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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 21 agosto 2017 - Ore 14:07

A San Foca arriva la Odin Finder

A San Foca arriva la Odin Finder

Melendugno - L'incubo dei salentini sensibili al problema gasdotto TAP si sta materializzando: le 2 navi (Bucentaur e Geosund) verranno presto raggiunte da una terza (Odin finder) che per ora è ormeggiata nel porto di Licata.

È solo l'inizio. Queste "creature" dell'ingegno umano sembreranno gusci di noce se confrontate con le navi posa-tubi che arriveranno a progetto approvato, e i danni ammessi dalla stessa TAP in questi 2 mesi si moltiplicheranno e diventeranno devastazione.
I salentini che con coraggio hanno firmato la petizione, inviato osservazioni, studiato il progetto, difeso i pescatori, non contano niente in questa forma moderna di colonizzazione?
Un punto di passaggio: il Salento, nel progetto TAP, è solo un punto di passaggio per portare il gas azzero a più buon mercato nel centro Europa.

Ma per il Salento e l'Italia resteranno solo i danni.
I danni di un PRT terminale di depressurizzazione) che funzionerà per 1600 ore l'anno, posizionato alle porte di Acquarica di Lecce, a poche decine di metri dal sito archeologico messapico di Pozzo Seccato. Ma il PRT sarà recintato da tradizionali muretti a secco, quasi a voler prendere in giro, oltre che danneggiare, una popolazione e i simboli della propria storia.
Ma anche i danni di una cicatrice sul terreno, larga 100 metri e lunga 5 km, su cui non si potrà più vivere una vita normale e dignitosa.

E ancora, i danni a una scogliera, vanto della nostra terra, che TAP dice di voler generosamente (?) rinforzare e restituire alla balneazione: dunque, il caso di Porto Miggiano non ha insegnato niente?
Abbiamo visto con i nostri occhi TAP muovere interi uffici legali per espugnare la piccola amministrazione comunale di Melendugno, rea di aver cercato di far rispettare la volontà popolare democraticamente espressa.

Abbiamo letto roboanti comunicati per incontri privati con 4 persone presenti.
Ma le migliaia di persone che hanno firmato la petizione contro la realizzazione di questo progetto non contano niente?
A questo punto è chiaro che al tavolo del confronto sul problema TAP manca un interlocutore fondamentale: LA POLITICA.
È giunta l'ora che la politica si esprima, che nei programmi farciti di ecosostenibilità entri anche il problema TAP.
La politica esprima un parere e delle motivazioni, positive o negative che siano: sarà poi il cittadino nella prossima tornata elettorale a valutare e scegliere.




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