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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 21 novembre 2017 - Ore 05:36

Il delegato del Coni Antonio Pascali scrive a Luigi Rosato

Il delegato del Coni Antonio Pascali scrive a Luigi Rosato

Lecce - Il delegato del Coni Lecce, Antonio Pascali ha scritto una lettera a Luigi Rosato, l’arbitro 17enne aggredito domenica scorsa durante la partita di Seconda categoria tra Cavallino e Cutrofiano:

Carissimo Luigi

non ci sono parole per condannare e dissociarsi da quanto hai subìto su un campo di calcio che, purtroppo, spesso ancora solo in teoria, dovrebbe essere per tutti un luogo dove dovrebbe svolgersi un’attività sportiva. E, invece, ancora una volta ci tocca assistere a questi ignobili avvenimenti. In un recente passato, partecipando a vostre riunioni nella sede dell’AIA di Lecce e ho avuto modo di esprimere le mie idee in proposito, ma ben poco da allora è cambiato. La tua passione e la scelta che hai fatto non possono richiedere “virtù eroiche” ed è innanzi tutto nostro compito e dovere cercare di assicurare a tutti coloro che onestamente e correttamente fanno Sport le migliori condizioni, sotto tutti i punti di vista. Se, malauguratamente, dovessero prevalere differenti modi di intendere lo Sport, tuttavia, non avremmo fallito solo noi: sarebbe una sconfitta per tutti. Non è possibile, quindi, ricordarsi dei problemi di cui ci tocca parlare oggi solo quando questi diventano 

“evento delittuoso da cronaca nera”: è necessario costantemente pensare ed agire per eliminarne le cause e gli effetti alla radice, creando una rete di collaborazioni che veda impegnati tutti coloro che possono coinvolgersi in questo senso. Penso in primo luogo alle Istituzioni sportive, ma anche alle così dette “Agenzie educative”, agli Organi di informazione, alla Magistratura, ai Corpi di Polizia che, ognuno per le proprie competenze, con i propri metodi e con gli strumenti di cui dispongono già operano in questo ambito, ma senza quella sinergia fondamentale per essere più incisivi e risolutivi. Quello che tu, caro Luigi, scrivi a proposito della tua esperienza sui campi di calcio, è semplicemente vergognoso e indegno di un paese civile. A fronte di una incisiva e approfondita strategia preventiva c’è bisogno di una ferma azione repressiva, senza “se” e senza “ma”, in primo luogo da parte nostra. La tolleranza, quando è assimilabile a impotenza, produce inevitabilmente il ripetersi dei problemi e credo ormai necessario che siano coinvolte in maniera allargata anche le Amministrazioni comunali dove questi fatti avvengono. Dobbiamo crescere tutti e tutti insieme e dobbiamo essere in grado di dotarci di quegli anticorpi che ci consentano di bloccare sul nascere fenomeni degenerativi nello Sport, che è e rimane una delle pratiche umane più importanti per assicurare a tutti migliore qualità della vita. Grazie Luigi, a te e a tutti i tuoi colleghi e colleghe, di tutte le discipline sportive, per quello che fate e grazie a tutti gli Sportivi veri, a coloro che credono che sia ancora possibile fare Sport e far fare Sport per una vita migliore. 


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