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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 00:41

La bomba degli estimi: dopo l'IMU un'altra batosta in arrivo per i leccesi

La bomba degli estimi: dopo l'IMU un'altra batosta in arrivo per i leccesi

Lecce - Oggi ho tenuto, insieme a Saverio Citraro, una conferenza stampa su una questione complicata e spinosa. Che rischia di dare un colpo ulteriore ai portafoglio dei leccesi, già pesantemente alleggeriti.

Questo è quello che abbiamo detto.

 

La settimana scorsa l'amministrazione Perrone ha deciso l'aumento delle aliquote IMU: una manovra correttiva dei conti pubblici che è costata ai leccesi proprietari di immobili un prelievo aggiuntivo di circa 3.700.000 euro.

Un decisione arrivata dopo l'annuncio elettorale di maggio scorso e l'impegno dell'attuale Sindaco di lasciare inalterate le aliquote ordinarie, poi smentito in sede di bilancio di previsione. L'attuale decisione è stata giustificata come necessaria, inevitabile, dovuta per lo stato di necessità nel quale si trovano tutti i comuni d'Italia a causa del taglio dei trasferimenti statali. E come Lecce costretti ad intervenire sulle aliquote.

Un argomento già contestato e sul quale è inutile ritornare. Tutti si sono fatti un'idea di come stanno realmente le cose.

Oggi, sette giorni dopo ci incarichiamo di rendere nota un'altra brutta notizia per i contribuenti leccesi ancora peggiore di quella precedente. Della quale nessuno o quasi sa e parla; che avrà effetti ulteriormente pesanti sui bilanci famigliari; e che l'Amministrazione Perrone, sempre molto attenta nel comunicare con i cittadini, ben si guarda dal pubblicizzare

Di cosa si tratta?

Partiamo dall'inizio: tutto ha inizio due anni, quando con due delibere del luglio e ottobre 2010 la Giunta Perrone chiede all'Agenzia del Territorio (ai sensi dell'art. 335 della Legge 311/2004) l'attivazione del processo di revisione del classamento delle unità immobiliari private site nelle microzone comunali 1 e 2 (Lecce è divisa in 17 microzone catastali). Si tratta di una decisione molto delicata: perché dietro il termine "micro" si nasconde una realtà molto diversa: che, estesa alle microzone 1 e 2, interessa, di fatto, il 95% di tutto il patrimonio immobiliare urbano.

Vi diamo qualche numero:

parliamo di oltre 23.000 unità nella zona 1 (che comprende tutto il centro storico e tutto il comprensorio di Piazza Mazzini); e oltre 48.000 nella zona 2 (che comprende quasi tutto il resto dell'abitato cittadino e oltre).

Siamo in presenza di un provvedimento certamente legittimo da un punto di vista formale, ma obiettivamente politico: 

basti dire che in questi sette anni solo diciassette comuni in Italia si sono avvalsi di questa norma (estesa solo a porzioni dell'abitato);

basti precisare che in nessuno di questi casi l'impatto è stato così esteso per numero di unità immobiliari interessate.

Non è un atto dovuto. Non è una decisione inevitabile. 

E’ una scelta politica con conseguenze evidenti delle quali ora vi rendiamo edotti.

Prima però è necessaria una breve premessa di chiarimento.

 Le unità immobiliari sono classificate in Categorie (uso abitativo di tipo economico o di tipo civile o villini ecc e uso commerciale ecc);  all’interno di esse troviamo le  Classi che individuano il maggiore o minore apprezzamento all’interno della stessa categoria; nell’ambito di una stessa categoria la classe è quindi un parametro che distingue gli immobili in base al livello delle finiture, alla dotazione dei servizi, all’ampiezza dei vani, alla posizione.

A Lecce gli immobili ad uso abitativo più diffusi sono quelli di categoria A3 (abitazioni di tipo economico) con classe 3 e 4.

L’Agenzia del Territorio ha praticamente concluso il suo compito (avviato sulla base della delibera comunale): per effetto del lavoro di verifica svolto risulterà:

- Le Rendite catastali delle unità immobiliari nella zona 1 (Centro Storico e P.zza Mazzini) vengono tutte aumentate di due classi: l'aumento della rendita è stimabile intorno al 40%;

- Le Rendite catastali delle unità immobiliari presenti nella zona 2 (tutto il resto della città ad esclusione di via vecchia merine, 167B, zona agricola sud-nord-est-ovest, san ligorio, san cataldo, frigole e tutte le marine sino a casalabate, borgo piave, zona industriale, villa convento) vengono tutte aumentate di una classe: in questo caso l'aumento della rendita è invece stimabile intorno al 20%.

Cosa significa? Che per effetto di questo provvedimento, che salvo ripensamenti entrerà in vigore dal 1 gennaio 2013, a Lecce la quasi totalità dei proprietari di immobili si vedranno aumentata d'ufficio la rendita catastale che è la base imponibile ai fini del calcolo della tassazione IMU e IRPEF nonché delle imposte sui trasferimenti immobiliari.

Nella tabella allegata abbiamo fatto qualche simulazione calcolando l'aumento dell'IMU per effetto dell'applicazione del comma 335 su abitazioni di diversa categoria, sita in zona 1 e 2, prima o seconda abitazione. (leggi qui)

Come si può verificare l'aumento percentualmente più rilevante è quello che colpirà le abitazioni popolari in microzona 1 con incremento del 528%. Ma seppur con valori diversi tutti vengono pesantemente colpiti. Con la precisazione che a pagare di più saranno i più deboli.

La rendita catastale si ottiene moltiplicando la tariffa catastale (ricavata da zona categoria e classe) per la consistenza. A sua volta, moltiplicata per 1.05 si ottiene la "rendita catastale rivalutata" che dal 1988 è alla base di tutta l'imposizione immobiliare in Italia.

Dopo l'aumentato prelievo sugli immobili dovuto all'introduzione dell'IMU (che pur lasciando inalterate le Rendite Catastali vigenti aveva di fatto introdotto dei coefficienti di aggiornamento addirittura del 60% con aumenti notevolissimi della base di calcolo e dopo che l'amministrazione comunale ha adottato ulteriori aumenti del coefficiente di prelievo attestandosi sul massimo consentito) un ulteriore stangata viene a cadere sui soli leccesi a partire dal 2013: l'aumento pressoché generalizzato della rendita catastale che determinerà un inasprimento del prelievo IMU e IRPEF di un ulteriore 40% che va ad aggiungersi agli aumenti precedenti.

Questo il regalo che rischiamo di trovare sotto l'albero.

E' possibile rimediare ad un provvedimento che impoverisce pericolosamente le famiglie leccesi?

E' possibile fermare questo treno in corsa?

E' quello che chiediamo all'amministrazione Perrone.

Ci sono più ragioni che giustificano un ripensamento:

1. L'introduzione dell'IMU successiva alla delibera di giunta che già grava pesantemente come tassazione sugli immobili;

2. La circostanza che a Lecce intervenire formalmente sulle microzone 1 e 2 rispetto alle diciassette esistenti, significa di fatto colpire l'intero patrimonio immobiliare vanificando il richiamato principio dell'equità, anzi, creando ulteriori sperequazioni all'interno del territorio comunale e un danno enorme solo per i cittadini leccesi rispetto a tutto il territorio nazionale;

3. Il succedersi nel corso di questi ultimi anni di una serie di iniziative di recupero dell'evasione ( segnalazione al catasto delle situazioni non conformi mediante affidamento SOGET, censimento dei fabbricati fantasma, segnalazioni al catasto dei classamenti da rivedere poiché non conformi) che hanno già assicurato l'emersione di una situazione di fatto diversa da quella risultante sui dati catastali del 2004 su cui s'è basato il lavoro svolto dall'agenzia del territorio.

Per questa ragione Lecce Bene Comune presenta una mozione urgente per chiedere al Sindaco di prendere tutte le iniziative possibili per una revoca della delibera in oggetto e per la neutralizzazione degli eventuali effetti

Ci auguriamo di venire ascoltati e di non essere giunti troppo tardi per rimediare ai disastri che deriverebbero di una decisione improvvida.


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