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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 18 novembre 2017 - Ore 05:41

Italia matada

Italia matada

Italia - La Spagna travolge l'Italia 4-0, e porta a casa la sua terza Coppa Europea, infilando così anche lo storico record di tre competizioni vinte consecutivamente: Europei 2008, Mondiali 2010 ed Europei 2012. Le reti, due per tempo, portano la firma di Silva, Jordi Alba, Torres e Mata.

Un risultato schiacciante, che lascia spazio a pochi commenti. Netta la superiorità dimostrata dagli uomini di Del Bosque, che, grazie anche ad un'Italia completamente sulle gambe, hanno potuto amministrare la gara con grande facilità, chiudendo con una larga e pesante vittoria, peraltro mai verificatasi in una finale del Torneo Continentale. Gli azzurri ci hanno provato, ma sin dalle prime battute di gara, sono apparsi troppo stanchi e in balìa dell'avversario, abile nel palleggio e nel pressing. L'Italia ha reagito abbastanza bene al gol dopo 13' di Silva, cercando qualche cross, e provando delle conclusioni da fuori area, ma di fatto la partita si è chiusa al raddoppio di J.Alba a 5 minuti dall'intervallo. Nel secondo tempo Prandelli ha provato a scuotere i suoi con i cambi, ma l'ingresso in campo di Di Natale al posto di Cassano non ha praticamente sortito effetti, se non un colpo di testa del numero 11 di poco alto sopra la traversa. Anche la sfortuna ha fatto la sua parte, visto l'infortunio di Chiellini al 20' di gioco, e quello di Thiago Motta (entrato al posto di Montolivo), che ha dovuto abbandonare il campo dopo nemmeno 3 minuti dal suo ingresso nel secondo tempo, a cambi esauriti, costringendo l'Italia a giocare in 10 più di metà ripresa. Torres e Mata hanno chiuso i giochi sul finire di partita, quando ormai nessun italiano ci credeva più, nemmeno il più ottimista dei tifosi.

Agli azzurri resta solo il rammarico di non aver potuto giocare contro i Campioni di tutto in perfette condizioni fisiche, visto anche il giorno di riposo in meno rispetto agli spagnoli, prima di questa finale. Per il resto, va comunque elogiato il lavoro del ct Prandelli, che ha sfiorato l'impresa con una Nazionale del tutto rinnovata, dando un'idea e un'impronta di gioco diversa e più propositiva rispetto al passato.

Matteo Pisacane


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