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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 18 agosto 2017 - Ore 08:51

I tassi dei suicidi legati alla crisi: la lettera di Bellanova

I tassi dei suicidi legati alla crisi: la lettera di Bellanova

Italia - Sconcertanti i dati oggettivi che l' On. Bellanova, in una lettera aperta invia al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali in merito ai tassi di suicidi legati alla crisi economica che oggi investe il nostro Paese.

"L’Italia si trova a vivere i pesantissimi effetti di una crisi economica globale che si attesta come intensa, che ha prodotto evidenti squilibri macroeconomici e sociali, con un riverbero occupazionale pesantissimo. Da più fonti arriva l’allarme secondo il quale le famiglie italiane si stanno progressivamente indebolendo economicamente, stentano a risparmiare e spesso non riescono a far fronte mensilmente ai bisogni di prima necessità.

Ad essere investiti da difficoltà economiche risultano essere non più solo le famiglie dei ceti cosiddetti a rischio, quelli da sempre considerati meno abbienti, ma oggi si registra un ampio coinvolgimento della platea di cittadini del cosiddetto ceto medio.

In questo peculiare momento storico segnato da sacrifici e difficoltà, particolare importanza riveste l’art. 1 della nostra Costituzione, nel quale è sancita tutta l’importanza che il valore del lavoro ricopre nella sfera privata e pubblica di un cittadino. L'Istat infatti rende noto che a gennaio 2012 il numero dei disoccupati, pari a 2 milioni e 312 mila, aumenta del 2,8% rispetto a dicembre (64 mila unità).

L’ultimo rapporto EU.R.E.S “Il suicidio in Italia ai tempi della crisi” stima che nel 2009, in Italia si sono tolte la vita 2.986 persone, il 5,6 per cento in più dell'anno precedente. I suicidi compiuti da disoccupati, nello stesso anno, sono stati 357, il 37,3 % in più rispetto ai 260 del 2008, mentre i suicidi per ragioni economiche hanno raggiunto sempre due anni fa il valore più alto dell'ultimo decennio: 198 casi, il 32% in più rispetto al 2008 e il 67,8% rispetto al 2007

Il suicidio per ragioni economiche inoltre rappresenta un fenomeno quasi esclusivamente maschile, 95% dei casi nel 2009 a conferma di come questo si leghi alla acquisizione/perdita di identità e di ruolo sociale definita dal binomio lavoro/autonomia economica.

Sempre secondo l’indagine sopra citata il rischio suicidio continua ad essere più alto a Nord, ma è al Sud che si registra una crescita record. Il Meridione sembrerebbe registrare nel solo 2009 la crescita più consistente del fenomeno, con un incremento pari a +11% (sono stati 743 i suicidi nel 2008), a fronte di un +4,5% nel Centro e di un +3,4% nel Nord.

Il Ministro in questa fase di crisi ha il dovere di intervenire affinchè si istituisca un osservatorio che monitori la situazione sopra esposta per le diverse regioni d’Italia. 

Urge assumere delle iniziative per affrontare questo sorprendente aumento dei tassi di suicidio a matrice economico-occupazionale e per incentivare la ripresa del mercato del lavoro in Italia, con particolare attenzione a quelle aree, come il Mezzogiorno, ed a quelle categorie sociali, come lavoratori dipendenti e piccoli imprenditori, purtroppo fortemente interessate dal fenomeno e già ampiamente penalizzate dalla crisi".

Paola Errico


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