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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 22 agosto 2017 - Ore 05:43

Partito Comunista: "Solidarietà ai lavoratori stagionali delle Terme"

Partito Comunista: "Solidarietà ai lavoratori stagionali delle Terme"

Santa Cesarea Terme - Il Coordinamento Provinciale del Partito Comunista esprime la propria piena solidarietà ai lavoratori stagionali impiegati presso le Terme di Santa Cesarea "che ieri hanno presidiato per tutto il giorno la sede amministrativa dell’azienda rivendicando fortemente il loro diritto al lavoro".

"E mentre i lavoratori in questione manifestavano sotto il sole cocente davanti i cancelli della società, all’interno continuava, senza soluzione di continuità come oramai succede da un quinquennio a questa parte, la guerra di potere per il controllo delle Terme tra la Regione Puglia (socio di maggioranza con il 51%) e il Comune di Santa Cesarea Terme (socio di minoranza con il 49%), spalleggiato dalla Provincia di Lecce", continua la sezione del Partito, "Guerra di potere che si è protratta anche durante l’incontro serale in cui i lavoratori ed i sindacati si sono incontrati con il vicepresidente della Regione Puglia, Loredana Capone".

Questa guerra di potere ha, secondo il Coordinamento "come scopo la gestione del processo di privatizzazione delle Terme spa (unico punto su cui sembrano convergere le volontà dei due enti pubblici), con i relativi “vantaggi” che questa gestione comporterebbe.
Noi siamo fermamente contrari ad ogni azione di privatizzazione di un “gioiello pubblico” come le Terme di Santa Cesarea spa e chiediamo ai lavoratori di lottare affinchè restino in mano pubblica, non lasciandosi abbindolare dal “mondo di bengodi” che ha illustrato ieri sera il vicepresidente Capone nella sua “arringa” pro privatizzazione.
Solo l’investimento e la gestione pubblica dell’azienda, infatti, garantirebbe uno sviluppo della struttura coerente e integrato con il territorio ed ai lavoratori un lavoro, sia a livello quantitativo che qualitativo, dignitoso".

"Infatti unica preoccupazione di un investitore privato sarebbe quella di massimizzare i profitti abbattendo e tagliandi i costi lì dove si può: il primo a cadere sotto la scure sarebbe il costo del personale, attingendo a “bacini occupazionali” a più buon mercato rispetto a quelli rappresentati dalla manodopera e dalle professionalità presenti sul territorio.
D’altronde se questo è stato già previsto nel piano industriale e di rientro del debito del vecchio cda delle Terme (lo stesso che ha portato al disastro finanziario l’azienda con una gestione “spericolata” e senza criterio, ricevendo come “punizione” da parte dell’azionista di maggioranza, la Regione, il rinnovo della carica al Presidente uscente!!!!!), come si può pensare che non lo faccia un privato che ha nel profitto il solo obiettivo?".


La Redazione


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