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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 16 agosto 2017 - Ore 17:28

Il PC scrive una lettera aperta allo "Stato"

Il PC scrive una lettera aperta allo "Stato"

Lecce - Così dopo l’umiliazione di dover elemosinare il dovuto per mesi ed anni sotto le sedi istituzionali chiedendo a Lei, signor Stato, di mantenere gli impegni presi verso i lavoratori messi in cassa integrazione e privi di lavoro, gli stessi sono stati costretti a “fare il mea culpa” per un gesto (il calpestare la bandiera) che ha suscitato la Sua ira e la Sua disapprovazione.

Lettera aperta allo "stato" da parte del coordinamento provinciale del Partito comunista di Lecce:

"Questi stessi sentimenti, così apprezzabili e nobili, non hanno impedito, però, che per decenni uomini e donne di questa nazione venissero sfruttati e “usati” per il bene ed il profitto non della nazione stessa, ma di un ristretto gruppo di “furbetti” che, dopo aver “depredato” Lei sig. Stato, succhiandoLe risorse pubbliche a più non posso, hanno deciso di lasciare questa nazione “sul lastrico” insieme ai Suoi figli, per andare a fare profitti in altri paesi.

Eppure questi “furbetti” hanno frequentato e continuano a frequentare le Sue stanze, continuano a tramare e a distruggere la Nazione ed il Suo popolo.

Quale colpa è da attribuire ai lavoratori esasperati, disperati, annientati nei loro diritti e nella loro stessa dignità di uomini e donne, quale atroce misfatto è da imputare a loro?

Vilipendio alla bandiera? Vilipendio al tricolore simbolo della resistenza e dell’Italia fondata sulla lotta e l’estremo sacrificio di tanti partigiani che proprio con il loro sangue hanno scritto la Costituzione Italiana, ossatura portante di questa Nazione e anche di
Lei, sig. Stato?

Ma proprio quando si distruggono i pilastri che reggono la Nazione; proprio quando i diritti ed i principi sociali che sono il cuore della nostra Costituzione diventano carta straccia e vengono sistematicamente disattesi; proprio quando gli uomini e le donne di questa Nazione diventano dei giocattoli o semplicemente un costo da tagliare, recidendo così anche la loro dignità di esseri umani e di cittadini; proprio in questi momenti ogni significato dato al tricolore viene ad essere annientato, e ciò che era un segno vivente diventa solo un feticcio vuoto e inutile.

Ed è per questo, sig. Stato, che nessun illecito, nessun reato può essere addebitato a quei lavoratori, nessun sentimento di sdegno può suscitare il loro gesto e questo perché nessun legame esiste oramai tra Lei e quei lavoratori, cittadini, loro sì, di questa Nazione:

Art. 1

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 11

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Il sistematico disconoscimento, la sistematica violazione di questi articoli, fondamento e base imprescindibile della nostra Repubblica, rende nullo anche l’ultimo articolo che chiude la prima parte della nostra Costituzione, quella dei “Principi Fondamentali”:

Art. 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni

Per concludere tutto il nostro sostegno ed appoggio ai lavoratori umiliati e “vessati” due volte: la prima dovendo elemosinare non solo un loro diritto, il lavoro, ma anche il necessario per sfamarsi e sopravvivere; la seconda dovendosi scusare del fatto stesso di elemosinare".

La Redazione


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