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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 16:57

Melica: “Ostello della gioventù, una tegola per Lupiae e turismo”

Melica: “Ostello della gioventù, una tegola per Lupiae e turismo”

Lecce - «La commissione consiliare Controllo tenutasi stamattina ha fatto finalmente chiarezza, attraverso le parole del direttore della Lupiae servizi Pietro Scrimieri, sulle ragioni per le quali l’Ostello della gioventù di San Cataldo è praticamente rimasto chiuso durante l’estate appena trascorsa.

Sono due gli ordini di riflessioni da fare in merito.

La prima è che ancora una volta è la Lupiae a pagare le conseguenze per l’incapacità del Comune di affrontare le emergenze. L’Ostello è infatti affidato alla gestione della Lupiae, che ne incassa gli introiti e deve provvedere all’erogazione dei servizi al suo interno. Quest’estate, però, l’Ostello ha ospitato diverse famiglie di senzatetto, che hanno materialmente impedito alla struttura di svolgere la sua funzione principale, ossia di accogliere il turismo giovanile a basso costo. La mancanza di introiti ha impedito di compensare parzialmente le spese sostenute dal 2008 a oggi, per la ristrutturazione degli immobili e per il ripristino del buono stato degli stessi, lasciati nel degrado dalle famiglie senza casa. Un ulteriore danno alla Lupiae, dunque, nel momento in cui la stessa sta mettendo il personale in cassa integrazione e sta per licenziare una buona parte dei suoi dipendenti.

Altrettanto importante è la valenza turistica che l’Ostello potrebbe ricoprire, al di là dei mesi estivi. Provo a lanciare un’idea: l’Ostello potrebbe ospitare gli studenti universitari stranieri, ogni volta che si organizzano eventi formativi, coem a esempio le summer school. Il tutto dovrebbe accadere attraverso un rapporto più stretto Comune-Ateneo, i cui dipartimenti abbiano fondi ad hoc.

Ma le considerazioni degli operatori del settore comparse in questi giorni sugli organi di stampa dimostrano che questo salto di qualità nel turismo stenta ad entrare nelle teste.

Spero che la crisi sia da stimolo per sviluppare idee idonee a trasformare Lecce dalla città del “mordi e fuggi” a meta turistica in modo stabile. Qualcosa si muove, ma si deve andare oltre per puntare realmente sul turismo, come tutti dicono e come pochi indicano su come farlo. Certo, se lo si destinerà ad altro, sarà l’ennesima sconfitta per San Cataldo e quindi le marine leccesi e per il turismo giovanile più in generale».


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