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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 20 novembre 2017 - Ore 18:08

Antonio Tesoro esce di scena con una lettera ai tifosi

Antonio Tesoro esce di scena con una lettera ai tifosi

Lecce - Scorrono i titoli di coda sul film dell'esperienza della famiglia Tesoro alla guida del Lecce calcio. Dopo l'ultima uscita nella conferenza di ieri del patron dimissionario Savino Tesoro, oggi è la volta del figlio Antonio, che saluta l'ambiente calcistico leccese con una lunga lettera aperta in cui ripercorre i tre anni in cui è stato responsabile dell'area tecnica del club salentino, avendo peraltro conseguito nel frangente il titolo di direttore sportivo, circa un anno fa a Coverciano. Di seguito, le parole dell'ormai ex diesse giallorosso Antonio Tesoro:

"E' alquanto insolito, trattandosi di un argomento popolare ed effimero come il calcio, soffermarsi sulle emozioni. Eppure, se dovessi ripercorrere a ritroso questi 3 anni, gli unici aspetti che sento avere importanza per me sono appunto quelli.

Come altre volte mi è capitato nella vita nell’istante in cui ho iniziato ad avere memoria delle strade di una città, dei luoghi più belli, dei ristoranti migliori, mi è toccato andar via ed anche questa volta non sono sfuggito a questo destino un po’ zingaro. D’altra parte, a Lecce, sono sempre stato un barese, a Bari un bergamasco e chissà se nella prossima meta mi considereranno un leccese, senza contare che l’appellativo mi farebbe molto piacere perché, nonostante siano stati anni un po’ difficili, ho avuto la fortuna di incontrare un patrimonio umano di raro valore che porterò con me.

Ciò che preferisco portare con me di questa mia esperienza sono prevalentemente gli aspetti positivi, perché quelli negativi alle volte sono stati cosi degradanti che non meritano neanche di essere custoditi nella memoria e neanche meritano rabbia che, spesso nella vita, è una spinta per ripartire ed è un vero peccato spenderla per surrogati talmente inutili. È stato molto spiacevole il pregiudizio nei miei riguardi, dovuto al mio grado parentale con il proprietario del club, ma ancora più quello legato alla mia età.

Ho visto incensare gente di 30 anni, più grande di me, che con il doppio del budget a disposizione mi è sempre arrivata parecchio dietro; e dispiace che il pregiudizio lo abbiano avuto soprattutto i miei stessi coetanei, ma ritengo questo essere lo specchio di ciò che è veramente diventata questa nazione; una delle convinzioni che si sono inconsciamente instaurate dentro ciascuno di noi e che, forse, in questo mondo, ci confinano ad essere una delle nazioni di maggior sviluppo che nel contempo fa maggior fatica a sostentarsi. Allora mi dico che non è del tutto sbagliato se le persone, fino a 40 anni, vengano considerate delle fotocopiatrici con le gambe ed eterni precari stagisti. Sembra che i giovani non abbiano una testa, delle gambe, delle idee, delle mani e soprattutto che non debbano mai avere una possibilità o il diritto di provarci e anche, soprattutto, di sbagliare. 

Calcisticamente parlando so benissimo che la storia la scrive chi vince e noi non siamo stati in grado di farlo. L’errore più grande che mi riconosco è stato quello di essere rimasto anche durante il terzo anno, in cuor mio sapevo di essere troppo scarico ed ai limiti dell’esasperazione con il peso di due finali play off perse; qualche volta, però, l’orgoglio e l’assuefazione ti fanno smarrire i lumi della ragione, io ho peccato di questo durante questo anno nel quale, io per primo, non ho trovato la speranza e la motivazione adatta per riprovarci ancora. Mi scuso di questo. Paradossalmente l’anno in cui abbiamo fatto peggio è stato quello in cui avevamo la rosa migliore, ma il calcio è anche frutto di dinamiche che nascono e muoiono all’interno di una stagione, probabilmente quest’anno non sono state granché positive. Ho commesso degli errori nel mercato di Gennaio e i tre cambi di allenatore nello stesso mese, purtroppo, hanno inciso notevolmente sulle strategie e le volontà effettive. La restante parte la affido al vostro giudizio, per quel che mi riguarda trovo triste cercare di rimarcare gli aspetti positivi, non mi piace parlarmi troppo addosso. 

Da responsabile dell’area tecnica, naturalmente, mi assumo le responsabilità di tutte le tre annate calcistiche; smetto di tediarvi e passo a salutare un po’ di compagni di viaggio".

La Redazione


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