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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 07:58

Lecce si candida città pilota per il Distretto Famiglia

Lecce si candida città pilota per il Distretto Famiglia

Lecce -

Lecce si candida come città pilota per il Distretto Famiglia. Grazie al Distretto Famiglia il territorio comunale sarà in grado di fornire servizi, incentivi e interventi rispondenti alle aspettative e ai bisogni delle famiglie, coinvolgendo più soggetti e catalizzando significative risorse economiche.

Il Distretto Famiglia propone un modello di approccio politico già sperimentato e o in fase di sperimentazione che mira allo sviluppo globale di un territorio. 

I dettagli del progetto sono stati esposti nei gironi scorsi a Bari in occasione di un seminario sul Distretto Famiglia e sul Gemellaggio con la Provincia Autonoma di Trento (Programma AGIRE POR) nel quale ha relazionato Luciano Malfer, dirigente della Provincia di Trento. Uno scenario e un percorso che verrà condiviso anche dal Comune di Lecce.

In base all'esperienza proposta, la ricostruzione del nuovo modello di welfare dovrà prosi l’obiettivo di ricercare percorsi virtuosi  e innovativi, di protezione e promozione sociale e familiare, idonei a garantire la sostenibilità dei costi e divenire volano di sviluppo.

Secondo tale logica il Distretto famiglia risulta strategico poiché catalizza, con una modalità altamente innovativa,  l’attenzione di tutti gli operatori del territorio.  Il Distretto diventa, dunque, una dimensione che aggrega attori e risorse che condividono il fine comune di accrescere sul territorio il benessere familiare e che consente, tramite il rafforzamento delle relazioni, di generare altre risorse sia economiche che sociali.       

Il Distretto Famiglia si caratterizza come circuito economico e culturale, a base locale, all’interno del quale politiche differenti e, conseguentemente, attori diversi per

ambiti di attività e finalità, operano con l'obiettivo di promuovere e valorizzare il

benessere familiare.                                                 

Numerosi gli obiettivi che il Distretto Famiglia riesce a centrare. Consente alle famiglie di esercitare con consapevolezza le proprie funzioni fondamentali e creare benessere familiare, coesione e capitale sociale; alle organizzazioni pubbliche e private di offrire servizi, anche di carattere turistico, e interventi qualitativamente aderenti alle esigenze e aspettative delle famiglie residenti ed accrescere l'attrattività territoriale contribuendo allo sviluppo locale. Consente, inoltre, di qualificare il territorio come laboratorio strategico nel quale si sperimentano e si integrano le politiche pubbliche, si confrontano e si rilanciano le culture amministrative,  si rinnovano i modelli organizzativi in una dimensione di incontro e confronto allargato.

Il distretto opera, quindi, sul territorio secondo :la logica della “ragnatela” sensibilizzando attori molto diversi a orientare o riorientare prodotto o servizi sul
benessere delle famiglie di una data realtà locale.   

Il distretto famiglia assume la valenza di territorio amico della famiglia che genera capitale di relazioni e capitale economico uscendo dagli schemi tradizionali di pensare alla politica sociale solo in termini dì risorse in bilancio.


L'obiettivo è quello di definite e sviluppare un modello dj responsabilità territoriale

in linea con gli indirizzi politici europei e nazionali e, parallelamente, capace di dare

valore e significato ai punti di forza del sistema territoriale locale.

Puntare sulle politiche per la famiglia significa ragionare in termini di investimenti sociali strategici che sostengono lo sviluppo del sistema economico locale, creando una rete di servizi tra le diverse realtà presenti sul territorio.

Luciano Malfer ha poi descritto il percorso che ha portato la Provincia di Trento ad adottare

il Marchio "Family" che connota le organizzazioni che aderiscono all’impostazione

descritta di fare politica familiari. Nel corso dell'incontro, Francesca Zampano, funzionaria regionale, ha relazionato sul progetto di Gemellaggio tra la Regione Puglia e la Provincia di Trento sulle politiche familiari. Con il trasferimento di buone pratiche nell'ambito del progetto di gemellaggio, si intendono realizzare i Distretti Famiglia creati ed in corsole di avvio in Trentino, sulla base dell'esperienza descritta dal dottor Malfer.

E’ stato proprio in questa sede di dibattito e confronto sul nuovo modello di intendere e fare politiche familiari che l'assessore alle Politiche Sociale del  Comune di Lecce, Carmen Tessitore,   ha  proposto   la   candidatura  di  Lecce   come città pilota per il  Distretto Famiglia.  Il progetto sarà al centro di un consiglio comunale  monotematico in programma il 30 ottobre. Saranno questi i primi passi per giungere alla costituzione dell’Alleanza Locale per la Famiglia.

L’obiettivo, infatti, è quello di individuare - attraverso un percorso di concertazione partecipata con gli Enti e le realtà più rappresentative del territorio -  soluzioni concrete, sinergiche e operative per le famiglie che vivono un momento di grande disagio e sofferenza.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina nella sala giunta di Palazzo Carafa. Il progetto sarà al centro di un consiglio comunale monotematico in programma il 30 ottobre. All’incontro con i giornalisti hanno preso parte il sindaco Paolo Perrone, il vicesindaco con delega alle Politiche Sociali, Carmen Tessitore, la dirigente del settore Politiche Sociali, Annamaria Perulli e l’assistente sociale Rosanna Mungelli.

 


 


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