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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 23 ottobre 2017 - Ore 15:21

Maltempo: perdite sui raccolti fino al 40%, subito lo stato di calamità

Maltempo: perdite sui raccolti fino al 40%, subito lo stato di calamità

Lecce - Purtroppo piove sul bagnato. Non si ferma l’ondata di maltempo che ha colpito tutto il Nord Italia con il 50 per cento in più di precipitazioni rispetto al 2012. E nelle campagne allagate nessuna coltivazione è al sicuro: dalla soia al pomodoro, dalle pesche alle patate, si calcolano perdite generalizzate sui raccolti, che partono dal 10 per cento per l’ortofrutta fino ad arrivare al 40 per cento per il mais. I danni sono già stimati nell’ordine di centinaia di milioni di euro, mezzo miliardo solo in Veneto, ma per una verifica certa bisogna avviare subito le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità nelle aree più colpite della Lombardia, del Piemonte, dell’Emilia Romagna e, appunto, del Veneto. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

La situazione nelle campagne è davvero critica: non solo le temperature al di sotto della media hanno determinato ovunque ritardi nelle fioriture -spiega la Cia- ma le piogge torrenziali hanno stravolto le operazioni di semina, ritardandole di un mese almeno, se non rendendole proprio impossibili. Per mais e soia si parla già di cali di produzione del 40 per cento in Piemonte, del 35 per cento in Veneto e del 30 per cento in Lombardia. Se si aggiunge anche la perdita secca del primo raccolto delle foraggere, che stanno marcendo nei campi allagati, è chiaro che si va verso un crollo delle scorte di mangime con effetti diretti sulla filiera zootecnica.

Ma non basta: nel “triangolo del riso” (Vercelli, Novara e Pavia) un’intera economia rischia la crisi con forti rallentamenti sulle semine e una produzione già stimata in calo del 20 per cento. E poi sulla frutta estiva, come pesche, albicocche e prugne, ci sono grossi ritardi nella prima fruttificazione, uno dei momenti più importanti dello sviluppo del futuro raccolto, così come rischiano di ammuffire sott’acqua soffocati dal fango fragole, meloni, patate e insalate -continua la Cia-. In Lombardia e in Piemonte le perdite previste sull’ortofrutta toccano punte del 15 per cento, in Veneto del 10 per cento mentre in Emilia Romagna cresce la preoccupazione in particolare sui pomodori dove la superficie seminata finora è praticamente dimezzata. In più è stato di pre-allarme per le viti, dato il rischio di attacchi funginei.

            Insomma, il quadro dell’agricoltura è davvero drammatico -conclude la Cia-. Ecco perché bisogna muoversi subito, attivando da parte delle istituzioni tutte le procedure per un intervento pubblico che possa aiutare le imprese a rimanere sul mercato.


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