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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 18 novembre 2017 - Ore 09:30

Vaglio: "Basta con l’assurdità della politica disumana"

Vaglio: "Basta con l’assurdità della politica disumana"

Nardò - "Ci sono giornate esemplari dove l’assurdità della politica appare ancora più assurda del solito. Oggi mi sembra un giorno di questi, e a ricordarmelo spira anche un teso vento di tramontana con il suo carico venefico, dritto dall’ILVA, quasi a monito beffardo dei limiti, infranti e superati in dispregio della vita e della ragione umana". Sono queste le parole con cui Bruno Vaglio, del Movimento cinque Stelle Nardò, interviene sul caso Ilva.

"Mentre si infuoca la polemica tra i pro e i contro la chiusura dell’acciaieria più grande d’Europa, da questo giardino della Puglia, quale è il Salento, apparentemente incontaminato e lontano dagli effetti delle industrializzazioni pesanti, avverto un sentimento di surreale sospensione di colui che vive la contraddizione di una terra forse più bella che sana. Le malattie collegate con la contaminazione ambientale sono in allarmante crescita anche tra i “lontani” salentini. Qualcuno dirà che è il prezzo inevitabile dello sviluppo, ma anche questo è un argomento ormai stanco, che non mi sollecita una grande capacità di visione da chi lo esprime, specie se politico".

"Mi viene quasi da pensare - continua - che dopo la Costituzione (sempre più carta di ideali irrealizzati) in questa nostra Italia, non si sia fatta più vera politica, ma ci si sia limitati solo ad amministrare (e sappiamo anche come!) il migliore dei mondi possibili, in un puerile, quanto interessato, rispecchiamento conveniente della realtà. E cosi di decennio in decennio, siamo giunti stremati ai giorni nostri nelle condizioni che vediamo tutti, dove in un assurdo cannibalismo del virtuale sul reale, la finanza divora l’economia, e l’economia l’ecologia, in un paradosso logico disumano e contro natura!"

"Al centro della politica, anziché l’ambiente e la biosfera di cui l’uomo è parte, incombe il grande profitto per pochi e… una diffusa ricchezza di briciole miste a veleno per un intero popolo tenuto sapientemente contento davanti ai televisori. Vorrei che qualcuno mi dicesse – possibilmente senza la solita facile indignazione - se questa è politica! Io vedo solo un triste pulviscolo di tattiche di bottega e mai una strategia che metta in ordine la vera importanza delle cose a partire da una piena inviolabilità della vita. Invece qui si misura ancora col righello della miseria fanatica e bigotta. Sentire i politici che si dicono strenui difensori della vita (come per il caso Englaro!), continuare a sottovalutare il documentato problema della salute di un intero popolo è un altro assurdo logico non commentabile oltre!"

"La stessa mentalità politica (priva di capacità critica) che ha mal industrializzato un territorio, oggi pensa ancora di dover dire – oltre tempo massimo - qualcosa di sensato a un popolo (che non è solo quello tarantino) che prima ancora che posti di lavoro vorrebbe salvata almeno l’umanità che, con le sue universali e imperiture prerogative, è forse l’ultima opportunità per uscire da tanto prolungato sonno della ragione. Questo modello di industrializzazione ha contribuito ad una sorta di desertificazione culturale alla base delle reti socioeconomiche sane espresse dalla coevoluzione di un popolo nel suo territorio. In questo senso, Taranto, credo che complessivamente ci abbia rimesso, oltre che in termini di salubrità ambientale, anche sotto il profilo di un vero progresso socioeconomico basato sulle attività artigianali, di pesca e di agricoltura, sui mestieri, sulle conoscenze locali e su una innovazione legata alle potenzialità del luogo".

"Ma è chiaro che l’acciaio - Conclude Vaglio - è un argomento globale e complesso che riguarda le dinamiche macroeconomiche del pianeta intero essendo una di quelle irrinunciabili materie che di più hanno trasformato il mondo. Però con un minimo di dietrologia potremmo dire che lo stabilimento si doveva dislocare meglio e lontano da un così popoloso centro urbano.
Tornino dunque i politici e tutti gli uomini di buona volontà a essere, oltre che pienamente consapevoli (e critici) della realtà, anche semplicemente più umani e tutto col tempo potrà tornare a vivere. E non sarà forse che andavano ascoltati di più anche i filosofi (che pure non sono mancati nella storia italica), considerati da sempre solo malaugurati profeti di sventura e portatori di fame e malattie che invece proprio i politici hanno pienamente realizzato?"

Azzurra Monaco


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Commenti inseriti
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carlo de michele - 07/12/2012
Errata Corrige: La bella mente a cui mi riferisco è quella di Bruno Vaglio
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Carlo de Michele - 07/12/2012
E' un'analisi intelligente, umana e colta che può essere presa come base di una nuova costruzione ideale indispensabile per qualsiasi costruzione politica basata su una visone del mondo complessiva. La attuale politica è fallita perchè ha smesso di far viaggiare insieme ricerca e organizzazione del reale. Il valore dll'amministrazione e dell' ordine è data solo dal suo senso umano e non dal profitto che genera. Essa no può che sposarsi alla violenza ed a credenze che annichiliscono le singole capacità di pensiero.
Peccato che belle menti come quella di Antonio saranno chiamate solo quando sarà necessario ricostruire, quando non cisarà più nulla da rubare, quando sarà necessario essere ricchi di intelligenza umana per inventare un nuovo!


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