fino Minerbio. INVESTIAMO NEL FUTURO E NON FACCIAMOCI PRENDERE IN GIRO DAL PASSATO!".







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