"Sala del regno", i dubbi e le perplessità dei tavianesi
Taviano - È di quasi due settimane fa la notizia che vuole l’individuazione, da parte della giunta comunale, presso la zona industriale di Taviano, di un’area da destinare al Culto della Congregazione dei testimoni di Geova.
“Abbiamo aspettato due settimane” – commenta in una nota diffusa in rete il responsabile cittadino del movimento politico Forza Nuova, Roberto Olimpio – “prima di prendere ufficialmente una posizione a riguardo. Procedendo in punta di piedi nel commentare questa scelta dell’amministrazione comunale, vogliamo sollevare solo qualche dubbio e perplessità”.
“Innanzitutto” – continua Olimpio – “siamo subito rimasti perplessi dal fatto che questo tipo di decisione sia stata presa senza la voglia di tastare prima la volontà dei Tavianesi. Infatti,senza il bisogno di creare sterili polemiche o inutili dibattiti pubblici, infiniti sono oggi i modi di captare gli animi e le volontà della comunità che si amministra e/o si governa”.
“Inoltre non capiamo come si possa destinare al Culto di una qualsiasi Congregazione religiosa parte del terreno destinato, come anche specificato nel piano regolatore, all’insediamento degli impianti produttivi e non religiosi. Qualora si dovesse addirittura pensare di modificare il piano regolatore pur di perseverare in questa scelta, ci sorge il dubbio che possano gravitare interessi diversi dal semplice garantire pari opportunità a tutti i cittadini senza il bisogno di fare distinzioni in base, come ad esempio in questo caso, al culto religioso professato. Il dubbio aumenta se consideriamo che la “Sala del Regno” che dovrebbe sorgere sarà utilizzata da una comunità di appena 150 testimoni di Geova residenti tra Taviano, Alliste, Racale e Melissano, a fronte di ben 2000 metri quadrati di cui si priverà il nostro Comune”.
“Un ultima perplessità” – conclude Olimpio – “riguarda come mai proprio il vicesindaco, nonché assessore all’Urbanistica, abbia votato contro questa delibera della Giunta comunale”.
Aspettiamo sviluppi ed, eventualmente, risposte.
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Strano modo di professare la loro cristianità.
Colpisce l'ignoranza di certuni che confondono gli enti legali usati da una religione con la religione stessa. Come a dire che le case editrici San Paolo (paoline), Dehoniane, S.E.I. e così via sono la stessa cosa che la chiesa cattolica. Se così fosse, non vedo la differenza tra TdG/wt e gli altri. Per l'operare nel sociale, si guardi ai risultati veri e non agli strombazzamenti di ciò che si fa per farsi notare. Ricordate: Gesù disse di non far sapere alla manodx ciò che di bene fa la sx. giorgio eccel
Leggo sulla stampa locale la richiesta rivolta al sindaco di Taviano dal vescovo di Nardò-Gallipoli per dotare le nuove zone abitate di una terza parrocchia.
Questa la risposta del sindaco: "Il proposito della diocesi non può che trovare il conforto, la partecipazione, la condivisione di tutta l'Amministrazione che riconosce il bisogno di un ulteriore apporto pastorale alla collettività... e la necessità di dotare il territorio di servizi connessi agli edifici parrocchiali, di alta valenza sociale, come oratori e mense sociali per i più bisognosi, ma storicamente mancanti".
Il primo cittadino che ha già allertato i suoi tecnici, non dovrebbe confondere o sorvolare sulle dirette e diverse competenze dell'ambito civico e quello confessionale.
Non dovrebbe sfuggirgli che sugli oratori provvede la Regione, mentre per i bisognosi ha da attivarsi l'ente locale, senza addurre penuria di risorse, in seguito da reperire per il sostegno indiretto alle mense di carità.
Il Comune è tenuto solo ad erogare, ma ora non più obbligatoriamente, per la costruzione o riparazione di chiese e pertinenze il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria che il cittadino versa al ritiro di una concessione edilizia, come previsto dalla legge regionale n.4/1994.
Vi sono previsti anche altri obblighi per i responsabili comunali ed ecclesiastici, relativamente alle modalità di erogazione delle somme, di controllo o recupero o riparto delle stesse, in presenza di più richieste.
Da verificare, nelle sedi competenti, soprattutto le modalità di alienazione, mai gratuita, di terreno per le chiese.
Il divieto viene aggirato deliberando una vendita fittizia, "a prezzo simbolico", causando un danno erariale, una perdita per la redditività del patrimonio comunale.
Capita così, come avvenuto nel 2010 a Galatina, che il suolo, in pregiata zona residenziale sia stato venduto al prezzo di un euro a metro quadro, e non secondo il valore di mercato.
Molti amministratori si dimostrano più sensibili a potenziare i servizi per gli "apporti pastorali", anziché quelli comunali o pubblici destinati ad una collettivià di credenti e non credenti.
Non è più sostenibile che vengano delegati alle parrocchie, perché "storicamente mancanti".
Leggo sulla stampa locale la richiesta rivolta al sindaco di Taviano dal vescovo di Nardò-Gallipoli per dotare le nuove zone abitate di una terza parrocchia.
Questa la risposta del sindaco: "Il proposito della diocesi non può che trovare il conforto, la partecipazione, la condivisione di tutta l'Amministrazione che riconosce il bisogno di un ulteriore apporto pastorale alla collettività... e la necessità di dotare il territorio di servizi connessi agli edifici parrocchiali, di alta valenza sociale, come oratori e mense sociali per i più bisognosi, ma storicamente mancanti".
Il primo cittadino che ha già allertato i suoi tecnici, non dovrebbe confondere o sorvolare sulle dirette e diverse competenze dell'ambito civico e quello confessionale.
Non dovrebbe sfuggirgli che sugli oratori provvede la Regione, mentre per i bisognosi ha da attivarsi l'ente locale, senza addurre penuria di risorse, in seguito da reperire per il sostegno indiretto alle mense di carità.
Il Comune è tenuto solo ad erogare, ma ora non più obbligatoriamente, per la costruzione o riparazione di chiese e pertinenze il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria che il cittadino versa al ritiro di una concessione edilizia, come previsto dalla legge regionale n.4/1994.
Vi sono previsti anche altri obblighi per i responsabili comunali ed ecclesiastici, relativamente alle modalità di erogazione delle somme, di controllo o recupero o riparto delle stesse, in presenza di più richieste.
Da verificare, nelle sedi competenti, soprattutto le modalità di alienazione, mai gratuita, di terreno per le chiese.
Il divieto viene aggirato deliberando una vendita fittizia, "a prezzo simbolico", causando un danno erariale, una perdita per la redditività del patrimonio comunale.
Capita così, come avvenuto nel 2010 a Galatina, che il suolo, in pregiata zona residenziale sia stato venduto al prezzo di un euro a metro quadro, e non secondo il valore di mercato.
Molti amministratori si dimostrano più sensibili a potenziare i servizi per gli "apporti pastorali", anziché quelli comunali o pubblici destinati ad una collettivià di credenti e non credenti.
Non è più sostenibile che vengano delegati alle parrocchie, perché "storicamente mancanti".
Inoltre la "sala del regno" sarà di proprietà non dei locali testimoni di Geova di Taviano, ma della romana Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova in pratica una succursale dell'americana Watchtower Society.
Con questi momenti di crisi credo che l'amministrazione comunale di Taviano, così come qualsiasi altra amministrazione, faccia bene a pensare al bene di tutti i cittadini incrementando le aree di sviluppo e di lavoro. Se proprio si vuole dare aiuto nel sociale e in opere benefiche ci sono tante associazioni di volontariato e beneficenza che hanno bisogni di strutture e spazi adatti. La congregazione dei Testimoni di Geova non opera nel sociale, non gestisce mense per i poveri, non gestisce ospedali o case di cure. La sola beneficenza che fanno, la fanno a se stessi e i loro adepti durante le calamità.