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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 19 novembre 2017 - Ore 06:12

Il Lecce battuto 4 a 3 dalla capolista Perugia dice addio al primo posto

Il Lecce battuto 4 a 3 dalla capolista Perugia dice addio al primo posto

Lecce - Il big-match con la capolista Perugia non finisce col risultato sperato per il Lecce. I "grifoni" umbri si impongono per 4 a 3 al Via del Mare al termine di una partita divertente e segnata dagli episodi, e consolidano ancor di più il primo posto in classifica, distante per la compagine pugliese dieci punti. Gli umbri, oltretutto, hanno a disposizione una gara in più avendo già osservato il turno di riposo nel girone di ritorno. Il risultato odierno, senz'altro amaro per la squadra salentina, ha quindi un doppio significato: se da un lato i giallorossi si dimostrano una squadra coriacea e in grado di tener testa anche alla prima forza del torneo, dall'altro dopo questa sconfitta il team guidato da Lerda può riporre nel cassetto il sogno di raggiungere la vetta della classifica con conseguente promozione diretta in serie b, per concentrarsi sull'obiettivo play-off.

Il terreno di gioco è appesantito dalle forti piogge cadute nei giorni scorsi. La formazione di casa non presenta novità nell'undici titolare, a parte il rientrante Salvi che sostituisce davanti alla difesa lo squalificato Papini; in attacco, regolarmente in campo il recuperato Miccoli. L'allenatore del Perugia Camplone schiera un offensivo 4-3-3, a cui mister Lerda contrappone il collaudato 4-2-3-1. Gli umbri, che vantano l'attacco finora più prolifico del torneo con 35 reti all'attivo, possono scendere in campo col vantaggio psicologico di chi ha a disposizione due risultati su tre. 

Comincia in salita la gara per Miccoli e compagni. Dopo solo cinque minuti dal fischio d'inizio il Lecce va sotto per un giusto calcio di rigore concesso dall'arbitro per fallo di D'Ambrosio sull'attaccante Fabinho, dopo uno sciagurato retropassaggio sbagliato dallo stesso difensore giallorosso. Sul dischetto si presenta Eusepi, che spiazza Perucchini e porta gli ospiti in vantaggio. La reazione dei giallorossi non si fa attendere e arriva al 12', quando Doumbia colpisce il palo con un secco destro al volo su traversone da destra di Ferreira Pinto. Quattro minuti più tardi, però, i padroni di casa rischiano di subire il raddoppio su azione di contropiede, con Fabinho che si invola verso la porta avversaria su imbeccata di Mazzeo, ma Perucchini si immola in uscita e salva il risultato. Al 26' l'estremo difensore giallorosso, invece, non può nulla sul millimetrico destro di Moscati, che si va ad insaccare sotto l'incrocio dei pali; anche in questo caso l'azione è viziata da un errore in fase di disimpegno della difesa (stavolta è Diniz a sbagliare l'appoggio), col pallone recuperato da Eusepi, autore dell'assist. Alla mezz'ora il Lecce è sotto già di due gol. Le trame offensive degli uomini di mister Lerda stentano a decollare e il prolungato possesso palla a metà campo non sembra avere i giusti sbocchi in avanti. Viceversa, gli umbri in attacco sono sempre pericolosi, come al 38' con un altro destro di Moscati, deviato in angolo da Perucchini. Al 42' un guizzo sulla sinistra di Doumbia rimette in carreggiata i locali: il francese entra in area da sinistra e si procura un calcio di rigore, trasformato da capitan Miccoli. Svantaggio dimezzato e partita riaperta. Il primo tempo si chiude sull'1 a 2.

Nell'intervallo Lerda opta per un doppio cambio che possa dare la giusta carica ai propri ragazzi. Negli spogliatoi rimangono Salvi e Ferreira Pinto per far posto alla punta Beretta e al neoacquisto Barraco. Sostituzioni che si rivelano subito "indovinate". Dopo appena pochi secondi dalla ripresa delle ostilità, infatti, proprio il neoentrato Beretta trova il gol del 2 a 2 con una splendida girata al volo di sinistro, che trafigge l'incolpevole portiere Koprivec. Pareggio agguantato e morale ritrovato per i giallorossi. Passano due minuti e si accende una mischia nei pressi della panchina giallorossa per l'eccessivo nervosismo dimostrato dal terzino perugino Comotto, ma inspiegabilmente a farne le spese è il tecnico Lerda, espulso dal signor Cifelli della sezione di Campobasso. Al 5' il match prende nuovamente una brutta piega per i padroni di casa, che subiscono la terza rete dei biancorossi ospiti con un colpo di testa del centrocampista Nicco, lasciato libero di colpire in piena area su azione da calcio d'angolo. I giallorossi accusano il colpo, ma provano a reagire e vanno vicinissimi al gol al 17' con un colpo di testa di D'Ambrosio, di un soffio a lato e un minuto più tardi con un'acrobazia di Miccoli, che spedisce il pallone di poco sopra la traversa. Anche l'uruguagio Amodio sfiora il pareggio due minuti dopo, quando manca di un nulla l'aggancio in area su suggerimento di Bogliacino. Al 25', però, arriva l'episodio che taglia completamente le gambe ai salentini: D'Ambrosio, già ammonito, commette un inutile fallo nella metà campo avversaria e rimedia il secondo giallo con conseguente espulsione, lasciando i compagni di squadra in dieci. Da quel momento la partita si mette completamente in discesa per la compagine umbra, che affonda nella difesa avversaria con rapidissime e micidiali ripartenze, una delle quali porta al gol il neoentrato Sprocati, a segno con un preciso diagonale destro che si va ad infilare nell'angolino basso. Al 30', il punteggio è di 4 a 2 per i "grifoni". L'incontro potrebbe considerarsi virtualmente concluso, ma il Lecce dimostra grande carattere nell' ultimo quarto d'ora: dapprima trova il gol con Zigoni, subentrato a Miccoli al 28', poi, nonostante l'inferiorità numerica, schiaccia l'avversario nella propria area di rigore, dando dimostrazione di gran cuore ed encomiabile grinta, pur non trovando la rete del pareggio. L'ultima occasione si presenta sui piedi di Amodio, che non riesce a ribadire in rete la respinta corta del portiere umbro su tiro da fuori di Beretta. Il risultato finale è di 4 a 3 per il Perugia.

Si conclude così una gara spumeggiante e ricca di emozioni, da cui il Lecce esce senza dubbio a testa alta, come del resto dimostrano gli applausi nei confronti dei calciatori in maglia giallorossa da parte dei 6284 del Via del Mare. Il campionato dei salentini prosegue con la consapevolezza dei propri mezzi e della propria forza, ma anche nella consapevolezza che la prima posizione in classifica e la promozione diretta sono ormai una missione (quasi) impossibile da raggiungere.

Matteo Sbenaglia


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