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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 18 novembre 2017 - Ore 16:54

Sel risponde alle accuse: "Il comitato ci è stato donato"

Sel risponde alle accuse: "Il comitato ci è stato donato"

Nardò - Il Circolo SEL "noveaprile" di Nardò rimanda al mittente le accuse rivolteli da un sedicente tesserato del PD, in merito alla costituzione di un comitato cittadino a sostegno della candidatura di Nichi Vendola alle primarie del centro-sinistra.

Il comitato in questione ci è stato concesso a titolo gratuito, poichè le nostre poche risorse economiche derivano esclusivamente dall'autofinanziamento interno al circolo, così come avviene ormai da oltre 3 anni.

Risulta davvero indigesto ed esasperato il tentativo di taluni di usare la campagna elettorale come una gara a chi la spara più grossa. 

Le primarie hanno senso se inaugurano una nuova stagione di partecipazione dei cittadini; non servono a costituire l'alibi a chicchessia per screditare e offendere l'operato altrui. 

E' questa bassezza dei comportamenti che rischia di inficiare la contesa democratica.

Invece di abusare in accuse strumentali chi partecipa a questa rincorsa per la leadership del centro-sinistra dovrebbe porre l'accento sui contenuti e sui programmi.

Il tema dell'ospedale che artatamente viene agitato a piè sospinto, aizzando una retorica anti-regione è il segno evidente di un' operazione maldestra di addossare le responsabilità storiche della questione morale delle classi politiche che si sono susseguite unicamente al Presidente Vendola ed al gruppo che lo rappresenta sul territorio cittadino.

Le politiche dei tagli alla sanità effettuate dal governo Berlusconi prima e della "revisione di spesa" del governo Monti poi, hanno determinato un drastico ridimensionamento dei servizi del Sambiasi che lentamente lo hanno portato alla riconversione. Oggi tutte le regioni d'Italia sono in "piano di rientro sanitario" ed effettuano il loro riordino ospedaliero.

La verità è che per molti anni si è considerato gli ospedali, specie nel sud Italia, come un contenitore di voti, come il posto deputato all'accaparramento del consenso per i "padri padroni" della politica (o della malapolitica) locale.

Adesso non è più possibile, in un regime di estreme ristrettezze del fondo sanitario nazionale, immaginare un ospedale per ogni paese e città di una regione.

E' notizia di ieri che il ministero della salute impone alle regioni un ulteriore taglio di 7389 posti letto per un totale di oltre 26000 dal 2009, abbassando il parametro di riferimento da 4,2 a 3,7 per mille abitanti. A rischio chiusura saranno circa 160 ospedali con meno di 120 posti letto.

Noi di SEL stiamo facendo la nostra parte, interloquendo settimanalmente con la regione e nella fattispecie con l'Assessore Attolini per garantire servizi adeguati per un territorio vasto e popolato come il nostro.

Una cosa è certa, il volto della sanità nazionale non sarà più lo stesso, vive una fase di transizione : occorre passare da una stagione di ipertrofia delle strutture sanitarie ( ad esempio il nostro caso 4 ospedali in un raggio di soli 13 Km), ad una stagione di oculatezza di spesa che investa nella cultura della prevenzione e nella medicina territoriale di base.


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