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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 18 agosto 2017 - Ore 05:19

Giuseppe Vegas e la "dittatura dello Spread"

Giuseppe Vegas e la "dittatura dello Spread"

Italia - Fanno riflettere le dichiarazioni rilasciate questa mattina dal presidente della Consob Giuseppe Vegas, in occasione del suo secondo incontro annuale della Commissione, che si svolge come di consueto presso la sede della Borsa a Milano.
22 pagine, ricche di spunti per continuare a mantenere saldo il valore della demoicrazia al fine di evitare irreparasbili ribellioni, ed un'aspra critica alla politica portata avanti negli ultimi anni ai governi attuali, mentre fuori dalla sede della Borsa, in Piazza Affari, una mobilitazione di forze di polizia e lavoratori protestano per la crisi finanziaria. "Se si vuole evitare una ribellione con effetti autodistruttivi - afferma Vegas - bisogna guardare ai fondamentali economici e operare per renderli più solidi" - E ancora- basta con la “dittatura dello spread”, in molti Paesi europei sta crescendo l’insofferenza verso questa dittatura, vista come ostacolo alle aspirazioni dei popoli. I cittadini non accettano di pagare per scelte su cui non sono chimati a decidere. Quel numero sintetico, che sta condizionando pesantemente la via degli italiani si basa sui fondamentali dell’economia, ma tuttavia incorpora un giudizio di valore sintetico e soggettivo che, spesso, li travalica".

"Ridare potere al voto è visto come un passaggio fondamentale per riacquistare una piena autorità politica e strategica. Affidare il nostro futuro a un numero costituisce un modo di abdicare ai nostri doveri. E lo spread, che dipende in sostanza dalle scelte di un soggetto invisibile, ovvero il mercato, attribuisce ogni potere decisionale a chi detiene il potere economico, nei fatti vanificando il suffragio universale. Se si vuole evitare una ribellione con effetti autodistruttivi, riguardare ai fondamentali economici e operare per renderli più solidi".

"Stiamo vivendo un annus horribilis",  ha affermato Vegas,il quale, durante il suo discorso,  ha inoltre invitato i politici, ad affiancare, alle manovre di risanamento, scelte che possano garantire una crescita stabile.
"Oggi più che mai c'è bisogno di fiducia perché senza di essa non possono esistere le istituzioni, le imprese, il mercato finanziario. E la fiducia si può riacquistare solo se saremo in grado di adottare regole semplici e stabili, avvicinare le medie imprese alla Borsa, svolgere un'azione di controllo dei comportamenti di mercato amichevole ma tempestiva e inflessibile. E' il momento -continua il presidente della Consob- di rimuovere le lentezze dell'azione amministrativa e giudiziaria e alimentare un tessuto sociale refrattario alla corruzione. E' soprattutto il tempo di ripartire e di sentirsi orgogliosi cittadini di un'Europa che, nella faticosa ricerca del bene comune fuori da ogni contrapposizione, rappresenta pur sempre il maggiore centro di benessere e civiltà nel mondo. Allora potremo riuscire a cogliere quel raggio di sole che inizia a fare capolino tra le nubi di un cielo ancora plumbeo".

Conclude- "Siamo a un bivio. Le politiche sin qui adottate si sono rivelate inefficaci, E' giunto il momento di affiancare alle manovre di risanamento scelte che possano garantire una crescita stabile. Dalla crisi, in ogni caso, si può uscirne senza dividersi come stanno facendo altri Paesi europei. In ogni caso, se è vero che tutta l'Europa vive al di sopra dei propri mezzi e che è indispensabile ripensare in tempi brevi alla latitudine della mano pubblica, non si possono tuttavia ignorare i fattori positivi che esistono come l'azione condivisa di risanamento delle finanze pubbliche, la sostenibilità del debito, la presenza di un sistema produttivo di successo, soprattutto all'estero, il risparmio delle famiglie e la tenacia di imprenditori e lavoratori. In ogni caso, l'eccezionalità di quanto è accaduto nell'ultimo anno pone le classi dirigenti di fronte alla necessità di tutelare il sistema democratico dal continuo assalto della speculazione. Poi bisogna operare per spingere le imprese verso il mercato. Un segnale significativo in questa direzione deriverebbe anche dall'approdo in Borsa di quelle imprese pubbliche che operano secondo logiche di profitto.
Quanto ai "ssi di innovazione finanziaria, pur ampliando le possibilità di investimento e diversificazione portafoglio per i risparmiatori, fanno emergere nuove fonti di rischio, non sempre governabili dalle autorità di vigilanza. Quindi legislatori e autorità hanno il dovere di evitare che si trasformi in un meccanismo che brucia i risparmi delle famiglie".


Parole forti, che suonano ancora più pesanti, nel giorno di riapertura della Borsa che registra una caduta in picchiata con lo spread che torna a salire superando i 440 punti. Il pensiero poi, vola direttamente alle ultime tornate elettorali in Grecia, Francia, Germania e all'elezioni amministrative italiane, che hanno segnato la disfatta dei partiti tradizionalisti, ed il fallimento della politica europea.

Ed ancora, politici accusati di aver messo di aver messo in atto negli ultimi mesi, un golpe silenzioso introducendo il pareggio di bilancio e distruggendo lo Stato Sociale, svendendo per giunta la sovranità del proprio paese al Meccanismo Europeo di Stabilità, un’istituzione finanziaria internazionale che, grazie ad immunità, esenzioni, condoni fiscali ed altri benefici, si propone di concedere soldi agli stati in difficoltà in cambio della possibilità di poter imporre “rigorose condizionalità” ad intere popolazioni, oltre che lucrare sul debito pubblico.

Una classe politica, pronta a consegnare l'Europa alle oligarchie bancarie e nelle mani di un organismo straniero non eletto democraticamente e che avrà il compito di decidere le manovre economiche di ogni stato, stabilendo, inoltre, gravose sanzioni ai danni di chi non le osserverà. Saremo, di fatto, governati da un organo sovranazionale basato su regole antidemocratiche e privo di ogni controllo.

Doppio inganno, doppia illusione, doppio tradimento: per entrare a far parte del Meccanismo Europeo di Stabilità, il governo italiano, ha dovuto sborsare ben 125 miliardi di euro, che avrebbe potuto destinare agli ammortizzatori sociali. Una classe politica, che soprattutto negli ultimi tempi, si è dimostrata incapace di tutelare i diritti dei propri cittadini, vessati sempre più pesantemente dalle tasse ed abbandonati dalle istutuzioni. La parola d'ordine per ricominciare, secondo Vegas insomma, sarebbe "fiducia", ma la nostra classe politica, sembra proprio non meritarla.

Azzurra Monaco


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