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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 19:37

Merico: "E' ora di riflettere attentamente sull’immigrazione e l'emarginazione"

Merico: "E' ora di riflettere attentamente sull’immigrazione e l'emarginazione"

Lecce - "Gli avvenimenti degli ultimi giorni portano sicuramente a fare una riflessione attenta sul fenomeno dell’immigrazione e soprattutto sul fenomeno dell’emarginazione sociale. Una serie di congetture legate al momento storico, stanno trasformando la città di Lecce, da sempre fiore all’occhiello dell’accoglienza e dell’integrazione in una piccola succursale del bronx, dove i contrasti cominciano ad essere forti ed evidenti, nelle zone ormai diventate ad esclusivo uso e consumo degli cittadini stranieri determinando una sorta di ghettizzazione che, invece, fino a qualche anno fa non esisteva. Via duca degli Abbruzzi, viale lo re, il viale O. Quarta , via Monteroni sono ormai vissute in maniera ampia dagli immigrati  e da chi purtroppo non ha un tetto dove vivere o i soldi per tirare avanti. L’impoverimento sociale produce sempre problemi.

I continui sbarchi sulle nostre coste con la relativa chiusura dei centri di prima accoglienza per i richiedenti asilo ha determinato un corto circuito del sistema integrativo  dei cittadini stranieri presenti sul territorio, legata soprattutto al momento di crisi che sta attraversando il paese Italia in questo momento.

Così si assiste ad una città divisa in zone…. le luci sfavillanti, le pagodine, i turisti con le macchinette fotografiche innamorati della nostra città e a pochi passi il degrado, la sofferenza, l’isolamento.

Il problema è che in questo modo si rischia di fare di tutta l’erba un fascio, ma non deve essere così, poichè molti sono gli stranieri presenti sul nostro territorio da diverso tempo, che hanno solo voglia di lavorare, di avere una famiglia, di essere tranquilli e condurre una vita serena, che contribuiscono in maniera sana alla nostra economia. Sicuramente però, occorrerebbe isolare i violenti, creare degli spazi di attenzione sui fenomeni migratori che sono molto complessi…e perché no, cominciare a pensare a chi viene sul nostro territorio in maniera diversa, ossia prepararli anche con corsi di educazione civica e di educazione sanitaria alla nuova vita che vanno a cominciare qui in occidente, poiché un altro problema che va sollevato è sicuramente quello dell’uso e abuso di alcool tra gli stranieri e di cui nessuno parla, sensibilizzando in tal senso anche gli stranieri presenti sul nostro territorio già da diverso tempo, coloro che gestiscono le piccole attività di somministrazione in primis".

 

 

 


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