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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 13:47

"La B Capovolta" di Sofia Schito per Segnalibro
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"La B Capovolta" di Sofia Schito per Segnalibro

"La B Capovolta" di Sofia Schito per Segnalibro
03 Agosto 2012 - Segnalibro

Lecce - Tra i tanti libri che mi capitano fra le mani e che scelgo di leggere, ha colpito la mia attenzione di "divoratrice di libri" un romanzo d'esordio di una giovane scrittrice salentina, Sofia Schito.
"La B Capovolta" è un racconto, una fiaba quasi, di 134 pagine ma, sin dalle prime, la bravura di questa giovane autrice, originaria di Felline, emerge sapientemente.
L'argomento da lei scelto per il suo primo romanzo, infatti, non è dei più facili.
Sofia ha scelto di raccontare ad una giovanissima fascia d'età, dai 9 ai 13 anni indicativamente, il dramma umano e sociale che è stato l'Olocausto.
La filmografia e la letteratura ci hanno donato grandi opere che ne testimoniano l'atrocità e la crudeltà, ma quasi nessuno aveva prima d'ora immaginato cosa possa essere per un bambino avvicinarsi ad un argomento di tale portata senza un po' di delicatezza e premura. Queste due doti, invece, le ritroviamo ne "La B Capovolta": una sensibilità e un linguaggio semplice, ma curato, che ne fanno un romanzo scorrevole, a metà fra la contemporaneità e la storia.

Il libro non solo narra le vicende di alcuni bambini che vivono l'incubo del campo di concentramento, il loro lungo viaggio verso Auschwitz su un treno merci, l'arrivo nel campo e la vita al suo interno, ma è intervallato da alcuni estratti, i meno cruenti, da "Se questo è un uomo" di Primo Levi. L'intento dell'autrice è proprio quello di far conoscere ai più piccoli l'opera di un uomo che, con la poesia, ha saputo raccontare il capitolo più cupo e nero dell'umanità, vissuto sulla propria pelle e trasmesso ai posteri con grande maestria e sapienza. 

Se l'opera di Levi, però, appare troppo prematura per i ragazzi delle scuole elementari e medie, il libro di Sofia Schito è un ottimo primo passo in direzione di una conoscenza sempre più ampia e matura. 
E' attraverso la conoscenza, infatti, che le nuove generazioni possono apprendere quanto è stato, imparare a vivere senza discriminare, senza diversità e, col tempo, creare un mondo più unito, in cui ciascuno sia libero. 

Non manca, infatti, nell'opera prima di Sofia Schito, un barlume di speranza: "Quella notte, così come tutte le altre, nessuno è venuto a portarci l'acqua e il mattino seguente siamo stati svegliati dalla luce che sembrava ostinarsi a passare attraverso la feritoia, quasi a volerci ricordare che il sole continuava a splendere nonostante tutto".

Marcella Barone
Dario Stefanelli
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Commenti inseriti
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gianni pino - 04/08/2012
...ho avuto il piacere di leggere questo libro.l ho trovato molto piu di un libbro per ragazzi .....inteso ma nello stesso tempo lieve e delicato con una bellissima storia che a tratti rasenta spunti di vera poesia....complimenti


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