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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 20 novembre 2017 - Ore 20:23

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L'addio di Savino Tesoro: "Accontento tutti e me ne vado"

L'addio di Savino Tesoro: "Accontento tutti e me ne vado"

Lecce - L'U.S.Lecce è in vendita. La famiglia Tesoro ufficializza il proprio disimpegno dopo due anni e mezzo di gestione, cominciata nel luglio del 2012. E' stato lo stesso presidente Savino Tesoro a darne conferma nella conferenza tenutasi stamani presso la sala stampa "Sergio Vantaggiato" dello stadio di Via del Mare. L'attuale proprietario del club salentino ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a questa scelta, con un intervento al vetriolo caratterizzato da pesanti accuse nei confronti di tutto l'ambiente giallorosso.

TIFOSI E STAMPA - "La contestazione non mi ha certo spaventato. Per me è stata una protesta sbagliata nei tempi e nei modi. Non l'ho presa senz'altro bene perchè quello striscione era inappropriato"; il riferimento di Savino Tesoro è allo striscione esposto domenica scorsa nel settore Curva Nord, riportante la scritta Svendi il futuro (vivaio) elemosinando il presente (prestiti), il fallimento continua...Tesoro via da Lecce (ndr).  "Voglio accontentare tutti e me ne vado via. Non so per quale motivo bisogna dare per scontato che il Lecce debba stare in serie A. Se si vince si è bravi, se non si vince si è asini. Due finali play-off evidentemente non bastano, per cui se non abbiamo vinto, ce ne andiamo. Non dimentico che la curva per due anni e mezzo ci ha sostenuto, così come dopo la finale persa a Frosinone. Per quanto riguarda il vivaio, è da ignoranti rivolgere critiche del genere, in quanto io ho sotto contratto ben 26 giocatori. Di giovani ne abbiamo venduti due ed abbiamo fatto un affare. Posso capire queste affermazioni da parte di chi non sa, ma non lo capisco da parte di chi invece dovrebbe sapere". Qui l'attenzione del presidente, che non si esime dal fare riferimenti specifici, si sposta sulla stampa locale, aspramente accusata di fare disinformazione rispetto al suo operato. In particolare, il patron rivolge il suo j'accuse verso alcuni giornalisti del Nuovo Quotidiano di Puglia ed afferma di non accettare insinuazioni e critiche sulle modalità di gestione della società da parte di chi nemmeno assiste agli allenamenti: "Io di aziende ne ho da trent'anni, dal punto di vista amministrativo ho fatto!" tuona l'imprenditore di Spinazzola, che poi precisa: "La contestazione di una parte dei tifosi è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Molto probabilmente - ammette - a fine anno avrei lasciato comunque. Sono stanco dell'ambiente ostile". 

ISTITUZIONI E POLITICA - Sotto il fuoco di fila di Tesoro finisce, inevitabilmente, anche la politica locale. Nello specifico, viene espressamente citato il presidente della Provincia, Antonio Gabellone: "Dopo tre anni in cui non l'ho mai sentito, nel bene e nel male, devo dire, non abbiamo mai sentito la mancanza reciproca, ho letto ieri che Gabellone si sta interessando alle sorti del Lecce, affinchè ci sia un trapasso equo. A questo punto lo invito pubblicamente a che sia lui a stabilire le condizioni di questo trapasso, che faccia da revisore dei conti e che stabilisca lui il prezzo". Un'ironia amara, usata da Tesoro per sottolineare la distanza delle istituzioni locali; la stessa ironia con cui pone il quesito: "Non vorremo mica credere che nei prossimi quattro mesi non ci sia nessuno che voglia interessarsi all'acquisto del Lecce?". Poi la rassicurazione sul campionato in corso: "Per ora non ci dimettiamo, sarò ancora più operativo fino a giugno per fare in modo di raggiungere il traguardo della serie B, e se dovesse succedere chissà quanta gente rosicherebbe. La squadra è fuori da questi discorsi ed ha tutte le carte in regola per far bene col nuovo allenatore". Rassicurazione subito seguita dalla risposta alla domanda se l'anno prossimo iscriverebbe il Lecce al campionato: "No. Perchè dovrei essere io a farlo?"

CIFRE E NUMERI - Tesoro cerca di spiegare attraverso i numeri del proprio bilancio di aver impiegato molte risorse finanziare nell'acquisizione del club. "Non è vero che il Lecce l'ho comprato a costo zero. Il primo anno ho rilevato la società senza prendere un centesimo e ho sostenuto costi di gestione per 8 milioni e 800mila euro. L'anno dopo i costi sono scesi a 2 milioni e 180mila euro. Per chiunque volesse, abbiamo una serie di documenti per dimostrarlo. I giocatori rimasti sul groppone, costavano circa 5 milioni. Negli accordi c'era scritto che parte di queste somme sarebbero state a carico della vecchia gestione, per la precisione 1 milione e 650mila euro; di questi, in realtà, 612 mila euro sono serviti per pagare i vari Cipollini, Osti, etc. Chiaramente non me l'ha ordinato nessuno di rilevare il Lecce"

GESTIONE SOCIETARIA - "Ho una gestione familiare? E che vuol dire? Se mio figlio è capacissimo, qual è il problema? Siamo sempre stati considerati i migliori, soprattutto da persone esterne. Tanti dicono che il direttore sportivo è un incapace, io continuerò a sostenere che è bravissimo e che per me è il numero uno. Se poi ci sono tanti invidiosi, fa niente. Magari qualche errore lo abbiamo commesso, ma non credo che abbiamo fatto poi così male. Perchè devrebbe vincere il Lecce e non potrebbero vincere squadre come Benevento e Salernitana?. Abbiamo cambiato così tanti allenatori, ma in che cosa abbiamo sbagliato? La nostra società è solida e composta da poche persone, ma molto competenti; non ne cambierei nessuna, il nostro Lecce rappresenta una società modello". Dopodichè, Tesoro ribadisce: "Me ne vado e non c'è possibilità di ripensamento. Così accontento tutti. Lo faccio per quelli che ci hanno contestato, ma anche per tutti quelli (forse la maggior parte) che ci hanno sostenuto. Soprattutto, me ne andrò perchè io non rimango qua perchè non ci sono alternative, io non faccio l'alternativa a nessuno. Non resto qui siccome non c'è altro; io non ci sto. Se al 30 giugno poi non si è fatto avanti nessuno? Non saranno problemi miei".

QUANTO COSTA IL LECCE? - "Ci sarà da valutare l'attivo e il passivo del bilancio, al netto delle obbligazioni. Al momento attuale i contratti con i calciatori ammontano a circa a 3,5 milioni. E' chiaro che bisogna valutare le condizioni. Una cosa è sicura, noi non abbiamo debiti e quindi la mia società non fallirà mai". Poi, di nuovo l'interrogativo: "Davvero vogliamo credere che in questi quattro mesi nessuno si faccia avanti? Se in questo lasso di tempo il territorio non riesce ad esprimere una proposta, non dipende da me. Al momento, proposte di acquirenti non ne sono arrivate".

MICCOLI - "Ha chiesto un permesso di due giorni. E' evidente che non sia nelle condizioni ideali, avrà avuto un momento di sbandamento. Gli ho anche offerto un posto dirigenziale in questi tre mesi, un po' provocatoriamente; certo, gli sconsiglierei di fare il presidente. Poi può succedere di tutto, sta a lui la scelta. Intanto è tornato ad allenarsi in squadra".

Infine, a proposito del calcio giocato, Savino Tesoro chiosa con un appello rivolto a tutti, al fine di pensare alla restante parte del campionato in corso: "Ho rasserenato tutti i tifosi dicendo che me ne vado. Non c'è più bisogno di invitarmi ad andarmene. Ora chiedo di pensare solo alla fase finale del torneo. Calciatori e allenatore devono concentrarsi solo sulle partite rimanenti, cercando possibilmente di vincerle tutte"

Matteo Sbenaglia


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