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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 18 novembre 2017 - Ore 05:49

Fischi all'Inno Nazionale e astensionismo, il pensiero della Politica

Fischi all'Inno Nazionale e astensionismo, il pensiero della Politica

Lecce - I fischi all'Inno Nazionale, in occasione del pre partita della finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli (conclusasi con la vittoria dei partenopei), hanno dato il via ad un acceso dibattito: è giusto manifestare il proprio disappunto fischiando il nostro inno? Tale azione di protesta è direttamente collegata all'alto tasso di astensionismo registrato in occasione dei recenti ballottaggi?

Abbiamo posto tali quesiti ad alcuni esponenti politici del nostro territorio:

Paolo Pagliaro, Movimento Regione Salento: "Fischiare l'inno è sicuramente un gesto da condannare. Ciò però è segno di un malcontento diffuso, un gesto di protesta dei cittadini italiani che deve far riflettere. Stesso discorso vale per il dato, preoccupante, relativo all'astensionismo. In tal senso, però, va detto che Lecce rappresenta un modello virtuoso: i nostri cittadini conoscono bene il significato della parola partecipazione, come dimostrano le primarie del centrodestra e del centrosinistra che hanno coinvolto un notevole numero di persone".

On. Antonio Rotundo, PD: "I fischi all'inno sono una manifestazione in risposta alla crisi che ha colpito il nostro Paese. Sicuramente è un gesto da condannare, ma la Politica non può non tenere conto di tali clamorosi gesti di protesta. Occorre dare delle risposte alla gente: una di queste potrebbe essere la rinuncia, da parte dei partiti, al finanziamento pubblico. Si potrebbe, e si dovrebbe anche riformulare la legge elettorale. Non so se i fischi siano direttamente collegati al dato relativo all'astensionismo, ma di sicuro la scelta di non recarsi alle urne per esercitare il proprio diritto è un gesto di protesta. Ripeto, occorre dare risposte serie al Paese".

On. Salvatore Ruggeri, UDC: "Credo che il dato riguardante l'astensionismo non sia direttamente riconducibile ai fischi all'inno nazionale. I fischi mi hanno ferito in modo particolare, perché venivamo da un giorno particolarmente triste. E' un gesto che lascia perplessi. Evidentemente l'insofferenza dei cittadini ha toccato il massimo livello di sopportazione. La Politica deve trovare un antidoto credibile: la riforma elettorale, o il ridimensionamento dei parlamentari potrebbe dare nuova linfa alla fiducia nelle istituzioni".

Michele Rizzi, Alternativa Comunista:" Gli effetti della crisi economica che vengono fatti pagare ai lavoratori e alla piccola borghesia, ormai anch'essa impoverita, spingono ad una forte repulsione nei confronti della politica borghese, espressa nelle coalizioni che sostengono il Governo Monti. Le contestazioni al ministro Profumo a Brindisi dopo la manifestazione di sabato, quella a Monti nelle città emiliane, persino i fischi all'inno nazionale durante la finale di coppa Italia, danno il senso di questa avversione che si sta sviluppando ormai da mesi. Gli stessi ballottaggi, al di là dei risultati numerici dei contendenti, danno percentuali altissime di astenuti. L'obiettivo, dal punto di vista di Alternativa comunista, è quello anche qui in Puglia di dare una rappresentanza politica a chi subisce di più la crisi, lavoratori, precari e disoccupati, oltre i Poli borghesi di centrosinistra e centrodestra e il qualunquismo reazionario di Grillo o simili. Adesso, è ancora più urgente".

Sabino Sgarro, Movimento Cinque Stelle:" Ormai queste sono reazioni incontrollate che rischiano di esplodere. Credo che i fischi non siano stati indirizzati all'inno, ma a chi rappresenta la classe politica del nostro Paese. Tali atteggiamenti, così come l'astensionismo, sono la risposta ad un modo di fare politica che ormai non è più tollerato dai cittadini".

Dario Stefanelli


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Maurizio - 22/05/2012
Vediamo un pò, un ministro della repubblica italiana (mai come in questo caso il minuscolo è appropriato, anche per la repubblica che un ministro del genere l'ha tollerato..) non secoli fa ma appena qualche annetto fa, invitava a fare un certo uso del tricolore..inoltre.ricordava al colto e all'inclita che un proiettile costava appena 300 lire, un altro ministro - di maggior spessore intellettuale - esprimeva simpatici giudizi su Napoli e Caserta, e fermiamoci qui, ma di esempi se ne potrebbero fare a centinaia.
Spostandoci al settore meramente sportivo, come nel caso che si considera, normalmente il Napoli e i suoi tifosi è oggetto di insulti di una beceraggine pari solo all'ignoranza di chi li esprime....vogliamo almeno riconoscere l'attenuante della provocazione grave e continuata se alla fine si sfogano fischiando una caricaturale interpretazione dell'inno?


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