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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 22 agosto 2017 - Ore 20:52

Vincenzo Barba si fa avanti: "Pronto a salvare il calcio a Lecce"

Vincenzo Barba si fa avanti: "Pronto a salvare il calcio a Lecce"

Lecce - Il senatore Vincenzo Barba dimostra interesse per il futuro del calcio a Lecce. L'ex patron del Gallipoli Calcio, è intervenuto nella giornata odierna sull'argomento che inevitabilmente tiene col fiato sospeso tutta la tifoseria giallorossa e l'intero Salento sportivo, dimostrandosi pronto a farsi avanti per contribuire fattivamente per assicurare una continuità al glorioso club dell'U.S.Lecce. Il petroliere gallipolino ha espresso il proprio pensiero tramite una nota dettagliata, in cui spiega il proprio punto di vista in merito a quali possano essere i passi da compiere per salvare il Lecce. Di seguito, le dichiarazioni di Vincenzo Barba:

"Nel ringraziare, da salentino e da semplice sportivo, la famiglia Tesoro ed il patron Savino per la disponibilità dimostrata la tanta voglia di fare e i numerosi sacrifici sostenuti per reggere le sorti sportive del calcio leccese e salentino sono ad invitarli a non demordere e a non desistere.

Io stesso - prosegue Barba - in prima persona, nei prossimi giorni, mi darò da fare per trovare un gruppo di imprenditori seri, motivati ed economicamente forti (augurandomi veramente di poterli trovare) che abbiano a cuore le sorti del Lecce calcio per affiancare la famiglia Tesoro nella guida della società, poiché sono convinto che l'anno prossimo sarà quello buono e che nel 2016 il Lecce potrà dapprima tornare in Serie B e da lì, successivamente, spiccare il volo nella categoria che merita e nella quale ha militato per anni.

Perché ciò accada occorrono, però - spiega il senatore - una serie di buone prassi comportamentali:

1) La famiglia Tesoro deve mettere in soffitta quest’idea sbagliata di mollare tutto e andarsene. Così si crea malumore e incertezza tra i tifosi e non è giusto, in questa fase, seminare insicurezza sul futuro calcistico del Lecce, ricordando a tutti quanto il calcio sia importante come volano di sviluppo sociale ed economico;

2) È finita l’era di "un uomo solo al comando" nella guida delle società di calcio. Se perfino dei big come Silvio Berlusconi e Massimo Moratti chiedono l'aiuto di magnati orientali, figuriamoci se noi nel nostro Salento possiamo pensare che una famiglia, da sola, possa reggere la serti calcistiche di una squadra dalle forti e giuste ambizioni. Perciò, bisogna entrare nell'ottica di idee che soltanto unendo le forze si può dar vita a progetti solidi;

3) In qualsiasi impresa, anche in quella sportiva e calcistica, è l'argent qui fait la guerre. È impensabile, senza investire risorse economiche, poter tagliare qualsiasi traguardo. Ci vogliono personaggi (imprenditori e/o professionisti che dir si voglia) disposti ad impegnarsi nel settore, anche, perché no, con legittime aspettative di un minimo rientro. Ma intanto bisogna dedicarsi anima e corpo ed investire, senza chiedere soldi alle amministrazione pubbliche (che non ne hanno) e, soprattutto, ai tifosi (che ne hanno ancor di meno);

4) Basta flirtare e tirare per la giacchetta gli ultrà, che vanno solo e soltanto ringraziati per l'amore che ci mettono nel fare il tifo per la maglia, in qualsiasi categoria. La gestione economica di una società è ben altra cosa. Basta con le idee malsane di azionariati popolari che da noi non mettono radici. Devono essere industriali, imprenditori e professionisti – e che tantissimi sono presenti nella piazza leccese – a fare un passo avanti, uomini e donne che tanto hanno ricevuto dal territorio e che devono restituire qualcosa in termini concreti e non di parole vuote.

Per questo, come anticipato prima - ribadisce convintamente Vincenzo Barba, con un tocco di simpatia che da sempre contraddistingue la sua dialettica - sarò io stesso in prima persona, unitamente ad altri imprenditori, ad incontrare la Famiglia Tesoro per metterci intorno a un tavolo e parlare di futuro. Del resto non c'è tre senza quattro e non c'è quattro senza tre; adesso si tratta di fare sul serio, nell'interesse dell'intero Salento. Stesso discorso vale per la città di Gallipoli, lo dico per fugare ogni ombra di dubbio. La mia famiglia è stata sempre nel mondo del calcio e vuole continuare ad esserci, ma c'è bisogno di chiarezza e trasparenza. Non appena l'attuale proprietà avrà fatto un passo indietro, mi darò da fare per trovare le giuste forze che, messe insieme, possano contribuire a dare un futuro calcistico alla “Perla dello Jonio”.

Abbiamo visto tutti in questi anni quanto lo sport possa trainare la socialità e l'economia - conclude Barba, con un tono incalzante - ma perché si raggiungano gli obiettivi c'è bisogno che tutte le mani che si agitano in alto a mo’ di ola e a mo’ di applausi, prendano una diversa direzione e si dirigano dall'alto verso il basso in direzione tasche. A buon intenditor poche parole…".

La Redazione


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