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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 24 novembre 2017 - Ore 01:15

Salvemini: "Le acque del Parco di Belloluogo sono inquinate"

Salvemini: "Le acque del Parco di Belloluogo sono inquinate"

Lecce - Questa mattina, alle ore 11.00, presso il comitato di via Nazauro Sauro, Carlo Salvemini ha indetto una conferenza stampa per parlare del Parco di Belloluogo.
Secondo l'esponente del Sel le acque non sono così pulite come il sindaco Perrone ha dichiarato pubblicamente, in risposta ad una sua conferenza di circa un mese fa, bensì, come Salvemini aveva già detto, sarebbero inquinate.
A sostegno della sua tesi, anche il verdetto della Procura.

Salvemini, nella conferenza stampa che aveva originato la discussione, aveva asserito che il Parco era affetto da un grave inquinamento, ignoto ai più, e aveva rivolto all'amministrazione l'invito ad intervenire affinché fosse evitato l'utilizzo dell'acqua di falda per innaffiare, a causa di concentrazioni di MTBE (sostanza cancerogena).
Il rieletto sindaco di Lecce, però, ha risposto con un'altra conferenza, affermando: "Sono molto amareggiato per la conferenza organizzata senza addurre alcun dato di carattere tecnico e scientifico, frutto di cavilli alimentate da un fervore di campagna elettorale".

Terminata la campagna elettorale, l'esponente del Sel ha controbattuto al Sindaco: "I dati da me riportati sono quelli contenuti nelle 185 pagine della consulenza tecnica Sanna/Grego consegnata alla Procura della Repubblica di Lecce. Noi abbiamo fatto le analisi sull'acqua che viene utilizzata per irrorare il prato e le piante e sono risultate negative, perché rispondono ai criteri imposti dalla legge. Qui siamo all'inverosimile. Il Comune, parte offesa in un procedimento penale, incarica una società privata di procedere ad un esame delle acque di falda del Parco volutamente ignorando le conclusioni delle perizie contenute in atti e svolte sempre da ASL e ARPA. A voler prendere le distanze da quanto disposto dalla Procura della Repubblica. E così il Sindaco rende pubblico gli esiti di un laboratorio che ha svolto gli esami. Un certificato di analisi privo della validazione dell'ARPA, che non precisa quale falda è stata controllata, né quale pozzo di emungimento controllato. Insomma: pur di non adottare un semplicissimo provvedimento precauzionale, quello di non irrorare il parco attingendo dalla falda fino a quando l'intera area non sarà bonificata, perché questo suggeriscono consulenti tecnici, ASL, ARPA e Procura della Repubblica, il sindaco Perrone, parte offesa in un procedimento penale di avvelenamento ambientale e attentato alla salute pubblica, commissiona un esame delle acque ad un società privata che si rivela non solo inutile ma anche incompleto".

"Dovrebbe emettere un’altra ordinanza che interdice l’uso delle acque del parco e presentare in giunta la richiesta del comune di costituirsi parte civile al processo", ha infine dichiarato Salvemini.

Marcella Barone


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