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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 05:57

Melica: "Città povera e senza un assessore ai servizi sociali"

Melica: "Città povera e senza un assessore ai servizi sociali"

Lecce - Il candidato sindaco del Terzo Polo, Luigi Melica, ha espresso il suo pensiero circa il preoccupante fenomeno della povertà a Lecce.
"L’amministrazione uscente ci consegna una città più povera e senza un assessore ai servizi sociali", ha affermato Melica, "La morsa della crisi sta stringendo sempre di più le famiglie e a Lecce la povertà è in crescita".

A dirlo sono gli ultimi dati della Caritas diocesana di Lecce, esposti il 29 febbraio presso la Comunità Emmanuel, in cui è emerso che sono 2772 le famiglie leccesi che vivono in regime di povertà.
Le famiglie leccesi che si rivolgono quotidianamente alla mensa della Caritas per avere un pasto caldo ammontano al 40%. E a farlo sono persone che, fino a poco tempo fa, vivevano in una condizione economica agiata.

“Alla fine dell’esperienza di questa amministrazione", continua Melica, "quello che rimane è una città sempre più povera e meno pronta ad affrontare il vivere quotidiano. È impensabile che, in un momento così critico, il Comune non abbia un assessore alle Politiche sociali. Una figura indispensabile, che deve assumersi la responsabilità di prendere decisioni delicatissime per la vita dei cittadini. Mai come in questo momento storico, tali decisioni devono essere il risultato della concertazione politica”.

“Con noi alla guida di questa città l’assessore alle Politiche sociali sarà una delle nostre figure cardine e potrà adottare interventi ad hoc, calibrati su ciascuna situazione.", conclude poi il candidato Sindaco, "Uno degli strumenti per venire incontro alle esigenze delle famiglie sarà l’applicazione del quoziente famigliare ai tributi locali, che misura la capacità contributiva sulla base del numero dei componenti del nucleo. Così, per fare un esempio, la Tarsu (la tassa sullo smaltimento dei rifiuti) non sarebbe più pagata in base alla superficie dell’abitazione, ma calcolando appunto il numero dei familiari”.

Marcella Barone


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