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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 03:58

Allarme cemento attorno alla chiesa della Madonna delle Grazie

Allarme cemento attorno alla chiesa della Madonna delle Grazie

Corigliano D'Otranto - Il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento ed il Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino scrivono una lettera indirizzata alla Regione, alla Sopprintendenza, al NOE ed a tutti gli Enti preposti alla salvaguardia e tutela dei Beni Paesaggistico-Storici, Ambientali e Culturali affinchè possano intervenire per salvare dal cemento l'antica chiesa di Madonna delle Grazie:

"Gravissima minaccia di intollerabile cementificazione selvaggia nel bel comune di Corigliano d’Otranto (Le) fulcro e cuore pulsante della minoranza greco-salentina. Da una voce che circola da tempo e ha procurato non poca preoccupazione tra i cittadini del graziosissimo borgo griko, che solo il pensiero faceva accapponare la pelle e profondamente indignare tantissimi cittadini e fedeli, oggi si ha la drammatica conferma: la graziosissima e antica chiesa di Madonna delle Grazie in Corigliano d'Otranto è sotto diretto attacco della devastazione selvaggia di cemento e asfalto. A farne le spese di questa foga cementificatoria, è un luogo di estremo pregio paesaggistico-culturale e di innegabile valore storico-naturale, oltre a essere luogo simbolo di devozione legato a un forte sentimento religioso: l’area adiacente alla bellissima chiesa di Madonna delle Grazie. Si profila, addirittura, un vero scempio archeologico-paesaggistico gravissimo, da fermare! Si tratta difatti di una chiesa risalente alla prima metà del XVII secolo, come in seguito si da dettaglio, costruita in sostituzione di un’antica chiesa bizantina. Pertanto tutta l'area ha un notevole interesse archeologico e dovrebbe essere oggetto di scavi archeologici e tutela massima, lì vi erano insediamenti e attività agricole connesse alle comunità medioevali ruotanti attorno all'antico luogo di culto! Come è possibile tutto questo scempio lì?

E, cosa da evidenziare, dietro a questa immensa e sconsiderata colata di cemento non si cela la volontà dei famigerati speculatori del cemento, bensì, da quanto si evince dai cartelli informativi di cantiere pare sia voluta e promossa in seno alla comunità ecclesiastica della Chiesa Cattolica che ha in animo di edificare una struttura di un certo considerevole impatto da adibire, molto probabilmente, a oratorio, intenzione certamente buona, ma a quale prezzo? Per farlo si sta rischiando di deturpare e sconciare per sempre un angolo di paradiso ricchissimo di natura e denso di religiosità millenaria legata proprio al culto della Vergine a cui è dedicata la storica chiesa della Madonna delle Grazie, risalente alla prima metà del XVII secolo costruita in sostituzione di un’antica chiesa dello stesso titolo della quale si conserva un affresco bizantino della Madonna di Costantinopoli, situata tra via Giacomo Comi e via le Pozzelle. Questo progetto-scempio edificatorio, di nuova e impattante costruzione, rischia di compromettere tutto un suggestivo contesto paesaggistico agreste e naturale legato alla storica chiesa, poiché la moderna struttura in cemento da adibire ad oratorio pare proprio che si voglia realizzarla sui terreni attigui alla chiesa storica, i quali sono graziosamente caratterizzati dalla presenza di orti storici stravolgendone e cancellandone, così, totalmente il loro unico e pregiatissimo, oltreché pittoresco, contesto. Addirittura a finanziare l’opera sarebbe la CEI, con somme di un certo rilievo, raccolte tramite devoluzioni di fedeli con il contributo dell'8 per 1000 che i cittadini destinano volontariamente ad opere caritatevoli tramite la loro annuale dichiarazione dei redditi, e questo per far posto a una mega struttura iper-moderna, il tutto a discapito e dissipazione di un contesto storico unico formato, ancora oggi, di orti e caratteristici giardini coltivati ad essenze orticole e da frutto tipiche?

Il tutto dedicato a un progetto edificatorio ex novo, nonostante e addirittura, la disponibilità della comunità ecclesiastica di Corigliano d'Otranto di un enorme complesso edilizio, già in anni passati destinato a scuola tecnica agraria, gestita dai Salesiani, con annesso un importante giardino-parco naturale didattico dove, ancora oggi, vi è una notevole e importante presenza arborea composta da querce, ulivi, agrumeti secolari, e aree dedicate a orto, oltre ad un’importante area giardino, e proprio questo fa emergere tutta la paradossalità di queste altre aliene colate di cemento che si vorrebbero sversare al posto dei bei verdi orti di Madonna delle Grazie, e suona assolutamente assurdo che non si voglia restaurare e recuperare l’enorme edificio, un tempo scuola agraria, nonostante l’incontestabile importanza volumetrica; struttura attualmente senza dubbio agibile e in uso corrente per attività ricreative, d’oratorio e di esercizio comunitario e spirituale, ma addirittura si stia pensando, a detta dei cittadini fortemente allarmati, di avviare, addirittura, un nuovissimo piano di lottizzazione e di cementificazione che interesserebbe tutta l’area agricola e naturale adiacente alla struttura scolastica e oltre, e il tutto parrebbe con il placet del Comune di Corigliano d’Otranto. Se tutto ciò risultasse vero, sarebbe una vera e gravissima sciagura per il territorio di Corigliano d’Otranto, per l’intera area della Grecìa Salentina e per tutto il Salento, e, soprattutto, mal si concilierebbe con le nobilissime e apprezzabilissime intenzioni più volte accoratamente espresse proprio dal pontefice papa Francesco, e prima di lui dal pontefice papa Benedetto XVI, entrambi protesi e fortemente impegnati nell’indirizzare tutta l’attività della Chiesa, ecclesiastici e comunità dei fedeli, al pieno rispetto per la Natura, l’Ambiente e a difesa del Creato tutto!

Per questo si chiede di fermare le nuove e disdicevoli colate di cemento che si addensano cupe e fitte come nere nubi gravide di mortificanti, desolanti e tristissimi scenari sul bel territorio agrario e naturale di Corigliano d’Otranto nella Grecìa Salentina, acclarando e riaffermando fermamente, ancora di più, la volontà di difesa e tutela del Paesaggio Storico-Rurale-Culturale, del Creato tutto e degli importantissimi Beni Comuni, paesaggistici, naturali e culturali provenienti dalla millenaria storia di questa nostra Terra, procedendo da parte di tutti gli Enti e le Istituzioni preposte, e in indirizzo, nel applicare immediatamente ogni strumento amministrativo necessario per garantire la massima salvaguardia e tutela di questo preziosissimo scrigno di biodiversità secolare e di Natura presente a Corigliano d’Otranto, avviando, altresì, un importante e necessario dettagliato studio a tutela archeologica sull'intero complesso rurale architettonico, procedendo a bonificare, ove già posti, i luoghi da elementi alieni quali cemento e asfalto, restaurando e rinaturalizzando tutta l'area oggetto di scempio, applicando l'importante principio del “Come era e dove era”, preservando e esaltando, così, tutte quelle suggestioni della antica civiltà contadina, destinando tutte quelle aree a gravissimo rischio, presente, passato e futuro, di detrimento cementizio ed edificatorio, programmandone, altresì, il pieno recupero-restauro paesaggistico di contesti storici, dedicando tutte le aree rurali a pittoreschi orti urbani, lì come erano, garantendone così la massima tutela di quel unico, irrinunciabile e irripetibile Genius Loci!
Pertanto, si proceda da subito al totale VINCOLO DELL’ INTERE AREE DEGLI ORTI SCAMPATI, per miracolo, per GRAZIA di Dio, all’ URBANIZZAZIONE SELVAGGIA E SPECULATIVA sin ad oggi attuando senza indugi il virtuoso e doveroso Stop Consumo di tutti i Suoli Vergini principio base di ogni virtuosa prassi amministrativa a tutela di Beni patrimonio di tutta l’Umanità"


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