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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 23 novembre 2017 - Ore 12:24

Appello Urgente contro il Mega Centro Commerciale di Galatina

Appello Urgente contro il Mega Centro Commerciale di Galatina

Galatina - Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino, Forum Ambiente e Salute del Grande Salento:
Appello Urgente per la Conferenza dei Servizi in data 30 settembre 2013 sul dramma ipotesi dell'ennesimo Mega Centro Commerciale in feudo di Galatina contrada rurale “Cascioni”

Oggetto: emergenza socio-ambientale scaturita dai tentativi di autorizzazione per un Mega Centro Commerciale in feudo di Galatina nella pregevole contrada rurale “Cascioni” nei pressi del villaggio di Collemeto, qui denunciata con massima urgenza in vista della Conferenza dei Servizi che si riunirà lunedì 30 settembre 2013 per ulteriormente valutarne l'iter autorizzativo che ha già dimostrato le immense e poliedriche criticità socio-economiche-ambientali e paesaggistiche.

Richiesta a tutti gli organi coinvolti di esprimere parere fortemente e incontrovertibilmente negativo al Mega Centro Commerciale

Rivolgiamo questa lettera aperta con il suo urgente appello a tutti i funzionari che in rappresentanza degli organi coinvolti prenderanno parte alla conferenza dei Servizi di cui in oggetto, affinché possano tener conto del complessivo quadro sociale del quale, ad oggi, abbiamo fortemente motivo di ritenere, diversi soggetti tendono a mantenervi all'oscuro. Per le forti criticità del progetto questa Conferenza dei Servizi era stata appositamente rinviata alla data appunto del 30 settembre; in questo frangente temporale, l'amministrazione comunale di Galatina, in maniera fortemente irresponsabile, non ha dato voce alle forti istanze sollevatesi dal territorio in direzione avversa al Mega Progetto, giunte da più parti, come da innumerevoli categorie professionali della Città e del circondario. L'esperienza negativa dei Mega Centri Commerciali sul territorio salentino, la natura speculativa e fallimentare a lungo termine dimostrata da questi maxi-progetti in tutt'Italia e in maniera forse più drammatica nello stesso Salento (comprensori di Cavallino, Lecce-Surbo, Surano, etc.), i danni incalcolabili quanto evidenti alla micro-economia territoriale diffusa che vivifica i centri urbani e i loro centri storici, l'effetto tutt'altro che secondario e gravissimo di cancellazione di ampi paesaggi e della risorsa suolo agricolo vergine, causa anche di impermiabilizzazione e aggravio del rischio idrogeologico, sono solo alcuni dei motivi che hanno portato la città di Galatina ad una vera e propria insurrezione contro questo agire sconsiderato e assolutamente contraddittorio di diversi membri dell'amministrazione, dove si è assistito anche ad anomale convergenze tra frangenti della maggioranza e dell'opposizione nel verso totalmente opposto al grido che giungeva e sta giungendo sempre più alto da parte dei cittadini.

Questi mesi, come anche gli ultimi giorni, hanno visto non poche conferenze, convegni e comizi organizzati dai numerosi e virtuosi comitati civici, commercianti, associazioni ambientaliste apartitiche come anche da alcune forze partitiche che hanno preso le distanze dall'agire immorale di diversi soggetti che siedono nell'assise comunale. Queste contraddizioni ademocratiche hanno portato ad un inevitabile e comprensibile clima di agitazione sociale, con mobilitazione civica crescente di ora in ora, che ha visto anche più volte, la necessità dell'intervento delle forze dell'ordine per ridare ai cittadini l'immagine di quella presenza dello Stato, rinfondendo fiducia e speranza ai cittadini di fronte all'abdicazione ai loro doveri di quelli che avrebbero dovuto, per mandato democratico ricevuto dagli stessi cittadini, essere i primi rappresentanti della cittadinanza, e che, invece, stanno agendo in verso completamente opposto alla doverosa tutela dei Beni Comuni. 

E' dunque fortemente nebbioso il clima con il quale a questa conferenza dei servizi vi giunge, ora da parte di questa contestata amministrazione comunale, la ratificata impopolare convenzione con le ditte coinvolte, avallata, tra i fischi e le pubbliche grida di dolorante dissenso, da diversi membri del consiglio comunale in data 25 settembre 2013, nonostante la numerosissima presenza di cittadini, nell'aula consiliare, che con innumerevoli cartelloni e appelli alla Ragione e alla Giustizia, hanno sino all'ultimo difeso il Territorio, i Beni Comuni, la vera economia cittadina e la Moralità tutta, messi a repentaglio da tanta anomala e preoccupante irresponsabilità.

La situazione è di alta gravità, tanto che si è giunti all'adozione di quest'atto nella palese spaccatura della maggioranza, addirittura con una posizione diametralmente agli antipodi tra sindaco e vice-sindaco, nonché tra sindaco e lo stesso assessore all'urbanistica quest'ultimo, a ragione, fortemente avverso alla sciagurata ipotesi del Mega Centro Commerciale. Dei cittadini, che già nei giorni precedenti avevano provveduto a richiedere l'intervento preventivo della Magistratura, sono anche stati ascoltati in Procura, e in questo quadro assumono anche particolare rilevanza tutti quegli elementi che, nell'accesissimo scontro politico, sono emersi sui mezzi di comunicazione e nei quali, tra le reciproche accuse, si è sollevata la necessità di fare ulteriore chiarezza informandone le Procure di tutti quegli eventuali lati d'ombra accennati da alcuni ad oggi con “frasi troncate” nella diatriba cittadina. In questo quadro, estremamente grave, è, a oggi, l'azione degli enti coinvolti, che dovevano preoccuparsi di far sottoporre, come minimo, il progetto a VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale) e che, invece, abbiamo appreso, avrebbero provveduto ad evitare questa importante procedura amministrativa atta ad aumentare le garanzie di tutela ambientale per i territori.

Chiediamo, pertanto, a Voi Tutti, compreso l'intero quadro a tinte fosche di questa brutta pagina di storia amministrativa, nonché sulla base delle tante ferite ancora non rimarginate dal nostro territorio a causa della speculazione devastante dei Mega Centri Commerciali, che hanno illuso tanti giovani, oggi costretti a emigrare, e sono serviti ad alimentare clientele elettorali e a svuotare le casse dello Stato lungo fiumi e rivoli innumerevoli che mettono a dura prova le capacità di indagine della stessa Guardia di Finanza, di pronunciarvi in maniera completamente avversa all'ipotesi autorizzativa del Mega Centro Commerciale di contrada “Cascioni”, che è sito sì in feudo di Galatina, ma che interesserebbe e lederebbe un territorio-comprensorio immensamente più vasto, comprendente anche grossi centri quali Galatone, Nardò, Copertino, nonché la stessa Lecce e Gallipoli.

Il pronunciamento avverso al Mega Centro Commerciale da parte di questa Conferenza dei Servizi, pronunciamento ovviamente inevitabile in tal senso, come anche, in extremis, l'ipotesi di un suo riaggiornamento al fine anche di dare il tempo alle Procure di ultimare le indagini avviate, permetterà anche di poter tenere meglio conto dei principi virtuosi del nuovo PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia) il cui quadro vincolistico, sebbene il piano sia già entrato in vigore, è oggi in fase di ulteriore ampliamento e definizione; i Comuni, e non solo, possono infatti presentare osservazioni fino a novembre 2013 volte a colmare tutte quelle lacune ad oggi ancora presenti.

Grave, anzi gravissima, è la mancata a oggi segnalazione proprio delle aree a suolo agricolo per la loro natura geologica e pedologica di contrada “Cascioni”, dove sono ben note agli agronomi, nonché alla millenaria tradizione contadina locale, le proprietà edafiche e microclimatiche che rendono proprio quegli ettari, oggi così a rischio cementificazione-sbancamento, tra i migliori suoli agricoli dell'intera Puglia e dove si producono anche antiche cultivar locali, legate alla tradizione eno-gastronomica, per le quali è ben noto in Italia e nel Mondo il territorio di Galatina. Si tratta anche di un comprensorio agricolo dove insistono importanti vigneti, nelle aree immediatamente confinanti, ai quali sono connessi produzioni vitivinicole DOC d'eccellenza (anche premiate con importanti riconoscimenti internazionali) a conferma delle altissime potenzialità della vergine vallata, che taluni vorrebbero sfregiare con l'immenso impatto urbanistico e infrastrutturale che comporterebbe un ennesimo Mega Centro Commerciale.

Questa segnalazione serva a Voi Tutti per contribuire in queste settimane con le Vostre competenze e responsabilità istituzionali al fine del corretto inquadramento vincolistico a tutela del pregevole territorio in questione. Non solo, grave è, ad oggi, il mancato vincolo all'interno del virtuoso PPTR, dove tanta importanza si da al paesaggio storico-naturale (massimamente e lodevolmente tutelato dall'articolo 9 della Costituzione Italiana, articolo tra i princìpi fondanti della Repubblica, e che ha tra i suoi Padri Costituenti il nome del grande statista pugliese Aldo Moro), dei coni visuali che a 360° si godono dalla serra di Collemeto-Galatina sui cui crinali corre anche un sentiero, dove, non a caso, la Regione Puglia ha finanziato un percorso ciclo-turistico volto a valorizzare, tutelare ed ammirare, da quel antico tratturo, quel paesaggio vergine, mosaico di antiche masserie medioevali e fortificate, muretti a secco, trulli, antiche chiesette, incantevoli abituri colonici, orti, uliveti, vigneti tipici salentini, lembi di macchia mediterranea, con innumerevoli specie di querce, flora spontanea autoctona, e gli immensi valloni di suoli fertilissimi oggi a rischio cancellazione e sfregio paesaggistico; un contesto pittoresco che, oggi, così contradditoriamente taluni soggetti vorrebbero indurre la stessa Regione Puglia nel delittuoso misfatto di compromettere. Mentre invece la Regione Puglia con il suo virtuoso Piano Paesaggistico indirizza le amministrazioni al massimo rispetto del contesto paesaggistico, di ogni suo elemento come nel suo insieme; rispetto del Genius Loci dei territori che sono chiamate amministrativamente a proteggere e tutelare, migliorandoli in Natura, con restauri-ricostruzioni dei Beni Culturali-archeologici, rinaturalizzazioni, rimboschimenti ed una agricoltura sana e biologica incentrata proprio sul recupero delle antiche tradizioni silvo-agro-pastorali, senza l'uso di prodotti chimici industriali. Grave è anche da questo punto di vista la sordità con cui l'amministrazione comunale di Galatina non ha voluto prendere in considerazione la simbolica e, al contempo, concreta proposta giunta da alcuni virtuosi operatori agricoli e protocollata al Comune prima del consiglio comunale del 25 settembre, con la quale essi chiedevano un impegno invece del Comune per far sì, che in collaborazione con i proprietari quelle terre, fossero quegli ettari di contrada “Cascioni”, destinati a cooperative di giovani agricoltori virtuosi impegnati nella pratica dell'agricoltura biologica.


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mario - 06/10/2013
Il saccheggio commerciale del salento.
Purtroppo faccio presente che questi mega centri commerciali non portano assolutamente nuovo sviluppo, ma
solo disoccupazione.
Visto che si parla di mega centri commerciali, faccio presente che quello di Galatina non è il solo, a SALVE abbiamo
lo stesso problema, pare che l'amministrazione del comune sia favorevole ad autorizzarne uno delle stesse
dimensioni tra la marina di Torre Pali e la marina di MArini.
Per curiosità, chi sono questi finanziatori?.


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