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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 01:44

U.S.Lecce, tra bei ricordi del passato e incertezza sul futuro

U.S.Lecce, tra bei ricordi del passato e incertezza sul futuro

Lecce - Che il periodo storico per i colori giallorossi dell'U.S.Lecce non sia dei migliori, per usare un eufemismo, ormai è cosa fin troppo nota. Lo si comprende guardando al presente, caratterizzato da delusioni sportive che continuano a susseguirsi ormai da alcuni anni e che hanno messo a dura prova una tifoseria pur coriacea, chiamata ora a dimostrare tutto il proprio grado di "resilienza", ovvero quella necessaria capacità di resistere e di reagire al meglio alle avversità che di volta in volta si presentano sul proprio cammino (in questo caso, il percorso calcistico di un club glorioso come quello salentino). 

Lo si comprende ancor meglio guardando ai 107 anni di storia del calcio a Lecce, di cui bisognerebbe sempre tener conto e di cui non ci si può dimenticare così, come d'incanto, immaginando che la dimensione giusta per questa piazza possa essere la Lega Pro, con tutto il dovuto rispetto per la categoria. "Bisogna abituarsi alla serie C", oppure "Ormai il livello è questo...", sembrano essere gli stati d'animo maggiormente diffusi tra i tifosi ma anche tra molti addetti ai lavori, come se a farla da padrone fosse la rassegnazione, come se fosse normale abituarsi all'idea che il Lecce sia da considerarsi squadra da terza serie nazionale. Come se giungere al sesto posto del girone C di Lega Pro fosse un risultato tutto sommato non così negativo, come se non fosse in realtà il peggior piazzamento degli ultimi 48 anni; come se fosse normale amministrazione dover scorrere negli almanacchi e ritrovare per diversi anni consecutivi il Lecce nella ex serie C; come se fosse giusto pensare "già è molto se non falliamo!". Si sa, l'intero sistema-calcio italiano attualmente sta attraversando forse - o senza forse - la peggiore crisi di sempre, la situazione è tutt'altro che fluida, tante società anche dal passato importante rischiano di fallire (di esempi, in tal senso, se ne possono fare tanti); ma ciò non giustifica e non può giustificare una certa assuefazione alla mediocrità o una sorta di complesso di inferiorità, per il quale, in fin dei conti, va bene così. Esistono d'altro canto tante altre realtà, diverse società dalle capacità economiche ridotte ma nonostante tutto ben lanciate, dove pur nelle negatività del calcio moderno si riesce a fare positivamente e seriamente calcio, ed i risultati ne danno conferma (anche in questo caso, gli esempi non son certo pochi). E' dunque proibito credere che anche in Salento si possa fare bene nel calcio? E' azzardato sperare che si possa ritornare, se non ai fasti di qualche annata fa, almeno ad una realtà più adeguata? Ritenere che il Lecce non sia ormai da considerarsi un club irreversibilmente di terza serie, significa pretendere troppo? 

TRENTENNALE - Domande che è ancor più giusto porsi in una data storica per i colori giallorossi. Trent'anni esatti sono passati, infatti, dalla prima promozione del Lecce in serie A, in quella splendida stagione in cui la squadra allenata da Eugenio Fascetti conquistò la massima serie all'ultima giornata, nella partita disputata a Monza il 16 giugno 1985 e finita col punteggio di 1-1. Era l'indimenticabile Lecce dell'indimenticato presidente Franco Jurlano, grazie al quale la città e l'intero territorio poterono festeggiare per la prima volta l'approdo nell'olimpo della prima serie nazionale. Giusto e doveroso ricordare quelle emozioni, indelebili per chi ama la maglia giallorossa. 

FUTURO - Non si può vivere di soli ricordi. Di emozioni bellissime la tifoseria salentina ne ha vissute tante, nella storia recente e meno recente, ma perchè possa continuare a viverle bisogna guardare avanti, senza mai dimenticare il proprio passato, soprattutto quando si tratta di un passato così importante. Proprio queste ore, nel giorno in cui ricorre il trentennale di un evento così speciale, sembrano essere molto calde dal punto di vista delle trattative per il passaggio di proprietà del pacchetto azionario dell'U.S.Lecce. Molte voci si sono rincorse negli ultimi giorni, quasi tutte smentite, sull'identità degli imprenditori di fuori regione interessati a rilevare le quote di maggioranza; nella cordata, l'unica presenza certa è quella del salentino Enrico Tundo, già facente parte dell'attuale CdA della società. Nella settimana che può segnare un momento decisivo per la storia del club, sembra di essere finalmente vicini ad una svolta, che dovrebbe giungere nell'arco dei prossimi due giorni. Nell'incertezza sul futuro del Lecce la speranza, lecita, è una: che chiunque prenda in mano le redini del club, abbia le possibilità e le capacità per risollevare le sorti della squadra, riportandola fuori dall'inferno della Lega Pro. Un inferno che la tifoseria salentina non può più accettare.

Matteo Sbenaglia


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