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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 22 novembre 2017 - Ore 02:55

Link Udu e Rete della Conoscenza "Appello allo Stato di Agitazione"

Link Udu e Rete della Conoscenza "Appello allo Stato di Agitazione"

Lecce - l governo dichiara un’altra volta guerra agli studenti e le studentesse del nostro paese! Con un decreto attuativo della riforma Gelmini, il ministro Profumo vuole rimodulare il meccanismo di accesso al diritto allo studio, escludendo arbitrariamente migliaia di studenti, discriminando pesantemente il Sud, imponendo tempi ancora più forsennati a chi studia per essere in regola per il mantenimento della borsa di studio!

A tutti gli studenti e le studentesse con reddito ISEE superiore ai 14.300 € (contro i precedenti 17.000 ISEEU in Puglia) sarà negato l’accesso al bando per l’erogazione delle borse di studio nel Sud Italia! Al Nord ed al Centro, invece, i limiti massimi saranno rispettivamente di € 20.000 e € 17.150 ISEE. Ciò rappresenta la volontà di danneggiare ulteriormente gli studenti del Sud. Infatti, questo Governo applica criteri di reddito inferiori per la nostra regione differenziando i criteri di accesso tra regioni del sud e del nord, mentre recentemente (D.lgs. 68/2012) sul piano della tassazione studentesca ha invece omogeneizzato la contribuzione studentesca su tutto il territorio nazionale, con un aumento in Puglia da 77€ a 140€.

Questo meccanismo malsano ed iniquo porterà inevitabilmente a 3 conseguenze terrificanti:

1) l’espulsione dal sistema di diritto allo studio regionale di migliaia di studenti e studentesse restringendo i criteri di accesso ad esso. La conseguenza immediata è l’abbandono dall'università da parte di quegli studenti (specialmente nel sud Italia) che in assenza dei sussidi, che dovrebbero essere garantiti dalla Costituzione, non potranno più sostenerne i costi necessari per proseguire gli studi;

2) l'esodo forzato dal sud al nord di tantissimi studenti con ISEE superiore a 14.300 di conseguenza l’ulteriore svuotamento delle università del sud.

3) migliaia di studenti che all’università non si iscriveranno mai.

Riteniamo molto pericolose le conseguenze dell'approvazione del Decreto e per questo chiediamo con forza che tale provvedimento venga respinto nella riunione della Conferenza Stato-Regioni in programma il 7 Febbraio prossimo.

Per questo lanciamo un appello a tutti gli studenti e le studentesse pugliesi e proclamiamo in tutte le Università lo stato di agitazione permanente fino al 7 febbraio,: fino ad allora, ci riuniremo in assemblee ed occupazioni, nelle università e nelle residenze universitarie per programmare tempi e modi delle contestazioni a questo decreto.

Vogliamo un’Università garantita a tutti e tutte, pubblica e di qualità!


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