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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 01:42

La Giovane Italia ricorda i due marò arrestati in India

La Giovane Italia ricorda i due marò arrestati in India

Copertino - In occasione della Festa della Repubblica, La Giovane Italia di Copertino, ricorda Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i Marò Italiani, arrestati con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani lo scorso febbraio.

"Salviamo i nostri marò, facciamoli processare in Italia"è il testo del manifesto che questa mattina, i militanti del movimento giovanile del Pdl, hanno esposto sulla facciata di un palazzo in Piazza Umberto I, a cui è seguita la distribuzione di centinaia di fiocchetti gialli, simbolo di solidarietà ai marò, a quanti hanno preso parte alla manifestazione organizzata dall'Amministrazione Comunale di Copertino, con la collaborazione delle sezioni locali dell'Associazione Nazionale Polizia di Stato, dell'Associazione Nazionale Carabinieri e dell'Associazione Arma Aeronautica, e la pertecipazione degli studenti.


"Nella vicenda che coinvolge i marò italiani un dato fondamentale, - afferma il dirigente provinciale e referente cittadino della Giovane Italia Giuseppe Pede - non può essere tralasciato: la violazione da parte dell’India delle norme vigenti del diritto internazionale. L’India sembra aver dimenticato che nel diritto internazionale consuetudinario vige il principio dell’immunità funzionale, una regola antichissima in quanto risalente al lontano ’700. I due marò hanno agito nell’ambito di una funzione ufficiale per conto dello Stato italiano, adempiendo la missione anti-pirateria prevista dalla legge italiana e autorizzata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Pertanto gli atti di un organo dello Stato connessi all’esercizio delle funzioni vanno imputati allo Stato e non alle persone che li hanno commessi. Quindi un eventuale illecito va direttamente imputato all’Italia nell’ambito del diritto internazionale e non al soldato nell’ambito del diritto penale indiano".

"A questo punto è auspicabile che l’Italia - continua Pede - adotti delle contromisure atte a salvaguardare oltre che i nostri due valorosi connazionali, anche l’incisività e l’efficacia della lotta anti-pirateria, missione che rischia di subire un duro colpo a seguito di tale vicenda".

"Non è ammissibile quanto sta accadendo, soprattutto perché l’Italia ha sempre applicato correttamente il diritto internazionale, malgrado ciò abbia spesso comportato dure reazione da parte dell’opinione pubblica. Un esempio è costituito dalla vicenda Calipari e dal caccia americano in volo a bassa quota che fece precipitare la funivia del Cermis. Essendo un illecito internazionale - conclude il Presidente Provinciale - chiediamo che l’Italia adotti le diverse contromisure attuabili: il congelamento dei trattati, l’interruzione dei rapporti diplomatici, la richiesta di apertura di una commissione di inchiesta o di arbitrato, il ricorso al Consiglio di Sicurezza dell’Onu".

Azzurra Monaco


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