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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 19 ottobre 2017 - Ore 20:25

U.S.Lecce, il pagellone di fine stagione

U.S.Lecce, il pagellone di fine stagione

Lecce - Dopo la retrocessione in Serie B, è arrivato il momento in casa Lecce di fare un bilancio della stagione. Futuratv ha voluto realizzare un pagellone, analizzando singolarmente il rendimento di giocatori, allenatori e dirigenti giallorossi.
La redazione, come sempre, aspetta i vostri commenti o eventuali spunti di riflessione. 

PORTIERI

Benassi voto 9: Il 31enne portiere frusinate, tira fuori dal cilindro una stagione da incorniciare, pur nella mediocrità generale, soprattutto del reparto arretrato. Parte da comprimario, ma ci mette poco a diventare un perno della formazione titolare, con le sue parate miracolose tiene in piedi la baracca fino all’ultima giornata. A voler trovare il pelo nell’uovo, le uscite non sono il suo forte, ma di più non gli si poteva proprio chiedere. SUPERMAN CIOCIARO

Julio Sergio voto 3: Dimostra incertezze sin dall’inizio e dà sempre l’impressione di stare a Lecce controvoglia, tanto che Benassi ci mette davvero poco a scavalcarlo nelle gerarchie. L’etichetta da “miglior terzo portiere del mondo” affibbiatagli da Spalletti ai tempi della Roma, forse è anche troppo generosa. Causa grave infortunio, conclude la sua esperienza salentina con largo anticipo. SAUDADE ROMANA

Petrachi voto 6: L’estremo difensore made in Melendugno, viene chiamato in causa in una sola circostanza, nel secondo tempo di Novara, facendo comunque in tempo a farsi apprezzare con interventi salva-risultato. PRONTO ALL’USO

Gabrieli voto 5: Si trova improvvisamente su un campo di Serie A nei minuti finali di Parma-Lecce (causa infortunio degli altri tre portieri), diventando suo malgrado, protagonista in negativo del 3-3 finale, che probabilmente rappresenta la tappa decisiva della “stagione dei punti persi” del Lecce. Viene riproposto tra i pali a San Siro contro l’Inter, dove subisce 4 gol, senza però avere particolari responsabilità. Non si può colpevolizzarlo, visto che prima di queste due parentesi faceva il secondo in Lega Pro. SPIAZZATO

DIFENSORI

Tomovic voto 8: Insieme a Benassi è tra i giallorossi con il rendimento complessivo migliore, eterno lottatore e duttilissimo tatticamente. Ricopre tutti i ruoli della difesa con grande naturalezza e di testa è insuperabile. GRINTA SERBA

Miglionico voto 6,5: Dopo una vita spesa in serie B, per molto tempo anche in panchina, sfrutta al meglio sin dal suo arrivo, la fiducia che ripone in lui Cosmi. Dà sicurezza alla difesa e ha grande eleganza nei disimpegni. Peccato sia arrivato solo a Gennaio. BECKENBAUER D'URUGUAY

Carrozzieri voto 5: Troppo poche le sue presenze in campo, causa infortuni e squalifiche. La sua stazza e la sua esperienza avrebbero fatto comodo in molte altre occasioni. Ci si aspettava di più da uno come lui. ARRUGGINITO

Oddo voto 5-: La sua esperienza in giallorosso è andata secondo le attese. Difficile che un giocatore che ha vinto tutto, in procinto di appendere le scarpette al chiodo, potesse dare di più sotto il profilo dell’intensità e della grinta. Nell’ultima parte di campionato ha offerto prestazioni degne del suo nome, salvo poi rovinare tutto “bisticciando” con Cosmi nello sprint finale. SNOB

Brivio voto 7: Piacevole scoperta. Dopo l’addio di Mesbah, ha fatto suo il binario di sinistra, facendosi apprezzare sia in fase di copertura che di spinta. Mette la ciliegina sulla torta della sua stagione, con due gol su punizione in stile Roberto Carlos. FRECCIA ARGENTO

Esposito voto 5,5: I suoi limiti sono evidenti, ma fa il possibile per essere all’altezza della situazione, pur di salvare una maglia che sente sua. Alterna partite ordinate ad errori da dilettante, ma nel complesso non è una stagione da buttare, almeno a livello personale. PASTICCIOTTI DI GALATINA

Mesbah voto 4,5: Come si suol dire, inizia la stagione col cellulare in tasca, e inevitabilmente le sue partite sono condizionate dalla voglia di cambiare aria. Impossibile per l’algerino, dire no al Milan a gennaio. DIAVOLO TENTATO

Ferrario voto 4,5: Il pessimo rapporto con Di Francesco non lo favorisce, ma le sue prestazioni non sono mai all’altezza di quelle del campionato precedente, anche a causa di qualche acciacco. Nel mercato invernale, non ci pensa due volte a cedere alle lusinghe del Parma. SVOGLIATO

CENTROCAMPISTI

Giacomazzi voto 7,5: Della sua lunga carriera leccese (10 stagioni), questa è forse l’annata migliore del capitano. Il gioco del Lecce, passa sempre dalle sue geometrie, e quando non gira lui, la squadra fa veramente fatica. Per quasi tutto il campionato viaggia a ritmi elevatissimi, e nelle ultime gare, quelle decisive, non ne ha più. Insieme a lui, si spengono i compagni e le speranze di salvezza del Lecce. SFIANCATO

Obodo voto 5,5: Il mediano nigeriano non giocava da una vita, difficile pretendere di più da lui, anche alla luce dei tanti acciacchi. Impiegato a fasi alterne sia da Di Francesco che da Cosmi, fa la sua parte senza infamia e senza lode. INSIPIDO

Delvecchio voto 7: Arrivato nel mercato di riparazione, il centrocampista barlettano ce la mette tutta per rendersi utile alla causa. Non ha certo piedi di velluto, ma per farsi voler bene dai tifosi, sfrutta la sue doti migliori, carattere e acume tattico. Sfortunato in zona gol: per lui due pali che potevano essere gol decisivi. GLADIATORE DI PUGLIA

Blasi voto 8: Del mercato di gennaio, è sicuramente “l’acquisto” più azzeccato. Torna a Lecce dopo 12 anni, per rimettersi in luce dopo un po’ di stagioni vissute in ombra. Perfetto da interno destro, ma anche dirottato sull’esterna, non risparmia mai le energie ed è sempre utile. BOMBOLA D’OSSIGENO

Bertolacci voto 5,5: Lontano parente del bel giocatore apprezzato con De Canio in panchina. Di Francesco lo ha totalmente ignorato, mentre Cosmi gli ha dato fiducia a tratti. Nelle poche partite giocate da titolare, non ha dato quella qualità in più al gioco, che da lui ci si attendeva. SMARRITO

Di Matteo voto 6: Nelle sue poche apparizioni, ha dimostrato di valere la categoria, se non altro per la personalità. Grandi qualità in fase di spinta, da rivedere invece difensivamente. PROMETTENTE

Cuadrado voto 6,5: L’esterno colombiano è quasi unico nel suo genere. Velocità e tecnica impressionante, ma anche utile in ripiegamento. In molte gare è stato incontenibile, risultando determinante per le sorti giallorosse. Dopo l’infortunio patito contro il Genoa, non è più tornato lo stesso, forse anche per “ordini dall’alto”. CROCE E DELIZIA

Grossmuller voto 5: Fonte di gioco ad inizio stagione, ha dovuto tirare i remi in barca a causa della pubalgia. Sul finire del campionato sembrava recuperato, ma di fatto non è più tornato in campo. IN CANTINA

Giandonato voto 4,5: Di Francesco gli consegna le chiavi del centrocampo alla prima partita, ma il talento scuola Juve “buca” l’esordio. Anche con Cosmi al massimo va in panchina, ha piedi buoni, ma un pessimo carattere. Delle sorti del Lecce gliene importa poco, e in allenamento litiga con quasi tutti i compagni. BAMBOCCIONE

Piatti voto 4: Tre indizi fanno una prova. Non giocava con De Canio, non giocava con Di Francesco, non ha giocato con Cosmi. Le doti tecniche ci sono, ma non si è ancora capito in quale ruolo possa riuscire ad esprimerle. Bocciato. DON'T CRY FOR ME ARGENTINA

Strasser voto 5: Classico centrocampista moderno, piedi un po’ ruvidi, ma forte fisicamente. Di Francesco lo ha impiegato in più ruoli, ottenendo un misto di utilità e confusione. Si rompe il crociato e viene rispedito al mittente a metà stagione. USA E GETTA

Olivera voto 4: Smaltito il brutto infortunio, da novembre a gennaio era quasi tornato il giocatore fondamentale dell’anno precedente. Le prime sirene di mercato lo catturano e si trasferisce alla Fiorentina. Nella partita contro il Lecce gioca la partita della vita (nonostante ai viola servisse la miseria di un punto in due gare per salvarsi), tanto da servire anche l’assist a Cerci, per il gol che taglia definitivamente le gambe ai giallorossi nella corsa salvezza. Eppure il Lecce, due anni fa, lo aveva pescato dal dimenticatoio… INGRATO

ATTACCANTI

Corvia voto 5: Con Di Michele e Muriel presenti in squadra, il suo ruolo non può che essere quello del panchinaro. Nelle sue poche apparizioni, dimostra la sua solita importanza tattica ed è uno dei pochi che che suda la maglia. Fa quel che può. UTILE

Bojinov voto 5: Non poteva essere il salvatore della patria, e infatti non lo è stato. Tornato nella sua città adottiva in prestito, ha dimostrato grande attaccamento, ma le sue condizioni fisiche lo hanno frenato. I suoi minuti giocati, si contano sulle dita di una mano, ma riesce comunque a realizzare un gol che poteva rivelarsi decisivo. VORREI MA NON POSSO

Seferovic voto 6: Arrivato in prestito (con diritto di riscatto) dalla Fiorentina a gennaio, si è messo a totale disposizione della squadra, risultando sempre uno dei migliori in allenamento. Forte fisicamente e dotato di un gran sinistro, il giovane svizzero di origini bosniache, nei suoi pochi minuti avuti a disposizione, ha dimostrato di essere un giocatore promettente. Forse avrebbe meritato più spazio. POTENTE

Di Michele voto 7,5: Con le sue 11 reti stagionali, è il miglior marcatore del Lecce. Inesistente con Di Francesco, ha iniziato di nuovo a volare, con il suo vecchio amico Cosmi in panchina. A 36 anni suonati, gioca come fosse un 20enne, per corsa e voglia di fare, ed è uno dei pochi a crederci fino alla fine. A volte è un po’ troppo innamorato del pallone, ma un giocatore così non si può discutere. RE DAVID

Muriel voto 7: Talento puro, scoperto neanche a dirlo dall’Udinese, è veloce come pochi ed ha grande abilità nel dribbling. I suoi numeri e i suoi 7 gol, hanno permesso al Lecce di giocarsi la salvezza fino all’ultima giornata, pur mancando nel rush finale a causa della stanchezza psico-fisica. A soli 20 anni non può che migliorare e guadagnarsi un top club. RONALDO DE COLOMBIA

Ofere voto 4: Ha trascorso tutta la stagione in infermeria, per poi tornare a disposizione nelle ultime partite. Cosmi lo ha gettato nella mischia per disperazione contro la Fiorentina, facendo disperare anche tutti i tifosi. INADEGUATO

Pasquato voto 5: Arrivato in Salento con la fama di nuovo Del Piero, il talento tascabile di proprietà della Juventus si è rivelato ancora acerbo per la massima serie. Giocatore veloce dai piedi buoni, ma anche piuttosto evanescente. E’ rientrato a Torino in anticipo, ma per giocare in granata. BLUFF

ALLENATORI

Di Francesco voto 4,5 : La colpa non è tanto sua, ma di chi l’ha messo sulla panchina del Lecce in estate. Un allenatore emergente, alla prima esperienza in serie A, non poteva che fare figura del genere, con una squadra composta da giovani prestiti e da altri giocatori sulla via del pre-pensionamento. Buone le sue idee di gioco, ma assolutamente deficitario sul piano caratteriale. Una miseria il bottino del Lecce con lui in panchina, 8 punti in un girone intero. ACERBO

Cosmi voto 9,5: Da dicembre in poi ha trasformato tutto, prendendo una squadra ultima in classifica e portandola a giocarsi la salvezza fino all’ultima giornata, risucchiando nel “mischione”, formazioni ben più quotate. Ha trasmesso soprattutto grinta e voglia di lottare a tutti. Fino alle ultime 5 partite, il ruolino di marcia del Lecce è stato da Champions League, arrivando quasi a compiere il miracolo. La stanchezza dei suoi giocatori lo tradisce sul più bello, ma più di così non poteva davvero fare, visto che è partito da 8 punti ed è arrivato a 36! Grandissimo anche a creare empatia tra la tifoseria e la squadra; da brividi il suo pianto sotto la curva dopo le sconfitte contro Fiorentina e Chievo e la sua t-shirt con su scritto "stu core nu bbu lassa mai!". LEONE PERUGINO

D.S. Osti voto 6,5 : Ha costruito una squadra competitiva praticamente gratis, forse neanche lui pensava che il Lecce potesse arrivare così vicino alla salvezza. Malgrado la retrocessione, ha fatto nozze con i fichi secchi. STRATEGA

SOCIETA’ (?) voto 2: Gestisce nella maniera peggiore l’annata di transizione, dovuta al “passaggio di consegne”; silenziosi come non mai, lasciano la squadra in balìa di stessa. Come se non bastassero le difficoltà tecniche, incombono sul Lecce anche gli spettri del calcio-scommesse e della combine del derby, che potrebbero far vivere ai tifosi, momenti ben peggiori della “semplice” retrocessione sul campo. FINE DI UN CICLO

Matteo Pisacane


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