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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 21 agosto 2017 - Ore 00:51

Buccoliero commenta la situazione del carcere leccese

Buccoliero commenta la situazione del carcere leccese

Lecce - Antonio Buccoliero, consigliere della Regione Puglia e capogruppo di Moderati Popolari, ha commentato le condizioni del carcere di Borgo San Nicola di Lecce, in merito anche alle ultime vicende che hanno visto come protagonista un detenuto rumeno morto dopo 50 giorni di sciopero della fame.

Buccoliero ha dichiarato: "Non posso non esprimere la mia piena solidarietà non solo ai detenuti di Borgo San Nicola, ma anche agli agenti di Polizia Penitenziaria e al personale medico per una situazione di paradossale disumanità, più volte denunciata, ma che continua a perseverare, contro gli stessi sacrosanti principi della nostra Costituzione".

"Conosco molto bene la situazione all'interno del carcere leccese, perchè da sempre accolgo gli sfoghi degli agenti penitenziari, costretti a sostenere turni massacranti.
Lo stesso vale per i medici e per i detenuti, che pur dovendo pagare il debito contratto con la società per aver trasgredito la legge, non possono tuttavia subire delle torture fisiche e psicologiche causate dal sovraffollamento, dalla carenza di servizi e da mille altre difficoltà.

Tutto questo va contro gli stessi obiettivi della pena, che dovrebbe riabilitare il detenuto, promuovendone il reinserimento dello stesso nella società.
Ma quale riabilitazione può esserci in chi è costretto a mortificare nel profondo la propria umanità?

La morte del detenuto rumeno, dopo un lungo sciopero della fame, non può non aprire un'attenta riflessione, perchè tanta lucida ostinazione nel rifiutare il cibo, addirittura anche le flebo, arrivando a strapparsi l'ago dal braccio, denuncia un bisogno disperato di essere ascoltato, che non può cadere nel vuoto.

L'iscrizione sul registro degli indagati dei 18 medici di Borgo San Nicola è sicuramente un atto dovuto, ma mortifica un lavoro, che, con dignità e coraggio viene portato avanti, contro ogni umana sopportazione. Così come viene mortificata la condizione stessa dei detenuti".

Infine, Buccoliero conclude: "Se non verranno attuate delle misure urgenti per arginare il sovraffollamento nei nostri istituti penitenziari e, al contempo, non verranno applicate delle politiche sociali atte a sostenere le famiglie e le fasce più deboli della nostra società, credo che la condizione nelle carceri italiane sarà, purtroppo, destinata solo a peggiorare".

Daniela Coluccia


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