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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 21 novembre 2017 - Ore 16:45

Tap valuta approdi alternativi a San Foca

Tap valuta approdi alternativi a San Foca

Melendugno - La multinazionale Tap sta valutando altri approdi per la realizzazione del gasdotto proveniente dall'Azerbaijan. Pare quindi che la marina di San Foca non sia più l'unica soluzione presa in considerazione dalla società. Nel mirino di Tap torna anche il comune di Brindisi, come avvenne già nel 2010. Le aree prese in considerazione sono quella dell'aeroporto di Papola Casale, la zona del Petrolchimico, l'area a nord della centrale Enel di Cerano ed infine la costa di Lendinuso. Aree già valutate e scartate in passato.

Il consorzio, in una nota ha dichiarato: "Fedele al proprio impegno di massima trasparenza e alla propria volontà di tenere nella massima considerazione le richieste che provengono dal territorio e dagli attori istituzionali coinvolti nel processo di autorizzazione, Tap ha deciso di procedere ad un riesame dei dati a suo tempo raccolti e ad ulteriori analisi sia di quegli approdi che erano stati poi scartati perché avrebbero comportato un maggior impatto ambientale rispetto al sito di San Foca, sia di altri siti che possano essere identificati lungo la costa salentina. I risultati di tale attività saranno messi a disposizione del pubblico, della comunità scientifica, delle agenzie ambientali e dei decisori politici a livello locale, regionale e nazionale".

Il comitato, inoltre, aveva già notato l'attività delle nave Odin Finder in zone lontane da San Foca, esprimendo dubbi sulla correttezza dell'operazione visto che l'ordinanza 17/14 della CP di Otranto autorizzava le navi TAP ad operare in uno specchio di mare di fronte a "San Basilio".

A riguardo: "Il comitato NO TAP ribadisce la contrarietà all'opera e ritiene inutile lo studio di siti alternativi a San Foca. La contestazione che portiamo avanti da anni non riguarda, infatti, esclusivamente l'impatto del gasdotto sul nostro territorio ma una politica energetica che impoverisce i cittadini rendendoli servi di bollette sempre più onerose. Il consumo è un costo per la collettività e quindi un debito che pagheranno le generazioni attuali e quelle future e, di contro, un credito per le multinazionali che speculano sulla creazione delle infrastrutture.

Il rigassificatore di Livorno, ad esempio, è stato completato e non è mai entrato in funzione ma costituisce un costo per la collettività di 900 milioni di euro all'anno. I consumi di gas continuano a diminuire e le infrastrutture per trasportarlo aumentano ingrossando i guadagni degli speculatori.
Il comitato NO TAP è contro la speculazione, contro la creazione di false emergenze che riducono gli spazi di discussione sui modelli di sviluppo energetici e quindi socio-economici. A San Foca come a Otranto, a Brindisi come a Casalabate Comitato NO TAP".










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