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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 24 agosto 2017 - Ore 01:28

Un cittadino di Nardò scrive al sindaco Risi

Un cittadino di Nardò scrive al sindaco Risi

Nardò - Totò Presicce, cittadino di Nardò, ha scritto una lettera al sindaco Marcello Risi in cui esprime le sue considerazioni sulla scelta dei giovani professionisti che hanno ottenuto degli incarichi per il Parco di Porto Selvaggio e su quanto bisogna ancora fare per lo sviluppo della città.

La missiva di Presicce giunge in seguito alla "Lettera aperta alla città" scritta dal primo cittadino l'11 aprile.
Scrive Presicce:" Nella missiva che Lei ha indirizzato a noi, suoi concittadini, lei ha esplicitato i risultati della Sua gestione amministrativa. Non intendo entrare nel merito, né mi interessa evidenziare la differenza tra quanto Lei scrive e l’enorme degrado politico, sociale e morale della nostra amata Nardò"

La sua risposta a Risi esprime molta delusione: "Le rispondo solo per esprimerle tutta la mia dispiacenza nel leggere il seguente passaggio (ultimo capoverso del punto sviluppo): “Cosa c’è di male a dare occasioni anche ai giovani migliori? Un Sindaco deve fare anche questo.” Vede signor Sindaco, con questa frase Lei è stato offensivo e arrogante sia nei confronti dei giovani professionisti che hanno ricevuto l’incarico sia di tutti gli altri.Le spiego il perché. Signor Sindaco, non c’è niente di male a creare occasioni per i giovani migliori, anzi dovrebbe essere il Suo primo dovere! Questo, tuttavia, è ben diverso da “dare occasioni ai giovani migliori”, utilizzando un metro di giudizio personale e soggettivo.
Conosco molti dei ragazzi che Lei ha scelto, e di questi conosco la passione e le capacità, sono sicuro che non avrebbero avuto alcuna difficoltà a superare una selezione pubblica ed a ottenere l’incarico".

Secondo il cittadino, il sindaco ha così offeso e mortificato questi giovani: "Allora, signor Sindaco, quale necessità le ha suggerito di mortificare tutti quei giovani che non bazzicano i politici e le loro segreterie a tal punto da sottintendere che siano “giovani peggiori”? Per il bene di questa Comunità, mi auguro che la mia risposta possa essere di sprone a lei ed alla Sua Amministrazione affinché si inizi seriamente a realizzare quel coinciso, ma complesso programma che avete proposto alla Città ed in virtù del quale siete stati pubblicamente eletti (non privatamente nominati), a partire dal primo imperativo “principio ispiratore fondamentale”: il rispetto scrupoloso della questione morale, da perseguire anche mediante l’adozione di un Codice etico di coalizione e attraverso la condivisione e l’applicazione di criteri di massima limpidezza amministrativa e gestionale”.

Marcella Barone


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